Minacce in Giunta: è ancora libero il voto a Ca’ Farsetti?

Lunedì scorso si è riunita nuovamente la Giunta Comunale dopo ben due settimane di “pausa”, per il viaggio di lavoro del Sindaco in Brasile, e questa seduta rimarrà sicuramente nella storia di Ca’ Farsetti per quel che è successo.

L'assessore leghista, dopo le minacce di Brugnaro, ha rivelato di avere il sangue verde...(però terrà ancora per un po' la "carega" fucsia)

L’assessore leghista, dopo le minacce di Brugnaro, ha rivelato di avere il sangue verde…(però terrà ancora per un po’ la “carega” fucsia)

Prima dell’approvazione di una delibera, infatti, il Sindaco Luigi Brugnaro è arrivato al punto di minacciare uno dei suoi assessori, la leghista Francesca Da Villa, violando platealmente i più basilari principi di democrazia su cui si fondano il nostro ordinamento e le nostre istituzioni.
Il tema era certo importante, e piuttosto “spinoso” per i leghisti, visto che si è deciso di proporre un ricorso al TAR contro la delibera regionale di approvazione definitiva del quinto referendum per l’autonomia di Mestre da Venezia.
Ma da questo all’espressa minaccia di togliere le deleghe il passo è veramente notevole: la minaccia infatti è un reato contro la persona, previsto all’art. 612 del codice penale, e il Primo cittadino non dà proprio un bel esempio. Proprio lui che non fa altro che parlare di sicurezza e legalità.

Il Sindaco Brugnaro mentre si rivolge affettuosamente a un consigliere dell'opposizione in comune

Il Sindaco Brugnaro mentre si rivolge affettuosamente, in diretta streaming, a un consigliere dell’opposizione

La breve storia politica di Brugnaro, peraltro, è già infarcita di vari episodi d’intemperanza, basti ricordare ad esempio: le offese lanciate a un paio di giornalisti durante un’intervista radiofonica, i commenti razzisti in tema di educazione o ancora le offese gratuite ai consiglieri comunali Andrea Ferrazzi e Davide Scano durante l’ultima sessione di bilancio a dicembre, il “te speto fora” detto a uno studente durante un convegno, la rissa scoppiata coi rappresentanti delle remiere, gli insulti lanciati ai comitati referendari, ecc. E chissà quante altre vicende sono a noi oscure.

Qui però si sono superati tutti i limiti poiché il voto espresso in Giunta non è stato affatto “libero” e quindi si potrebbe immaginare anche che quella delibera sia nulla.
Che ne pensa il sempre più taciturno Segretario Generale del Comune?

Il capogruppo M5S, Davide Scano, ha così commentato l’accaduto: «un leghista duro e puro non dovrebbe accettare alcuna minaccia. E i quattro esponenti della coalizione civico-leghista presenti in Giunta (D’Este, Colle, Da Villa e Giusto) dovrebbero spiegare ai loro quasi quattordicimila elettori chi e cosa stanno rappresentando se molti degli impegni sottoscritti da Bellati e Brugnaro sono divenuti carta straccia. E ancora poi perché preferiscano gli ordini di Brugnaro a quelli di Zaia.
Mi rivolgo io invece a queste migliaia di persone deluse: mollate questa Lega pigra, seduta e democristiana e avvicinatevi al M5S, con noi non vedrete mai questi siparietti assurdi. Noi vogliamo, realmente, far esprimere i cittadini col referendum e rivoltare come un calzino questo comune divora-risorse».

 

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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