Ve.La. alla deriva (parte 2ª): Codice degli Appalti, questo sconosciuto

Come dicevamo nel precedente articolo, Ve.La. S.p.A., società controllata dal Comune di Venezia, è divenuta sempre più “grande”, passando dai 195 dipendenti del 2009 ai 270 circa attuali, a cui si aggiungono i lavoratori a tempo determinato per i picchi stagionali nelle biglietterie.
Alle molte funzioni delegate, corrisponde del resto un importante volume di spesa e anche su questo il M5S ha messo il naso.

Codice dei Contratti PubbliciIl capogruppo in consiglio comunale, Davide Scano, ha analizzato infatti, nelle ultime settimane, la voce “bandi di gara e contratti”, pubblicata nella sezione Trasparenza del suo sito web e dalle tabelle degli anni 2014, 2015 e 2016 si ricavano molte informazioni interessanti:

  • la tabella del 2013 non è stata pubblicata, nonostante la legge sugli obblighi di pubblicità e trasparenza fosse già applicabile;
  • tra le imprese affidatarie compaiono nomi “illustri” ma di cui parleremo in un altro articolo;
  • dalla mole di servizi e consulenze affidate all’esterno viene da chiedersi, sinceramente, che attività rimanga ai dipendenti di Ve.La., fatta salva quella allo sportello;oltre il 90% dei 600-650 contratti stipulati annualmente proviene da un “affidamento diretto”, cioè da una scelta discrezionale dei dirigenti, senza alcuna procedura di gara. Ciò, perché gli importi dei servizi sono sempre inferiori alle soglie di 40 e 209 mila euro, fissate dal Codice degli Appalti, il superamento della prima comporterebbe infatti l’obbligo di invitare 5 operatori del settore a presentare un’offerta (cd. “procedura negoziata”) mentre invece superata la seconda si è obbligati ad una vera e propria gara;
  • accantonati i principi di libera concorrenza, di non discriminazione e della rotazione delle imprese, stabiliti dal Codice, sembra proprio che Ve.La. faccia ricorso alle medesime aziende, anche più volte l’anno;
  • alcune categorie di servizi ricorrono maggiormente negli elenchi, anche fino a 30-40 volte l’anno.
    Si pensi, ad esempio, a voci come: “pulizia eventi”, “stampe e striscioni pubblicitari”, “hostess e manovalanza”, “noleggio e posa luminarie”, “noleggio luci, impianti audio e attrezzature elettriche”, “trasporto materiale con barca”, “direzione artistica e assistenza alla produzione”, ecc.

In conclusione, pare proprio che Ve.La. attui quello che, tecnicamente, si chiama “frazionamento artificioso dei contratti” che danneggia la concorrenza e fa pure spendere di più.
Insomma fa uno “spezzatino” dei servizi in tanti piccoli importi che potrebbero invece essere raggruppati, per categorie omogenee e per periodi più o meno lunghi di tempo (da uno a tre anni), al fine di superare le soglie sopra ricordate (40 e 209 mila euro) e quindi affidare i servizi mediante procedure negoziate se non addirittura con vere e proprie gare comunitarie.
Il codice dei Contratti Pubblici, del resto, stabilisce, per casi come questo, che il valore dell’appalto possa stimarsi come “il valore reale complessivo dei contratti analoghi successivi conclusi nel corso dei dodici mesi precedenti o dell’esercizio precedente, rettificato, ove possibile, al fine di tenere conto dei cambiamenti in termini di quantità o di valore che potrebbero sopravvenire nei dodici mesi successivi al contratto iniziale…”.

Targa ANACCon un’interpellanza all’assessore al Bilancio e società Partecipate, il capogruppo M5S Davide Scano ha chiesto ovviamente chiarimenti e, soprattutto, i motivi per cui il management di Ve.La. non riesca a programmare per tempo la propria attività, compreso l’acquisto di beni e servizi.
Se non ci riescono, beh, la conseguenza dovrebbe essere ovvia…
L’assessore, peraltro, è sempre tranquillo, rispetto alle nostre interrogazioni: le società partecipate buttano soldi dalla finestra ma per lui va sempre tutto bene!
Lo sappiamo: le nostre sono “parole al vento” con fucsia e berluscones.
Ecco perché abbiamo già spedito, a mezzo PEC, l’interpellanza e tutti gli allegati a Corte dei Conti, Procura della Repubblica, ANAC ed Authority Antitrust. Cosicché anche queste autorità si facciano un’idea di quel che succede in laguna.

 

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

Be Sociable, Share!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*