L’associazione

Nel 2006/2007 Beppe Grillo individua la piattaforma meetup.com come lo strumento adatto a supportare il suo blog beppegrillo.it. Un social network ad iscrizione gratuita, aperto a chiunque e dove è possible parlare di argomenti che accomunano i naviganti del blog, nel nostro caso: ambiente, legalità, energia, innovazione, territorio, acqua pubblica ecc. ecc.
Quindi dal blog di una persona e i relativi commenti non strutturati, spesso fuori tema ma talvolta interessanti, sono sorte piccole cellule territoriali (i meetup appunto) tanto che oggi se ne contano 366 con 76.849 iscritti in tutto il mondo. Nello specifico, il Meetup di Venezia risulta essere il dodicesimo in Italia con 995 membri.

I meetup diffusi prevalentemente in Italia, ma anche all’estero, hanno dato l’opportunità a molte persone di incontrarsi, discutere, organizzare iniziative e vedersi di persona, ed è così che si è concretizzato il passaggio fondamentale dal digitale al reale, dando ai cittadini la forza di attivarsi e partecipare alla vita pubblica.
In questo modo numerose persone, a volte nascoste dietro un nickname e alla foto di Spiderman, hanno avuto la possibilità di trovarsi, scoprire che vicino a loro (forte connotazione territoriale) vivono altre persone con idee e principi simili, con le quali organizzare degli eventi, discutere progetti, esprimere la propria opinione anche semplicemente utilizzando lo strumento dei sondaggi.

In rete non si mente, si instaura così un rapporto di fiducia tra i gli utenti, e quindi tra le persone.

Dal meetup si sono poi creati successivi altri strumenti atti a rendere più semplice la fruizione dell’informazione, per esempio con l’apertura di un sito: grillivenezia.org, basato su tecnologia open source wordpress, in cui vengono riportate le notizie più importanti che nascono dalla rete, o le varie iniziative portate avanti dal gruppo. Questo strumento è nato per essere l’interfaccia tra il navigatore saltuario e chi continua a dare il proprio contributo tramite il meetup.

Via via sono stati utilizzati anche altri strumenti, come ad esempio la newsletter. Ancora oggi molte persone non hanno dimestichezza con la rete ma almeno possiedono un indirizzo mail, ecco che ogni occasione è buona per raccogliere ed inserire nuovi utenti mantenendoli informati sulle attività.

Inoltre per gli internauti è stato creato un account in Facebook, che ad oggi conta più di 2.200 contatti.

Un altro strumento molto importante è il canale di Youtube dove si sono inserite interviste, denunce, convegni, slide show, proteste, ecc. Un esempio di vera informazione portata avanti dal gruppo veneziano. Da ricordare l’intervista ad un’Imprenditrice del Trevigiano che gestisce un impianto di riciclaggio della plastica a Vedelago: il video, realizzato nel febbraio 2008, è stato visualizzato da circa 70.000 persone e solo poche settimane fa la notizia è stata diffusa anche nelle TV Nazionali (TGR ambiente).

Grazie a questo fenomeno di vera Partecipazione dal Basso, a marzo 2010 due cittadini appartenenti al gruppo sono entrati all’interno delle istituzioni, “nella stanza dei bottoni”. L’investimento economico fatto dal gruppo e dalla lista civica è stato inferiore alle 3.500euro (tutto autofinanziato e non ricevendo poi alcun rimborso elettorale) ..evidentemente la comunicazione “alternativa” può essere economica ed efficace!

I consiglieri, continuano a confrontarsi con il proprio elettorato tramite gli strumenti citati precedentemente, sia presenziando ai gazebo che vengono organizzati, dando così la possibilità ai cittadini di verificare costantemente le azioni dei consiglieri eletti e potendo facilmente interagire con loro.

La sfida per il consolidamento di un modello interno al MoVimento, di Democrazia Partecipata non è assolutamente concluso anzi c’è ancora uno scoglio da affrontare: le votazioni online.
Si è aperta infatti una nuova piattaforma del MoVimento Nazionale in versione beta, in cui gli utenti devono obbligatoriamente registrarsi con dati veritieri ed allegando fotocopia della carta d’identità, questo per assicurare l’univocità del voto espresso.
Lo snodo centrale a questo punto non è più legato solamente alla tipologia di strumenti ma alla volontà del singolo cittadino di attivarsi e ricercare informazioni il più possibile veritiere e contestuali che gli permettano di scegliere e di analizzare le questioni ed i problemi con cognizione di causa e, perché no, di esprimere attraverso il voto un’opinione consapevole. Accedere ad una informazione corretta è sia un diritto che un dovere da parte di chi esprime il proprio voto.

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