Via gli alberi! Arriva la Venice Gardens Foundation Onlus

E’ una fondazione nuova, certo, ma sa già muoversi molto bene.
L
a Venice Gardens Foundation Onlus è nata infatti soltanto nell’ottobre del 2014, curiosamente appena 10 giorni dopo la presentazione del progetto con cui chiedeva alla competente Direzione Regionale Veneto dell’Agenzia del Demanio la concessione di alcuni immobili situati a Venezia.
E ancor più curiosamente, tutti si son dichiarati favorevoli e l’iter si è concluso in un battibaleno: poco più di due mesi. Neanche un passo carrabile è autorizzato così velocemente!

Ma l’aspetto più impressionante è che non si tratta di immobili qualunque, bensì dei “Giardinetti Reali” e dell’annesso “Padiglione Selva o dei Santi”, immobili dunque di grande pregio storico, architettonico e paesaggistico che ora sono stati affidati in concessione per 19 anni, senza alcun bando ad evidenza pubblica.
Non si tratta di semplice volontariato, perché a fronte dell’investimento di circa 4 milioni di euro e di un canone annuo pari a 28.000 euro si prevede l’obbligo a carico del Comune di autorizzare l’apertura di un nuovo esercizio pubblico (un lussuosissimo caffè, con annessa nuova serra-giardino da 350 mq) in deroga totale rispetto al divieto assoluto vigente per l’area marciana.

IMG-20170531-WA0016Ebbene, se in questi ultimi anni i giardini (costruiti da Napoleone e in cui ha passeggiato pure la Principessa Sissi) è stato lasciato in condizioni di abbandono da parte di VERITAS, l’arrivo della Fondazione è stato purtroppo ancor più dannoso.
Da giovedì scorso, 31 maggio, sono iniziati infatti i lavori e la prima azione
compiuta è stata quella di abbattere una dozzina di alberi secolari ad alto fusto (alcuni, anche, di 30 metri).
Allo scempio si aggiunge poi la beffa dato che nella documentazione tecnica allegata alla delibera, votata dall’allora Commissario, non si parla affatto di tagli, anzi nella Relazione, firmata dalla Presidente della Fondazione, si dichiara
pomposamente che: “l’intervento rispetterà il tempo lungo del giardino, il suo evolversi, unendo in un disegno chiaro e regolare l’esistente e i nuovi inserimenti, facendo riemergere le tracce degli strati più antichi (…) sarà un giardino ricco di specie botaniche, verranno salvaguardate e integrate le piante d’alto fusto esistenti e realizzato un “sottobosco”, in particolare di erbacee da foglia…”.

IMG-20170605-WA0001Per fare luce su tutto questo, Il M5S ha presentato così un’interpellanza urgente, firmata dal capogruppo Davide Scano, nella quale si chiede:
il motivo del taglio e se esso non sia il preludio ad un plateatico a servizio del futuro bar;
– se
sia stato rispettato il Regolamento comunale del Verde che, di regola, vieta gli abbattimenti e, comunque, prevede il reimpianto di alberi similari;
– se, e perché, la “
Venice Gardens Foundation Onlus” sia stata considerata dall’amministrazione comunale quale “concessionario di servizio pubblico”, bypassando così il T.U. dell’Edilizia;
– se, e perché, l’allestimento del bar/caffè sia stato considerato poi quale “
opera pubblica o di pubblica utilità”, bypassando così la procedura prevista per le varianti al PRG;
– se, infine, non sia opportuno revocare le delibere votate dal Comune visto il comportamento della Fondazione e se, parimenti, non sia da sollecitare il Ministro della Cultura per riassegnare il bene con una normale gara ad evidenza pubblica, con coinvolgimento della cittadinanza veneziana.

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Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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  1 comment for “Via gli alberi! Arriva la Venice Gardens Foundation Onlus

  1. Massimiliano
    23 luglio 2017 at 16:44

    1) siccome il verde presente nel piano regolatore é vincolato, basta segnalare l’abbattimento alla Soprintendenza ai beni culturali che si trova a Palazzo Ducale che multerà e ordinerà il ripristino;
    2) si fa una ricerca sulla ONLUS, e nel caso fosse ONLUS solo di nome, allora c’é la Procura della Repubblica;
    3) il dichiarare di pubblica utilità ciò che non é, é di rilevanza penalistico-contabile (competenza Procura ex art. 328 C.P. – Corte dei Conti) a carico di chi ha avvallato tale dichiarazione: anche i consiglieri comunali possono finire sotto processo per il proprio voto espresso su un provvedimento.
    Spero di esservi stato utile.

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