Articolo 5°, “chi ga i schei ga vinto” (cit. Gigio)

Luigi Brugnaro non è certo uno sprovveduto ma, nonostante i suoi molti viaggi all’estero, è rimasto ancorato ad un’economia vecchio stampo, un’economia basata quasi esclusivamente sull’edilizia e, in particolare, sulla speculazione immobiliare.
E questo si sta riflettendo sulle scelte strategiche dell’amministrazione.
Semplicemente, non vi sono scelte strategiche.

Sul recupero dei 3 mila ettari inquinati di Porto Marghera siamo al vuoto pneumatico, forse perché c’è interesse a convogliare prima gli investimenti su un’area di 42 ettari, fronte laguna, di proprietà di una delle società del suo “blind trust”. A proposito, non si sente più parlare del palazzetto promesso ai tifosi reyerini, più di un anno fa, con l’intervento strappalacrime in municipio.
Sulla gestione dei flussi turistici si sta cercando, dopo 4 anni, il pallottoliere da dare ai vigili che presidieranno i tornelli per i turisti da contare. Ma, ovviamente, si tratta di una farsa per l’UNESCO, il centrodestra non sa che farsene di quei numeri perché non vuole affatto porre un tetto agli arrivi!
Sul contributo di accesso son più numerose le esenzioni e gli sconti rispetto alle categorie che, ad oggi, lo pagheranno.
Sulle “Grandi Navi” i progetti
si cambiano come le mutande, ma è rimasta la voglia matta di scavare e scassare la laguna (un po’ di coerenza).
Sulla neonata Agenzia per lo Sviluppo, magari sapranno qualcosa
a “Chi l’ha visto?”Sono stati stanziati 130 mila euro finora e l’unica cosa vista è uno scarno sito web…(qui l’Articolo 5° non vale, evidentemente).
Sul traffico acqueo, in continuità col passato, si è totalmente supini nei confronti delle categorie ed infatti l’unica restrizione per kayak e canoe è stata dichiarata illegittima dal TAR (forti coi deboli e deboli coi forti…).
Sul fronte sicurezza aumenta il numero di vigili in circolazione ma anche, purtroppo, lo spaccio e i morti per droga.
E lo dice pure la Lega, alleata di Brugnaro!
Sul rilancio del Casinò, l’intervento di maquillage (“stucco e pittura”) a Ca’ Noghera prelude forse alla chiusura futura e definitiva di Ca’ Vendramin Calergi? Del resto, chi noterebbe un albergo in più lungo il Canal Grande?

Sulla stazione di Mestre, via Ulloa, Iperlando e lo stadio a Tessera, Brugnaro non ha fatto altro che confermare le previsioni del PRG piddino e quindi via con una confusa babele di nuovi hotel (7.000 posti letto), un nuovo ipermercato davanti ad altri due ipermercati e infine un bel centro commerciale (37 mila mq) in mezzo alla campagna.

Per il resto del territorio comunale, nel caso in cui il PRG non sia già sufficientemente distruttivo, vale il famoso “articolo quinto”, tanto amato dal Sindaco, secondo cui “chi gà i schei gà vintoIn breve, basta presentarsi con un progetto e con le risorse economiche necessarie e si può star sicuri di costruire ciò che si vuole dove si vuole.
Permessi di costruire in deroga, varianti urbanistiche “à la carte”, basta ingegnarsi un pochino ed il gioco è fatto!

E così un’area verde abbandonata al Lido, per incuria del Comune, diventa area “degradata” da “riqualificare” con un bel supermercato.
Ad un concessionario d’auto viene concessa una variante per costruire su area artigianale e residenziale ma, di fatto, agricola piuttosto che fargli recuperare uno dei tanti capannoni dismessi.
A un paio di vetrerie a Murano si concedono nuove volumetrie in deroga per costruire bar e ristoranti che poco hanno a che fare con l’attività artigianale.
Al Tronchetto si concedono maggiori volumetrie, con variante naturalmente, per fare tre alberghi da 500 camere complessivamente.
E ancora, in un’area storicamente dedicata allo sport, com’è l’ex campo del Real San Marco, si vuol permettere un grattacielo con deroga alle altezze massime previste, probabilmente per nuove affittanze turistiche, ed un supermercato, per “stroncare” quei pochi negozi sopravvissuti in viale San Marco. Lui sì che crea lavoro, precari al posto di piccoli imprenditori.

L’urbanistica è una bellissima disciplina che va però studiata e non può esser certo confusa con l’edilizia. Chi lo fa, farebbe bene a dimettersi!

Un dottore può seppellire i propri errori, ma un architetto può soltanto suggerire al proprio cliente di piantare degli alberiArthur Bloch

Gruppo consiliare M5S
Comune di Venezia

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