REFERENDUM TRIVELLAZIONI: UN SÌ CHE VALE MOLTI SÌ

UN SÌ PER L’ACQUA

111Gli incidenti accadono (es. 2013, Abruzzo). Le Nazioni Unite stimano che ogni anno circa 600 MILA TONNELLATE DI IDROCARBURI vengono DISPERSI nel Mediterraneo. Negli ultimi 20 anni sulle nostre piattaforme italiane i dati ufficiali parlano di 1.300 INCIDENTI, che rendono gli impianti di estrazione di idrocarburi in Italia 13 volte più pericolosi di quelli di Algeria, Turchia, Libia, Marocco, ecc., e 4 volte più pericolosi di quelli francesi, spagnoli o greci. In sostanza il Mediterraneo è il mare con il più elevato inquinamento da petrolio al mondo, unito ad altre forme di inquinamento (scarichi urbani e industriali non depurati, uso dei sostanze chimiche in agricoltura, e altro).

UN SÌ PER L’ECONOMIA

bali_3k4q7.T0Il confronto: gli idrocarburi portano all’Italia 340 milioni l’anno (due cappuccini e due brioche all’anno per ogni italiano). Ma la loro estrazione comporta il rischio di compromettere il TURISMO e la PESCA, che assieme producono 200 miliardi di euro (12,5% del PIL). All’interno del bacino del mar Mediterraneo, l’Adriatico è il mare che vanta la più alta presenza di piattaforme petrolifere e, allo stesso tempo, il mare che fornisce oltre la metà del pescato in Italia. E le coste sono tra le principali attrazioni turistiche del nostro paese: è il turismo, che va salvaguardato, il nostro vero “petrolio”.

UN SÌ PER IL LAVORO

biomasseIl confronto: per le piattaforme petrolifere si parla di poche migliaia di posti di lavoro (che non andrebbero perduti se vincesse il sì, perché i cambiamenti sarebbero lenti e le estrazioni verrebbero fermate solo nel corso di anni, a scadenza di concessione). Puntando sulle ENERGIE RINNOVABILI potremmo creare invece in Italia circa 850 MILA POSTI DI LAVORO in più!

                                                                                                                                                 UN SÌ PER MINORI COSTI E PIÙ BENEFICI

analisis-costo-beneficioVi diranno che chi vota SI vorrebbe tornare al medioevo, senza la plastica, senza la benzina, senza più le comodità moderne. In primo luogo, si stanno diffondendo sempre più molteplici tecnologie alternative ai derivati del petrolio, che comunque prima o dopo finirà. Per le fonti di energia si ricorre sempre più alle rinnovabili, anche nei paesi ricchi di petrolio e gas. Ma il punto è che con questo referendum sarete chiamati a votare SI per rifiutare lo sfruttamento degli idrocarburi in Italia! Perché? Perché da noi il gioco non vale la candela.

Il confronto

– In Arabia Saudita prevalgono le aree desertiche. In Italia la densità di abitanti è molto elevata, un incidente sarebbe catastrofico, l’inquinamento intossica una grossa quota di popolazione.

– In tutti i paesi del mondo i diritti che le compagnie petrolifere pagano allo stato sono più alti che in Italia. Noi ci accontentiamo di royalty (diritti per lo stato) tra il 7 e il 10 per cento per il petrolio su terra e del 4 per cento per quello in mare. E le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotto su terraferma e 50 mila prodotte in mare sono gratis! Come pure i primi 80 milioni di metri cubi di gas. E se l’Italia vuole quel petrolio e quel gas deve ricomprarseli. Per considerare l’esempio di un paese vicino a noi, in Germania, in Bassa Sassonia, le royalty sono del 37 per cento. Perché in Italia svendiamo gli idrocarburi? Perché sono pochi e di cattiva qualità, soprattutto il petrolio, che viene depurato, a volte persino in mare (ed è un reato).

– In questo periodo, poi, il prezzo del petrolio è molto basso e darlo via ora per quattro soldi sarebbe veramente stupido. VALE QUINDI LA PENA ACCONTENTARSI DI COSÌ POCO RISCHIANDO COSÌ TANTO? Se potessimo disporre ora di tutto il petrolio italiano, basterebbe per 8 settimane, se avessimo tutto il gas basterebbe per 6 mesi. Perciò, se vi diranno che le estrazioni servono per l’indipendenza energetica, non ci credete. Le energie rinnovabili, quelle che portano all’indipendenza energetica.

UN SÌ PER LA NATURA

333La ricerca e l’estrazione di idrocarburi ha un notevole impatto sui nostri mari ricchi di vita, con aree di particolare pregio paesaggistico e naturalistico. Le emissioni acustiche usate con la tecnica di prospezione dell’air-gun colpiscono in particolare BALENE e DELFINI; le esplosioni provocate, usate in fase di ricerca, possono provocare danni diretti anche a TARTARUGHE, PESCI, MOLLUSCHI e CROSTACEI, compromettendo gli ecosistemi e impoverendo anche le attività di pesca. Senza considerare i danni incalcolabili e duraturi di un possibile incidente grave nei mari italiani che sono “chiusi”, con poco ricambio d’acqua.

UN SÌ PER LA TERRA

222Il referendum parla delle trivellazioni a mare. Ma è ovvio che il significato politico del metterebbe in dubbio anche le estrazioni in terraferma. La nostra pianura è soggetta a subsidenza (abbassamento del suolo), che viene aumentata a dismisura in caso di estrazione di fluidi. Il gas estratto fino agli anni ’50 in Polesine ha portato ad abbassamenti tra i 2 e il 3,5 metri, con ALLAGAMENTI e DISSESTI. Le riserve di gas in mare al largo di Chioggia, se sfruttate, potrebbero far abbassare Venezia e Chioggia di diversi centimetri. Nella Laguna di Venezia pochi centimetri possono aumentare a dismisura la frequenza delle acque alte.  Nel resto del Veneto le estrazioni possono causare microsismi.

UN SÌ PER L’ARIA

444L’estrazione di idrocarburi ha sempre come “effetto collaterale” l’emissione di GAS INQUINANTI in atmosfera. Le emissioni nella Val D’Agri, in Basilicata, hanno portato ad emettere 37 avvisi di garanzia lo scorso dicembre. Molte zone della Basilicata (chiamata esageratamente “il Texas italiano”) hanno livelli di inquinamento pari a quelli di un’area fortemente industrializzata, solo a causa dell’estrazione di idrocarburi. Ricordate che in aria non esistono confini, nemmeno per l’inquinamento.

                                                                                                                                                         VOTA SÌ AL REFERENDUM DEL 17 APRILE PER LA DEMOCRAZIA

BANNER

Come dicevamo, ad ogni tornata referendaria si cerca di non far andare i cittadini a votare, per impedire il raggiungimento del quorum. Se volete che venga mantenuto il vostro diritto di esprimervi, di votare in un referendum, di opporvi a decisioni di palazzo che non condividete, andate a votare per i referendum. A questo aggiungete che il governo vuole togliere alle regioni il controllo del proprio territorio. Per questo molte regioni hanno promosso questo referendum.

È in gioco la democrazia.

Altre buone ragioni per non trivellare a questo link.

E… attenzione alle bugie dei telegiornali! (vedi questo link)

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Venezia – Gdl Ambiente Energia e Rifiuti

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