“Quadrante Tessera”, tutto quello che il PD non vi racconta…

Il dibattito cittadino sul possibile nuovo palazzetto dello sport ha fatto rinascere anche le speranze del centrosinistra, PD in primis, di realizzare il loro vecchio piano, il famigerato “Quadrante Tessera”. Per loro è una sorta di mantra, un toccasana per tutti i mali.
Peccato però che, volutamente, si dimentichino di raccontare alcuni aspetti “interessanti” della vicenda targata #CacciariCostaOrsoni.

  1. L’area del “Quadrante Tessera” era, originariamente, di soli 27 ettari (Variante al PRG per la Terraferma del 2004) e doveva ospitare solo stadio e nuovo casinò;
  2. Progetto Quadrante TesseraL’appetito vien mangiando e la speculazione immobiliare s’ingrandisce fino a raggiungere i 200 ettari nel 2009 grazie a una procedura a dir poco “fantasiosa”: due società immobiliari (l’una legata al Casinò di Venezia e l’altra a SAVE S.p.A.) presentano un’osservazione alla variante al PRG dopo ben quattro anni (il termine per le osservazioni è di soli 60 giorni) e la presentano pure all’ente sbagliato (la Regione, anziché il Comune) per trasformare dei banali campi di soia, con vista sull’autostrada, in un mare di cubatura.
  3. La Regione Veneto anziché respingere l’osservazione, palesemente inammissibile, l’accoglie e chiede al Comune di modificare la Variante al PRG del 2004 in tal senso. Uno zelante consiglio comunale vota tutto senza fiatare.
  4. I due padrini dell’operazione sono l’ex Sindaco Cacciari e l’ex Presidente di Regione Galan (quando si dice PDL = PDmenoELLE): il primo con l’obbiettivo di recuperare soldi per coprire debiti e l’altro per agevolare il gestore aeroportuale nel realizzare, in futuro, la seconda pista del Marco Polo.
  5. Finora non se n’è fatto nulla ma, anche oggi, dello stadio nuovo non frega alcunché a questi signori: il vero obbiettivo è vendere a qualcuno i terreni per saldare, almeno in parte, i debiti contratti in passato dalla Casa da Gioco col solo scopo di salvare i conti di Ca’ Farsetti (situazione esplosa, comunque, lo stesso nel 2013, con sforamento del Patto di Stabilità per tre anni consecutivi).
    Si tratta di ben 103 milioni di euro di mutui, a fronte di alcun investimento.
    Questo è ciò che vogliono nascondere: il loro fallimento più totale!
  6. Urbanizzare 200 ettari di aree ancora agricole è semplicemente uno scempio (40 volte l’area dell’ex Umberto I), specie qui dove abbiamo più di 2.000 ettari di aree degradate a Porto Marghera da recuperare. Il PD parla tanto, in Regione, di riduzione del consumo di suolo ma questo è quello che fa poi concretamente sul territorio (spalleggiato da Lega e FI).
  7. Creare un altro polo di attrazione fuori dalla città, dopo i tanti centri commerciali cresciuti come funghi, significa dare un altro colpo di grazia a Mestre, Marghera ed alle piccole-medie attività commerciali e artigianali lì presenti.
  8. Le aree del “Quadrante Tessera” sono caratterizzate da forte rischio idraulico (alcune, addirittura, sono a -1,54 metri s.l.m.); si vede che quelli del PD hanno dimenticato gli allagamenti del 26 settembre 2007 (più di 5.000 richieste di indennizzo, tra famiglie e imprese).
  9. Non c’è bisogno di nuove cittadelle del commercio e di nuovi alberghi: il PD non la pensa evidentemente in questo modo se, nel 2012, ha inserito nel PAT 550.000 mq di nuove superfici per alberghi e 3,5 milioni di mq di nuove superfici commerciali, bocciando tutti i nostri emendamenti tesi a cancellare/ridurre queste previsioni (che oggi, ad onore del vero, il loro erede politico fucsia sta attuando).
  10. Serrande abbassateSpogliare Mestre e Marghera delle attività economiche che, col nuovo polo d’attrazione, inevitabilmente si sposteranno o chiuderanno, significa creare le basi per nuovo degrado, spaccio, furti e microcriminalità: una città più viva è infatti una città più sicura!

 

Gruppo di Lavoro Urbanistica & LL.PP.
Meetup GrilliVenezia

 

P.S. fai girare questo articolo perché nei giornali locali non troverai traccia di questi temi.

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