Dissociazione Molecolare

CHI HA MAI SENTITO PARLARE DI “dissociazione molecolare” ?? IN ISLANDA UTILIZZANO QUESTA PER ELIMINARE I RIFIUTI E PRODURRE ENERGIA!! Immagine anteprima YouTube Dalle ECONEWS: Rifiuti. Verdi: nuova tecnologia non inquinante Inceneritori addio. Per lo smaltimento dei rifiuti solidi, urbani e non, il futuro e’ rappresentato da una nuova tecnologia, quella della ‘dissociazione molecolare’, che risulterebbe piu’ economica, meno invasiva sul territorio e soprattutto meno inquinante, anzi non inquinante. Cosi’ il responsabile dei Verdi per l’innovazione e l’energia Fabio Reggiolani, ha presentato ieri al Senato la nuova proposta del partito in materia di rifiuti. Reggiolani, che e’ anche consigliere regionale in Toscana, e’ fresco reduce, insieme con una delegazione di esperti, tecnici e imprenditori del settore, da una visita in Islanda, e precisamente a Husavik, localita’ dove e’ in funzione da molti mesi un impianto di smaltimento di rifiuti tramite la dissociazione molecolare che, appunto, a parere dei Verdi, e’ destinato a soppiantare definitivamente gli attuali inceneritori, considerati inquinanti e costosi. ”Chiediamo al governo -ha detto Reggiolani- che questo tipo di impianti venga compreso nel piano dei rifiuti e che si blocchino le progettazioni di altri inceneritori”. L’impianto visitato in Islanda, secondo quanto e’ stato illustrato con un video , smaltisce la produzione di rifiuti di una popolazione di 100000 abitanti, e mischia senza problemi rifiuti di tutti i tipi e produce piu’ energia degli inceneritori. ”In Italia -ha detto Reggiolani- noi prevediamo e proponiamo invece di continuare, anzi di intensificare la raccolta differenziata porta a porta; la caratteristica di questo nuovo tipo di impianto e’ che – non rilascia in atmosfera sostanze inquinanti e, – paradossalmente consuma di meno, perche’ le temperature con cui vengono trattati i rifiuti sono di oltre due terzi inferiori a quelle degli inceneritori. – A questo si aggiunga una produzione del 30% di energia in piu’ a parita’ di prodotto smaltito”. ”L’impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti – e’ stato spiegato in conferenza stampa- non incenerisce i rifiuti stessi, in quanto opera con troppo poco ossigeno e a temperature non superiori a 400 gradi (contro i circa 1300 gradi degli inceneritori). Questa tecnologia, hanno spiegato Reggiolani e Renato Bauducco responsabile dei Verdi per il settore rifiuti nella conferenza stampa cui ha partecipato anche il senatore Natale Ripamonti, esclude la trasformazione dei metalli, che quindi vengono recuperati dopo il trattamento esattamente come sono stati immessi. Inoltre, siccome l’impianto lavora a basse temperature, non c’e’ produzione di diossine e non si trasportano le polveri insieme ai fumi. Tutti gli altri inquinanti, come i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, diminuiscono fino alla meta’ o a un terzo, mentre quelli pesanti si riducono del 50%. Nello stesso tempo l’impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti trasforma in energia ben il 97% della sostanza organica, contro il 70% scarso degli inceneritori, e il gas prodotto dall’ impianto puo’ essere utilizzato direttamente per produrre energia, ma anche essere dissociato ulteriormente per produrre idrogeno”. (Ansa)

FUNZIONAMENTO Il processo avviene in ambiente chiuso, in carenza di ossigeno, a temperature di circa 400°C. Alcuni esempi di materiali che possono esser trattati: – Rifiuti solidi urbani differenziati; – Frazione organica da rifiuti urbani; – Biomassa – Scarti Industriali e agricoli – Materiali residui da confezionamento – Scarti ospedalieri – Pneumatici e plastiche – Scarti da macellazione ENERGO distribuisce in esclusiva, avendoli anche ulteriormente sviluppati, gli impianti di smaltimento e valorizzazione energetica dei rifiuti basati sulla dissociazione molecolare, in grado di trattare praticamente qualsiasi tipo di rifiuti e biomasse, anche in forma di “tal quale”. Gli impianti sono operativi attualmente in USA e in Islanda, mentre un grande impianto è in costruzione in Scozia. Rispetto alla gassificazione classica, non si presenta alcun problema di criticità legato all’alimentazione, ne’ alcun rischio, consentendo d’altra parte, grazie alle basse temperature di esercizio (massimo 400°C), il recupero di tutte le frazioni inerti: metalli, vetri, rocce. La gestione – elemento fondamentale – è della massima semplicità, e gli impianti sono completamente scalabilie integrabili a partire da dimensioni e capacità lavorative molto ridotte. La produzione di energia elettrica e termica avviene infine mediante combustione del syngas prodotto, in cicli motore o turbina, le emissioni in atmosfera sono assenti in fase di dissociazione e ridottissime in fase di combustione del syngas, mentre lo smaltimento di (pochi) residui inerti non riciclabili non comporta problemi.

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