Brugnaro nel C.d.A. di Save? Per fare gli interessi di chi?

logo-saveE’ Natale e forse il Sindaco spera che i cittadini siano tutti “in altre faccende affaccendati” per non accorgersi del suo ultimo coupe de theatre, l’ingresso nel consiglio di amministrazione di SAVE S.p.A. società gestrice degli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona e Brescia.

Mettiamo da parte innanzitutto il proposito, in sé meritevole, di accantonare, a scopo sociale, il nuovo compenso che riceverà perché, in questo caso, serve solo a buttar fumo negli occhi.
«Il punto – afferma il consigliere Scano – è che la cifra dell’amministrazione Brugnaro è il conflitto di interessi, diffuso e in crescita costante. E anche quando non sembrano esserci motivi per sospettare, com’era nel caso specifico, il Sindaco toglie il dubbio, entrando nella stanza dei bottoni, dall’ingresso principale, di un’importante società quotata in borsa.
Prevarrà il Sindaco o l’imprenditore che è il lui? Imprenditore, va ricordato, ex capo della Confindustria locale e con interessi in numerosi settori produttivi (dall’immobiliare al lavoro interinale, dalla pubblicità alle bistecche di Chianina, dall’edile ai lampadari).
Quali interessi perseguirà? Quelli dei cittadini inquinati di Tessera o quelli di Marchi e degli altri azionisti?
Farà gli interessi del Casinò, proprietario dei terreni del Quadrante, o quelli di SAVE, proprietario dei terreni confinanti?
»

Come attesta il comunicato stampa di Save S.p.A., il Sindaco è da considerare un “amministratore non esecutivo” e che però “non presenta i requisiti di indipendenza ai sensi dell’art. 147 ter del TUF”, probabilmente perché, quale Sindaco Metropolitano, è anche azionista per un 4% (l’ex Provincia, al contrario del Comune, non ha svenduto il suo pacchetto azionario).
La presenza di amministratori non esecutivi, si dice in dottrina, è necessaria per assicurare un efficace controllo sul management, visto che gli amministratori esecutivi si possono trovare in conflitto d’interesse.
L’efficacia del controllo è in particolare assicurata dalla presenza, tra gli amministratori non esecutivi, di amministratori indipendenti (indipendent directors), che soddisfano determinati requisiti personali tali da garantire che essi operino nell’esclusivo interesse della società e non del management o di singoli azionisti. Il Sindaco, tuttavia, non soddisfa questi requisiti di indipendenza e quindi che ci sta a fare lì dentro?
Una risposta, alquanto bizzarra, l’ha fornita lui stesso, dichiarando ad un giornale locale: «c’è stato un acquisto di quote “sospette” che non ci piace. Il mio ingresso nel C.d.A. di Save è per aiutare il presidente Marchi e l’intera città. E’ una dimostrazione forte: chiunque pensa di fare in conti senza Venezia si sbaglia». Il Sindaco si riferisce ai continui acquisti di azioni da parte di Atlantia S.p.A. della famiglia Benetton ma a lui che importa tutto questo? Perché “sospette”?
Ha paura che Benetton tratti peggio i residenti, per quanto possibile, rispetto a quanto fa già Marchi?
Teme forse che il “trevigiano” aumenti il prezzo dei parcheggi più di quanto non abbia già fatto Marchi?
Ci sveli i suoi timori, siamo realmente curiosi.

parking-aeroportoLa consigliera Visman ricorda che «finora, con la vicenda del terminal di Tessera, non ha di sicuro fatto gli interessi dei residenti che volevano, banalmente, dei parcheggi a canone calmierato e un imbarcadero pubblico e invece si troveranno una montagna di cubatura commerciale e alberghiera. E al dì là dei tecnicismi, comunque importanti, gli avanza veramente il tempo di fare anche l’amministratore di Save oltre che il Sindaco, il Presidente della Città Metropolitana e controllare ogni tanto anche le sue aziende?»

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

P.S. le manovre di Brugnaro favorevoli a Save S.p.A. ed al suo Presidente, come pure l’atteggiamento remissivo sul terminal di Tessera, non erano presenti nel programma “fucsia” depositato ufficialmente per il governo del Comune di Venezia.

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