Bosco? Forti? Parchi? Aree agricole? Piovono parcheggi e distributori

Finalmente, arriva dal “palazzo” un’ottima notizia per Mestre: la “città di terraferma” (espressione cacciariana in voga a Ca’ Farsetti) non è poi così brutta come la dipingono, non è stata poi così danneggiata dal “sacco edilizio” degli anni ’70 e quindi il Consiglio comunale può votare, tranquillamente, un’altra ripugnante delibera che la renderà un po’ più brutta e invivibile di prima, se mai ve ne fosse bisogno.

E' questo il futuro di Tessera secondo Boraso e fucsia vari?

E’ questo il futuro di Tessera secondo Boraso, Brugnaro e fucsia vari?

Questo è, in sostanza, il succo della commissione congiunta IV “Mobilità e Trasporti” e V “Urbanistica”, svoltasi ieri allo scopo di illustrare l’ennesimo colpo di genio dei fucsia: modificare il PRG per permettere, all’interno delle fasce di rispetto stradale (35 metri dalla carreggiata), nuove “aree a parcheggio…nelle zone “E” e “F speciale – Bosco di Mestre”…unicamente in fregio alle strade statali al di fuori dei centri abitati…” nonché “...la realizzazione di edifici di servizio di un solo piano, di superficie coperta complessiva non superiore a 80 mq“.
Insomma, non basta tutto quel che si è cementificato finora ma occorre anche dare la possibilità di farlo nelle poche aree agricole e boschive che si trovano lungo le strade statali (leggasi: Triestina e Romea).
Il motivo? Nella delibera non c’è, l’assessore Boraso ha spiegato però che sono arrivate delle richieste da parte di privati per fare nuove attività a parking a ridosso dell’aeroporto e che, certo, non si può accettare supinamente il monopolio di SAVE, il gestore aeroportuale (in realtà, in zona esistono da tempo anche 6-7 parcheggi privati).
Siamo dunque al paradosso: l’urbanistica non si fa più in vista di un interesse pubblico ma di un interesse squisitamente privato che, tirando la giacchetta al politico di turno, si trasforma magicamente in interesse collettivo. Ed è stato detto, placidamente, davanti a tutti!

Una veduta del Parco di San Giuliano

Una veduta del Parco di San Giuliano

Ma non è finita così: la delibera propone anche di inserire, sempre nelle fasce di rispetto stradale, nuovi distributori di carburante anche nelle aree “di tipo “F Speciale Bosco di Mestre” nonché a “Verde urbano Attrezzato” e “Verde urbano dei Forti…“. Insomma, grazie alla comoda foglia di fico delle nuove “aree attrezzate per la ricarica di veicoli elettrici o ad alimentazione alternativasi vuol disseminare di distributori nuovi (con tutti gli accessori del caso: autolavaggio, bar-shop, ecc.) le zone finora intonse del bosco, del Parco di San Giuliano e delle aree verdi circostanti i numerosi forti di Mestre.
Motivo? Vedi sopra.

«Dei vari aspetti ambientali, di tutela paesaggistica, di cementificazione del suolo, di rischio idraulico, di maggior inquinamento atmosferico, della non necessità di ulteriori distributori e, soprattutto, di ulteriori parcheggi in zona Tessera, sollevati dal sottoscritto – ha dichiarato il consigliere M5S Davide Scano  (unico, praticamente, a parlare tra la minoranza) – non è fregato alcunché ai consiglieri maggioranza.
Emblematico, peraltro, il silenzio ostentato inizialmente dai dirigenti, di fronte alle mie puntuali domande, come pure la carenza più totale di motivazioni circa l’interesse pubblico a votare una variante parziale al PRG.
Fortunatamente, abbiamo scoperto questa porcata per tempo e daremo battaglia con gli emendamenti, con le osservazioni poi e riservandoci di presentare esposti e ricorsi a tutte le autorità competenti.
Tanto si è visto che, in materia urbanistica, questa maggioranza sbaglia spesso e perde i ricorsi.
Non capisco comunque perché non si voglia considerare la nostra proposta di mettere i nuovi distributori “elettrici” nei parcheggi dei centri commerciali: sono tantissimi, non vi sono abitazioni vicine e non si sprecherebbe un centimetro quadrato di suolo».

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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