Accade in Consiglio Comunale: il bike sharing dove lo metto? Al Tronchetto…

Siparietto grottesco giovedì pomeriggio in Consiglio Comunale. Ogni tanto fa bene andare ad ascoltare il consiglio solo per sentire queste perle.
La consigliera M5S Sara Visman presenta un emendamento al DUP (Documento Unico di Programmazione), chiedendo di inserire, tra gli obiettivi  annuali/triennali del programma dell’Amministrazione Comunale, la collocazione di stalli per il  bike sharing presso l’Autorimessa Comunale di Piazzale Roma, a completamento del sistema presente sul territorio comunale. Al momento del voto però i consiglieri di maggioranza bocciano l’emendamento, allineandosi al parere della Giunta, espresso dall’assessore al bilancio Zuin, che a sorpresa è negativo. A sorpresa perché solo una settimana fa, in commissione trasporti, la proposta era stata accolta molto favorevolmente dall’assessore Boraso, tanto che proprio lo stesso Boraso invitava la consigliera a tradurla in un atto formale. La consigliera Visman pertanto sottolineava in aula come la maggioranza avesse più volte ribadito che le proposte considerate valide e costruttive, anche se provenienti dall’opposizione, sarebbero state accolte. L’idea della stazione di biciclette presso l’Autorimessa Comunale aveva avuto pure il parere favorevole del dirigente del settore trasporti presente allora in commissione, confermando la bontà e la compatibilità della proposta anche sotto l’aspetto meramente tecnico dell’intervento.Visman in consiglio
Ma nel giro di una settimana… giro di valzer politico: l’amministrazione Brugnaro cambia idea, preferendo realizzare il bike sharing al… Tronchetto! Nello spazio sotto la stazione di arrivo del people mover, dove verrà  spostato anche il parcheggio delle moto (di proprietà del Porto) presente di fronte al distributore AGIP-ENI situato presso il bivio del Tronchetto.
Andarsi a prendere la bici al Tronchetto… comodo, no, per un veneziano?
Facciamo un esempio pratico. Se un veneziano decide di andare al Tronchetto a prendere la bici e trova gli stalli vuoti, poi torna a Piazzale Roma a prendere il bus? E consideriamo anche le pendenze della rampa del Tronchetto sono impegnative, in bicicletta. Difficile dire che la soluzione Tronchetto aiuti la mobilità dei residenti nel centro storico.
Quale motivo ha addotto la Giunta per questo nuovo e inaspettato progetto rivelato controvoglia in Consiglio?

La stazione del peoplemover del Tronchetto, dove la Giunta vorrebbe inserire sia il bike sharing che il parcheggio moto spostato dal bivio del Tronchetto.

La stazione del people mover del Tronchetto, dove la Giunta vorrebbe inserire sia il bike sharing che il parcheggio moto spostato dal bivio del Tronchetto.

E qui inizia la parte più spassosa. Prima le giustificazioni di Zuin, che dice che “A Piazzale Roma un bike sharing non ha senso. Da una parte c’è Venezia… dall’altra c’è il Ponte della Libertà…”
Già. Ma allora a cosa servirà la pista ciclabile sul Ponte della Libertà? Ma soprattutto, un bike sharing al Tronchetto che prospettive ti dà in più rispetto a Piazzale Roma? Corri in mezzo ai baracchini di souvenir, scappi zigzagando tra gli abusivi, oppure… vai sul Ponte della Libertà, no?!? L’unica utilità ulteriore sarebbe quella di prendere in bici il ferry boat per il Lido… aspetta… vuoi vedere che Zuin, che si è vantato in Consiglio di essere vicepresidente di un circolo di cicloamatori del Lido vuole prendere il ferry in bicicletta? Beh, speriamo che questa sia solo una battuta, anche perché al Lido c’è già in loco un servizio di bike sharing. DSC_1342 tronchetto
Quindi torniamo alla domanda rimasta senza risposta: perché al Tronchetto?
Poco dopo arriva in Consiglio Boraso, il vero assessore competente ai trasporti. Paradossale pure il suo intervento. Chiamato a giustificare l’inaspettato dietro front, l’assessore si è trincerato dietro al formalismo di dire che il Consiglio Comunale è sovrano e che… “non è che l’opinione dell’assessore possa condizionare un consiglio comunale”. Hahaha molto divertente. Infatti, se andiamo a vedere come si sono svolte le votazioni su decine di emendamenti, vediamo che i risultati sono sempre gli stessi: quando il parere della Giunta è favorevole, il voto in aula è unanimemente a favore; quando il parere è negativo, che sia dell’assessore o dei tecnici comunali, invariabilmente ci sono i 18 no della maggioranza fuxia e i sì dell’opposizione.

I fuxia hanno un cuore, per lo meno quando si tratta di gatti (ricordate gli 8 vigili a caccia del gatto del consigliere Senno?)

I fuxia hanno un cuore, per lo meno quando si tratta di gatti (ricordate gli 8 vigili a caccia del gatto del consigliere Senno?)

Mai una volta che un membro della maggioranza non si sia fatto “condizionare” dal parere negativo dell’assessore del proprio schieramento.
Tranne una volta! Sì, perché la maggioranza fuxia ha rischiato, ha perso un pezzettino, in occasione di un emendamento proposto proprio da un membro della maggioranza, la consigliera Tosi (su cui peraltro anche il nostro gruppo era favorevole). Di cosa parlava l’emendamento della signora Tosi? Di finanziare un gattile, per l’accoglienza dei gatti. I gatti sono riusciti a mettere in crisi le coscienze fuxia.
Quando ci sono di mezzo la lotta allo spopolamento e l’adozione di soluzioni di buon senso per dare servizi ai cittadini, invece, nessun ripensamento o rimorso, la legione fucsia compatta esegue gli ordini calati dall’alto e vota NO.

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