Promozioni in AVM “sulla fiducia”?

Dall’11 giugno scorso sono apparse quattro nuove figure, in elegante polo bianca, a regolare gli snodi della mobilità cittadina: P.le Roma, P.le Cialdini ed infine P.le S.M. Elisabetta al Lido.
Si tratta dei “Responsabili di terminal”, cioè di quattro dipendenti del gruppo AVM che, scelti dall’alto, avranno “l’incarico di rappresentare il punto di riferimento funzionale della Direzione Generale di AVM Holding per quanto attiene il nodo intermodale di competenza […] integrandosi con le funzioni già presenti”.

Insomma, tradotto dal burocratese, questi lavoratori sono gli occhi e le orecchie del Direttore Generale di AVM per tutto ciò che succede nei terminal.
Hanno poteri di coordinamento rispetto alle altre categorie di lavoratori della mobilità (marinai, hostess delle biglietterie, autisti di bus e tram, ecc.) e possono intrattenere rapporti con gli altri soggetti che operano lì (P.L., forze dell’ordine, tassisti, ATVO, ecc.), sempre con l’obbiettivo della massima fruibilità del terminal.

L’idea, di per sé, potrebbe anche sembrare buona.

In realtà, vi è già una “gerarchia” aziendale che dovrebbe studiare e risolvere i problemi e invece si è preferito far avanzare questi quattro “responsabili di terminal” rispetto ai 27 funzionari del comparto automobilistico, I 24 del comparto navigazione, i 10 del comparto di Ve.La., le centrali operative ed i vari dirigenti di ACTV e Ve.La.
Inoltre, ed è l’aspetto più assurdo della vicenda, le persone che ricoprono questo nuovo incarico sono state scelte solo sulla fiducia, dato che non risulta alcuna selezione interna.

E chi se ne frega dell’obbligo di fare un concorso pubblico e dei principi di trasparenza e non discriminazione della Pubblica Amministrazione (che valgono anche per le partecipate)!

«Come al solito, aumentano capi, capetti e responsabili ma poi si tira la cinghia, magari, sul vestiario di marinai o autisti. Faremo luce, con questa mia interpellanza all’assessore alla Mobilità, sui nuovi incarichi ed i possibili costi. Resta il fatto che il “controllo analogo” delle società partecipate è solo sulla carta» commenta così il capogruppo pentastellato, Davide Scano.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

 

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