Il Comune chiede “tutto” Forte Cosenz, successo per cittadini e M5S

Mappa del campo trincerato di MestreIl Comune di Venezia, da quasi vent’anni, sta portando avanti con le amministrazioni centrali dello Stato (Demanio militare e Demanio civile) unorganica operazione per l’acquisizione dei vari immobili facenti parte del sistema di forti, polveriere, hangar per dirigibili e opere difensive denominato “Campo Trincerato di Mestre” (uno dei più importanti campi trincerati otto-novecenteschi europei).
Ciò ha consentito finora il trasferimento alla proprietà comunale, anche tramite l’esborso di 20 milioni di euro, dei forti Marghera, Manin, Carpenedo, Gazzera, Tron, Rossarol, Mezzacapo e Pepe.
Una delle ultime fortezze ancora da acquisire è quella di Forte Cosenz, collocato tra Favaro e Dese, vicino al “Bosco di Mestre” (realizzato integralmente con fondi pubblici, nel solo triennio 2006-2008 spesi 4,5 milioni di euro).

Incredibilmente però, nel febbraio 2015, il Comune ha presentato il “Programma di Valorizzazione della Casa del Maresciallo presso Forte Cosenz a Favaro Veneto” per la sua acquisizione gratuita, ai sensi dell’art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 85/2010 (decreto sul Federalismo Demaniale), ma tale domanda è stata respinta dall’Agenzia del Demanio perché incompleta.
In pratica, gli uffici della Direzione Patrimonio hanno sbagliato, clamorosamente, perché la normativa parla di valorizzazione dei beni di interesse culturale, per cui la mancata richiesta di trasferimento del bene culturale vero e proprio (cioè il Forte) ha reso, in pratica, la richiesta improcedibile.
A tale istanza, riguardante un solo edificio minore (la casa del maresciallo) e il relativo terreno pertinenziale (3 ettari sui 9 totali), l’Agenzia del Demanio ha preferito allora la domanda (completa!) presentata dalla Regione Veneto che, tuttavia, prevede funzioni poco adatte all’esigenza di tutela dello stesso Forte e delle aree umide che lo circondano: infatti la Regione ha previsto di “sviluppare attività di Protezione Civile (eliporto, deposito materiali, container, ecc.) complementari a quelle concentrate nella “Piattaforma Logistica Regionale di Protezione Civile” ubicata a Bonisiolo nonché di “consentire all’OCRAD (Craal dipendenti regionali) di continuare ad effettuare lo svolgimento delle proprie attività culturali, dopolavoristiche, hobbistiche…”.

Facciata di Forte CosenzE’ molto meglio invece, secondo noi, arricchire gratuitamente il progetto del Bosco di Mestre di 9 ettari di area incontaminata e dall’altissimo valore culturale (il forte è l’unico esempio di fortificazione novecentesca con quattro pezzi da 149A rimasto a Mestre, dopo la distruzione di forte Sirtori) e che “ricucirebbe” le zone rimboschite a est (Bosco di Franca) e ovest (Bosco Ottolenghi).
Ecco perché il M5S, in stretta collaborazione con cittadini e associazioni (Amico Albero, Lipu, Istituto Italiano dei Castelli), ha presentato una specifica interpellanza alla Vicesindaco, Luciana COLLE, per chiedere la presentazione di una nuova domanda, questa volta completa.
Grazie a quest’atto del nostro Davide SCANO, alla partecipatissima commissione VII “Patrimonio” svoltasi a Favaro il 15 aprile scorso, e all’impegno dei nostri consiglieri di Municipalità ed a quello di altri consiglieri comunali (Monica Sambo e Debora Onisto, in particolare) siamo riusciti a strappare questo formale impegno dell’amministrazione.
Ed oggi siamo felici di poter rivelare, grazie ad un accesso agli atti dei nostri consiglieri, che la Vicesindaco ha mantenuto la parola data ed il MIBAC ha già risposto positivamente, per quanto è di sua competenza. Avevamo ragione noi, dunque: il Comune può ripresentare la domanda per l’intero compendio e, per andare sul sicuro, il nostro parlamentare Marco DA VILLA presenterà un’apposita interrogazione al MEF, competente per l’Agenzia del Demanio, al fine di riepilogare i fatti e chiedere, per l’appunto, se la nuova richiesta comunale è assentibile.

Siamo fiduciosi che l’interesse pubblico al godimento e tutela del bene storico-militare, insieme al bosco, prevarrà su quello della protezione civile che può ben trovare altre sistemazioni più consone, come pure su quello privatistico dell’associazione OCRAD.
Ciò, del resto, in linea con la norma che dispone: “i beni sono attribuiti, considerando il loro radicamento sul territorio, ai Comuni” e solo “qualora un bene non sia attribuito a un ente territoriale di un determinato livello di governo, lo Stato procede, sulla base delle domande avanzate, all’attribuzione del medesimo bene a un ente territoriale di un diverso livello di governo” (art. 2, commi 3 e 5, D.Lgs. n. 85/2010). Ed il bene, ad oggi, non è stato ancora attribuito alla Regione perché gli uffici del Demanio si son bloccati, giustamente, attendendo le mosse del Comune.

Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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