Consigliere dovrebbe decadere dalla carica ma nessuno se ne accorge

Abbiamo già raccontato come il consigliere della Lega Giovanni Giusto sia Presidente, da quasi vent’anni, di un’associazione no- profit che si occupa di diffusione della voga alla veneta.
Questo impegno è meritevole, certo, ma che non spiega come l’associazione da lui presieduta riceva stabilmente contributi da parte del Comune e di Ve.La. S.p.A. (controllata al 100% dal Comune stesso, attraverso AVM S.p.A.).
Tali circostanze avrebbero infatti dovuto far scattare, sin dal 2015, una delle cause d’incompatibilità previste dal “Testo Unico degli Enti Locali” alla carica di sindaco o consigliere comunale ma così non è stato.
Dai nostri calcoli l’Associazione ha ricevuto, solo nell’ultimo triennio, contributi per quasi 120.000 euro (cifra approssimativa perché non si è potuto accedere a tutti i dati necessari). Nel dettaglio:

  • 5.000 euro l’anno dal Comune, quale contributo, per dei corsi sulla laguna alle scolaresche;
  • 36.000 euro, nel 2015, da Ve.La. S.p.A. per 6 affidamenti diretti di servizi;
  • 37.775 euro, nel 2016, da Ve.La. S.p.A. per 6 affidamenti diretti di servizi;
  • 35.750 euro, nel 2017, sempre da Ve.La. S.p.A. per 4 affidamenti diretti di servizi.

Regata-storica-gondolinoI contributi hanno superato il limite del 10% delle entrate annue complessive dell’associazione (il bilancio del Coordinamento pare si aggiri attorno ai 70-80 mila euro), comportando dunque l’incompatibilità di Giusto con la carica di consigliere e la sua eventuale decadenza.
Le somme pagate da Ve.La. S.p.A., va chiarito, sono per la partecipazione delle remiere associate al Coordinamento alle regate organizzate dal Comune (le organizza lo stesso Giusto nella sua veste di consigliere Delegato del Sindaco alle Tradizioni).
Quello che invece non appare chiaro è la totale mancanza di bandi pubblici per l’erogazione degli stessi contributi  come prevede il Regolamento comunale vigente e la normativa “anticorruzione”.

Cartello con appaltiAnche considerando tali fondi come appalti di servizi sotto soglia, l’incompatibilità di Giusto sembra ancora palese perché, quale Presidente del Coordinamento, “ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell’interesse del comune o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo” come recita la norma del TUEL.
Ora la domanda sorge spontanea: perché Ve.La. ignora il principio di rotazione e affida questi servizi sempre e soltanto al Coordinamento?
A Venezia ci sono infatti numerose altre remiere a Venezia, che pur non iscritte al Coordinamento, potrebbero organizzare quei servizi, magari mettendosi insieme tra più soggetti.
E invece c’è una sorta di monopolio.

Su questo tema e molto altro ancora, il consigliere M5S Davide Scano ha presentato una specifica interpellanza al Sindaco.

(continua…)

 

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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