M5S: zelante o meno, Chiarot deve dimettersi!

La vicenda del giovane studente, che ha osato fare una domanda al Sindaco durante un convegno pubblico sulla Città Metropolitana, per quanto impossibile, è finita peggio di com’era iniziata.
Il dibattito di mercoledì scorso ha visto la presenza di moltissimi studenti e professori, provenienti dall’intera provincia, nonché del “paròn de casa”, il Presidente del nuovo ente (sempre Brugnaro). Quest’ultimo, dopo essere arrivato con un’ora di ritardo (il tempo degli altri non vale quanto il suo) ha sciorinato il suo solito monologo, declinato per l’occasione in predica visti i tanti giovani in sala.
Alla domanda posta dallo studente, il Sindaco non ha accennato alcuna risposta ma, avendolo riconosciuto tra i manifestanti di qualche giorno prima, ha invitato il giovane a seguirlo fuori con espressioni del tipo “ne parliamo fuori, vieni” “vieni fuori” “andiamo fuori” che ricordano molto il “te speto fora” nostrano e non lasciano presagire nulla di buono. Il Sindaco, per la verità, aveva un altro appuntamento e si è dileguato nella sua auto, ma ha pensato bene di uscir di scena in modo “pittoresco”.

L’episodio, ovviamente, ha fatto il giro dei media locali e nazionali, gettando discredito sull’intero Comune e i suoi abitanti, rappresentati in tal modo.
Due giorni dopo, al ragazzo arriva però una doccia gelata.
Egli, oltre a frequentare l’università, lavora infatti da quasi due anni presso la Fondazione Lirica “Teatro La Fenice” come maschera, con contratto di lavoro a tempo determinato a chiamata (o intermittente) e scadenza a luglio 2017.
Non ha mai ricevuto alcun provvedimento disciplinare o rimprovero, lavora abitualmente una media di 8-10 serate al mese, analogamente alle altre 75 maschere assunte con la stessa tipologia contrattuale.
Le due e-mail dell’ufficio personale, recanti i turni di dicembre, sono state quindi come un fulmine a ciel sereno: sulla prima c’era il suo nome, sulla seconda, arrivata a correzione della prima, il suo nome casualmente non c’era più.

piggna1Cos’è accaduto in quelle ore di tempo tra l’una e l’altra, dalle 15 alle 17 circa?
Qualcuno ha chiamato per fare pressioni? Al di là di tutto, contano i fatti: alla Fondazione Lirica “Teatro La Fenice”, qualcuno ha cercato di farsi notare dai nuovi amministratori locali, ma  ha forse peccato per eccesso di zelo.
Il Sovrintendente, Cristiano CHIAROT, di cui ci siamo già occupati in passato, si è assunto la responsabilità di quella che è stata definita una “sospensione cautelativa per una momentanea verifica della sua idoneità a lavorare in pubblico.
Insomma, una “supercazzola” senza senso, cancellata infatti con una telefonata dello stesso Sindaco.

Ebbene, visto che il primo Cittadino si è dichiarato totalmente estraneo al comportamento del Sovrintendente e degli uffici della Fenice, rimasti dunque col cerino in mano, non restano che tre cose da fare:

  1. pretendere le dimissioni del Sovrintendente per aver gli atti discriminatori compiuti verso un lavoratore e motivati dal semplice esercizio di diritti politici da parte dello stesso;
  2. sanzionare, dal punto di vista disciplinare, il Direttore del Personale per il suo operato;
  3. chiedere il risarcimento del danno d’immagine recato alla fondazione lirica ed alla città di Venezia.

Se il Sindaco vuole veramente dimostrare di essere del tutto estraneo a questa vergognosa vicenda deve sollecitare il Ministro dei Beni Culturali affinché revochi l’incarico al Sovrintendente, come richiesto espressamente dall’interrogazione presentata dal M5S.
Chiarot ha tentato oggi di difendersi, insultando pesantemente il nostro consigliere comunale e dichiarando ad un giornale locale che “la Fondazione è un ente indipendente e autonomo nella gestione”. Significa forse che può fregarsene delle norme antidiscriminatorie presenti nei trattati internazionali, nella Costituzione e nello Statuto dei Lavoratori?
Spieghi poi, se si crede così autonomo, perché riceve 25 milioni di euro l’anno di contributi da parte di Ministero, Regione e Comune.
O ancora perché i bilanci delle Fondazioni liriche sono controllati dalla Corte dei Conti o infine perché la sua nomina è “politica” anziché essere il frutto di una normale selezione pubblica.

Con noi, caro dott. Chiarot, le chiacchiere stanno a zero.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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