La partita stadio si giochi a carte scoperte

IMG_6663il Venezia festeggia la promozione in B

    Da anni ciclicamente si ripropone la questione legata alla costruzione del nuovo stadio di calcio, ottimo argomento durante le campagne elettorali e ideale da sempre per fini propagandistici. 

L’impianto, destinato principalmente ad ospitare la squadra locale di calcio del Venezia da ieri promossa alla serie cadetta, sostituirebbe il bellissimo stadio Pier Luigi Penzo di S.Elena il quale, anche se considerato a ragione tra i più belli e suggestivi del mondo,  presenta criticità per motivi legati alla capienza limitata e per problemi di mobilità e sicurezza: infatti saranno necessari lavori urgenti di adeguamento alle norme che consentano di far disputare partite di serie B

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sostenitori del Venezia al Penzo

Il Sindaco continua ad indicare come possibili luoghi per l’ubicazione del nuovo impianto sportivo, i terreni inseriti nell’area denominata “Quadrante di Tessera” ma, con il passare degli anni, lo scenario attorno a quell’area è cambiato profondamente; se nel 2009 su quei terreni si progettava l’Olimpic City di Tessera, che prevedeva oltre lo stadio, un palasport e più piscine con l’obiettivo di candidare anche Venezia ad ospitare le Olimpiadi del 2020 oggi, nel 2017 dobbiamo fare i conti con il Master Plan 2030 (non quello 2021) di Enrico Marchi, presidente di SAVE S.p.a. società che gestisce l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Egli, infatti, facendosi approvare da ENAC il progetto che comprende la costruzione di una seconda pista parallela a quella esistente, di fatto impedisce che si possa costruire fino ad un chilometro di distanza dall’ asse centrale della stessa come prevedono i vincoli aeroportuali ai sensi delle norme sulla navigazione.

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l’allenatore del Venezia Filippo Inzaghi

Bene, anzi male per chi sognava un polo sportivo a Tessera perchè oggi ci si ritrova a ragionare nuovamente su chi e come riuscirà a districare la matassa e dove verrà posata la “prima pietra” del futuro stadio.

Alla luce di questa situazione il M5S ritiene utile, aprire una discussione seria, trasparente, priva di retrogusto di mera opportunità politica, che si prefigga di approfondire se e come, un progetto di questa natura, sia innanzitutto sostenibile e come possa diventare un’occasione di sviluppo e rilancio della terraferma veneziana. Per questa ragione il M5S ha presentato un’interpellanza a firma della consigliera Sara Visman, nella quale si chiede, oltre all’esatta posizione che il Sindaco avrebbe individuato per la costruzione dell’impianto ( a noi risulta essere su terreni di proprietà di SAVE e non del Comune ), se sia mai stato fatto uno studio dei bisogni del territorio, necessario per comprendere come poter avere un vantaggio in primis per la cittadinanza. Il progettista dello Juventus stadium, Gino Zavanella, parlando dell’eventualità della costruzione dell’impianto a Tessera, nel novembre del 2012 diceva -Uno stadio serve se la città se ne appropria, lo costruisce a sua misura e lo usa trenta giorni al mese come agorà, luogo d’incontro e altro: in alcune città gli stadi hanno cliniche, centri di riabilitazione motoria, ludoteche, centri commerciali. Va fatta una analisi seria sui bisogni del territorio, poi può anche darsi che dopo sei mesi di confronti si concluda che lì lo stadio non ci può stare”.

Da sempre il Movimento si batte per limitare il consumo di suolo e la volontà espressa da questa amministrazione di costruire in terreni oggi agricoli, stride con questa nostra visione. Un’alternativa potrebbe essere prendere in considerazione i circa 2.000 ettari dell’area di Porto Marghera per i quali quest’anno fior fior di personalità si sono riunite in un comitato per celebrarne i 100 anni dalla nascita, che non aspettano altro di essere riqualificati nell’ottica di uno sviluppo e rilancio del quartiere e che riscatti finalmente tutto lo scempio perpetrato dal comparto della chimica.

-” La festa degli appassionati del Venezia ieri è stata genuina e, giustamente i sostenitori della squadra sono pieni di aspettative per quanto riguarda lo Stadio “- dichiara la consigliera Visman e continua -“ se tutti gli annunci si dimostrassero privi di sostanza sarebbe una grossa delusione come ai tempi di Zamparini. Noi cerchiamo di portare la questione sul tavolo per trasparenza, per aprire un confronto con i cittadini. Siamo stufi che ci siano convegni meramente celebrativi o annunci che poi rivelano buchi nell’acqua”-.

Parliamone. Il M5S è propositivo e dice -“si facciamo lo stadio”- e che sia frutto della sostenibilità ambientale e a misura di cittadino.

Gruppo consiliare

Movimento 5 Stelle Venezia

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