M5S in “ispezione” al Casinò di Ca’ Noghera

Sempre in prima linea il Movimento 5 Stelle: può sembrare strano ma, anziché starsene a casa di sabato sera, il Capogruppo in consiglio comunale, Davide Scano, si è recato stanotte presso il Casinò di Venezia, sede di Ca’ Noghera, per una sorta di visita di controllo, durata più di tre ore.

casino-2Il sopralluogo improvviso ha una sua ragione precisa: la Casa da Gioco è rimasta per 24 ore priva del normale servizio ispettivo, esercitato da poco più di trenta dipendenti comunali, particolarmente formati nel settore e con anni di esperienza alle spalle.
Essi hanno deciso di scioperare a causa della volontà dell’attuale amministrazione di ridurre all’osso il loro stipendio: hanno perso infatti a luglio i buoni pasto (150 euro di valore), l’indennità “vestiario” è stata dimezzata e ora i “fucsia” vorrebbero tagliare del 60% la loro specifica indennità di funzione, legata alle mansioni di controllo svolte e alle 12 notti mensili.
Un tempo, va ricordato, gli ispettori erano quasi cinquanta ma, purtroppo, man mano che le persone sono andate in pensione non son più state sostituite con, ovvie, ripercussioni sulla qualità e la quantità delle verifiche svolte ai tavoli, alle casse, alla videosorveglianza, ecc.

Bene, tutti sanno che ciò che differenzia, in Italia, una bisca da un casinò è la deroga al codice penale, rilasciata a Venezia ancora con R.D. del 1924, più l’autorizzazione ad hoc del Ministero dell’Interno che subordina tuttavia lo svolgimento del gioco ad un’attenta attività di controllo svolta dallo stesso Comune: ne consegue, in pratica, che senza ispettori comunali il casinò deve chiudere.
O, almeno, avrebbe dovuto farlo.
In realtà, con un gioco di prestigio, si è deciso di delegare tale funzione ispettiva ad un gruppo di cinque dirigenti comunali, il cd. Advisory Board nominato nel 2013 per tutt’altro scopo e cioè la cessione della casa da gioco ai privati, poi fortunatamente sfumata. Insomma, si erano occupati di bilanci e stime patrimoniali ma non certo di giochi d’azzardo (ognuno con le sue regole, i suoi trucchi e le sue vincite).
I due presenti in sala a Ca’ Noghera, il dott. Bortoluzzi e il dott. Cacco, sono rimasti piuttosto sorpresi nel vedere il nostro consigliere gironzolare attorno i tavoli e si sono anche premurati di avvisarlo che, in qualità di amministratore, non poteva giocare.
Ovviamente, era lì per altri motivi.

casino-1Il Capogruppo Davide Scano, a margine della sua visita, ha dichiarato: «sono tornato alle 2 e mezza di notte ma ne è valsa sicuramente la pena. Purtroppo, nonostante la grande professionalità dei croupier, non ho potuto fare a meno di notare quanto fossero insufficienti i due dirigenti improvvisatisi ispettori nel sostituire un’attività  svolta abitualmente da 4-5 persone, molto più formate di loro.
Ho incontrato anche alcuni dei lavoratori in sciopero, lasciati forzatamente fuori dal casinò così da non poter vedere, con occhio più esperto, ciò che accadeva dentro.
Credo, in ogni caso, che l’amministrazione stia prendendo un bel granchio con quest’azione perché lo stipendio, particolarmente buono, degli ispettori si giustifica appieno con le mansioni svolte e con l’ambiente “difficile” in cui lavorano. Al casinò, senza tanti giri di parole, girano parecchi soldi ed una persona con lo stipendio molto più basso di quello dei croupier, con cui ha a che fare quotidianamente, può essere più facilmente spinta a chiudere un occhio di fronte, dietro compenso, a trucchi, favori, illeciti di vario tipo.
L’indennità degli ispettori, riconosciuta nel contratto integrativo, ha proprio questa ratio ed è il frutto di una triste serie di episodi criminosi che hanno coinvolto, tra il 1985 ed il 1992, un centinaio circa di persone tra croupier e ispettori (ma alcuni episodi si sono verificati anche di recente, nel 2013). Quindi, il risparmio di 300 mila euro l’anno, strombazzato dall’assessore al Bilancio, potrebbe tradursi in futuro in un danno economico ben superiore.
Si inizi piuttosto a rinnovare il C.d.A. del Casinò, finora impegnato solo a organizzare feste, a tagliare i numerosi dirigenti e quadri, sostenendo invece il D.G. che è l’unico con esperienza sul campo. Si rivedano i contratti capestro con la Meeting & Dining
“.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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  3 comments for “M5S in “ispezione” al Casinò di Ca’ Noghera

  1. Giovanni
    8 gennaio 2017 at 11:18

    Quindi, in soldoni: siccome i croupiers son tutti, dal primo all’ultimo, ladri a prescindere sempre e comunque, se viene ridotta l’indennità agli ispettori si tornerà agli illeciti degli anni d’oro?
    Per dividere una categoria di lavoratori si butta fango su di un’altra?
    Secondo me, invece, non si ha la minima cognizione di quello di cui si sta argomentando.
    È questo il garantismo del M5S?
    In realtà c’è un’aria forcaiola che si taglia col coltello, peggio della nebbia di Milano di Arbore in FFSS…

  2. Un croupier
    9 gennaio 2017 at 08:45

    Vorrei capire… Il consigliere Scano propone contratti di solidarietà per i croupier che (mance comprese) prendono 3000 euro al mese (ovvero dall’azienda prendono 1800 euro al mese) facendo 14 notti, mentre si batte contro il taglio “fucsia” alle retribuzioni degli ispettori comunali definendole giustificate dal loro particolare ruolo di controllo. Un po’ di coerenza non guasterebbe o forse basterebbe un minimo di conoscenza della materia…

  3. davide
    9 gennaio 2017 at 21:43

    Non si sta buttando fango sulla categoria dei croupier, è scritto soltanto che il “controllore” non può prendere molti meno soldi del “controllato” per non rischiare che diventi più “morbido” nelle verifiche e/o in caso di eventuali truffe o illeciti (ripeto: eventuali che, tuttavia, in passato si sono talvolta verificati).
    Di regola, approfondisco molto le materie su cui intervengo e, come sto parlando ora con alcuni ispettori così sto facendo con alcuni croupier per capire punti di forza e di debolezza della gestione della casa da gioco.
    Per quanto riguarda il contratto di solidarietà, interverremo con un altro articolo per illustrarlo al meglio ma, in ogni caso, si può già dire ora che si tratta di un ammortizzatore sociale che danneggia poco i lavoratori (c’è infatti un’indennità a carico dell’Inps), è piuttosto elastico (si può cioè applicare soltanto a talune categorie, come gli amministrativi, e non ad altre) e può durare fino a quattro anni.
    E’ dunque una possibilità da studiare, accanto naturalmente ad altre misure (purtroppo gli spazi ridotti della stampa locale non hanno permesso tutte queste puntualizzazioni).

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