Mostra “Luxus”, il polpettone “fucsia” indigeribile

Luxus al padiglione Venezia 1«La cifra di quest’amministrazione è il conflitto d’interesse, onnipresente e dilagante ben oltre la figura del Sindaco”: questo è il commento del capogruppo M5S, Davide SCANO, in merito alla mostra “Luxus” al padiglione Venezia della Biennale, ai Giardini.
Nell’ambito, infatti, d
ella più ampia e prestigiosa cornice della 57^ Esposizione Internazionale d’Arte, dal titolo “VIVA ARTE VIVA”, il Comune ha deciso di di restituire, meritoriamente, lo storico padiglione alla sua originaria funzione, e cioè quella di luogo per l’esposizione dell’artigianato artistico. Peccato però che il Sindaco BRUGNARO, annusando l’affare, si è buttato a pesce.

Il professor Stefano ZECCHI, già consigliere comunale di Forza Italia e curatore della mostra, ha dichiarato inizialmente: “cercheremo di mostrare la qualità dell’alto artigianato veneziano giustapponendo mosaici, vetri, tessuti, gioielli, libri antichi e contemporanei (…) lungo le pareti saranno disposti oggetti di imprese veneziane dall’alto livello artistico”.
Ebbene, la parola chiave è proprio quel “cercheremo”: lui ha “
cercato” di fare quel che voleva, ma non c’è riuscito.
Infatti, delle numerose imprese ospitate presso il padiglione Venezia poche sono realmente veneziane e
d artigianali.
Luxus al padiglione Venezia 3Prevalgono invece imprese situate al di fuori della città lagunare e che producono beni, certo d’eccellenza, ma con modalità industriali.
Per uno dei settori più importanti poi, il vetro di Murano, pare siano presenti soltanto la scuola Abate Zanetti, di proprietà del Sindaco
, e una ditta di Treviso che produrrebbe i suoi oggetti in Cina. Curiosamente, una delle poche vere imprese artigiane presenti appartiene ad un altro esponente della maggioranza, il consigliere delegato alle Tradizioni, Giovanni GIUSTO (Lega Nord), per la sua attività tipica di “tagliapietra”.

Insomma, il professore di Estetica, lagunare doc, non ha trovato niente di meglio che coinvolgere due realtà produttive in palese conflitto d’interesse per il legame che le unisce agli amministratori locali, ignorando invece il “resto del mondo” artigianale locale e le associazioni di categoria che, forse, avrebbero potuto esser d’aiuto.
A ciò si aggiungano le pesantissime critiche alla mostra, da parte della stampa di settore, l’incapacità organizzativa di Ve.La. S.p.A. (alla Vernissage mancava addirittura il catalogo della mostra) e il disastro “fucsia” è bell’e servito.

Il M5S ha presentato, a tal proposito, un’interpellanza per capire come siano state scelte le imprese coinvolte nel padiglione, quanto hanno pagato, se e quale compenso abbia ricevuto il curatore della mostra, quali servizi abbia affidato a terzi Ve.La. e quali attività abbia svolto invece in house.
Infine, si chiede se il Sindaco attuerà il tanto promesso
blind trust, quanto meno per il 2020 (le prossime elezioni) e se, per maggior trasparenza, non sia il caso di aprire una pagina web, nella sezione “Amministrazione Trasparente”, da dedicare ai conflitti d’interesse degli amministratori, a cura dei consiglieri di minoranza.
I “fucsia” accetteranno questa proposta di buon senso?

 

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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