Emergenza pm10

Disegno senza titolo (4)Sono già 24 giorni di seguito che il Comune di Venezia è immerso in un’atmosfera satura di polveri sottili (pm10, ovvero polveri inferiori a 10 µm di dimensione, in grado di penetrare nel sistema respiratorio), in misura superiore al limite di legge di 50 µg/ m3 (microgrammi per metro cubo), con ben 86 superamenti della soglia da inizio anno sui 35 massimi concessi dalla normativa (dati ARPAV centralina di Via Beccaria). Si sono raggiunti livelli di inquinamento elevatissimi nell’area e nelle aree prossime, come i 153 µg/ m3 raggiunti in via Tagliamento alla Gazzera, dove un livello oltre i 100 µg/ m3 è considerato nocivo per la salute. Il 2/12 scorso è stato raggiunto un picco oltre il triplo del livello consentito di 158 µg/ m3, poi i livelli si sono mantenuti un po’ più bassi ma sempre costantemente oltre la soglia di 50 µg/ m3, quindi le pm10 hanno ripreso a crescere pericolosamente (con un nuovo picco di 162 µg/ m3 il 19/12), senza che il Comune o la Regione abbiano realmente deciso di intervenire in maniera efficace a tutela della salute dei cittadini.

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In figura: Inquinamento da pm10, dati giornalieri misurati in µg/mc relativi alla centralina Arpav di Parco Bissuola, Via Beccaria e Via Tagliamento dal 11.12.2015 al 20.12.2015.

E’ necessario intervenire e non bastano i palliativi. Bisogna rimuovere le emissioni alla fonte, da parte dei soggetti che immettono più inquinanti in atmosfera nell’area. Chi sono questi soggetti? Centrali elettriche (in particolare la centrale a carbone Enel); petrolchimico e raffineria; emissioni navali (commerciali e passeggeri); traffico aereo; traffico pesante (camion) commerciale ed industriale; traffico leggero privato e pubblico di terra e d’acqua; combustione di biomasse riscaldamento privato a legna. La situazione del Comune di Venezia si distingue da quella di altri territori nel Veneto, in quanto: (1) ospita centrali elettriche ed impianti industriali di grandi dimensioni, oltre ad un grande porto industriale ed all’aeroporto; (2) ha affrontato con grande anticipo rispetto ad altre città venete la metanizzazione degli impianti di riscaldamento. E’ per questo motivo che le stime dell’inventario veneto delle emissioni, regionali e provinciali, che attribuiscono in prevalenza alle stufe a legna la produzione del particolato, non sono direttamente scalabili al territorio comunale veneziano senza correttivi. Il comparto energetico, industriale e portuale/aeroportuale veneziano è inoltre il primo produttore provinciale di NOx ed SOx, che sono i precursori delle pm10 più inquinanti (non tutte le pm10 sono uguali … dipende cosa hanno dentro!!!), che emette in grande quantità nel nostro territorio. In giornate senza vento come ora, il carico inquinante delle polveri infatti non si disperde, ma “staziona” e diffonde lentamente. In particolare, la centrale a carbone “Palladio” di Fusina (i dati sono stati estratti dall’ultima dichiarazione ambientale del 2015) da sola produce annualmente oltre 50 tonnellate di polveri sottili; più di 2700 tonnellate di ossidi di azoto (NOx); 2000 tonnellate di ossidi di zolfo (SOx); diversi milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2). 50 tonnellate di polveri possono non fare impressione, ma se rapportiamo questo valore ai circa 50 mg emessi ogni km da una vecchia auto a benzina euro 0 (o equivalentemente da un diesel euro 4), si traducono in un miliardo di km equivalenti, come se avessimo un milione di automobili inquinanti con una percorrenza di mille km all’anno nel ciclo urbano !!!

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Un ragionamento analogo, con valori sempre molto elevati, si può fare per gli impianti industriali del petrolchimico, per le altre centrali elettriche (meno inquinanti perché a gas a ciclo combinato), per le navi del porto commerciale e passeggeri e per il traffico aereo.

  • Il petrolchimico: tra cracking, raffineria, produzione di etilene, altre produzioni ed altre centrali elettriche sono immesse grandi quantità di polveri sottili in un “cocktail” micidiale con altri inquinanti.

  • Le grandi navi del porto commerciale e passeggeri alimentate con oli ad elevato tasso di zolfo, che mantengono i motori accesi anche durante lo stazionamento del porto, sono direttamente responsabili di una grande quantità di polveri sottili. A queste è inoltre collegato il traffico pesante collegato alle merci trasportate.

  • Il traffico aereo, visti gli elevati volumi, 130 cicli di atterraggio/rullaggio/pre-decollo/decollo al giorno dell’aeroporto Marco Polo di Tessera, immette nell’aria significative quantità di polveri sottili ed altri inquinanti che vengono rilasciati e si depositano, vista la bassa quota, su aree territoriali sottostanti la verticale delle rotte di sorvolo (ricoprendo un vasto territorio comunale da Malcontenta a Dese e sul corrispondente lato insulare e lagunare).

In giornate senza vento ed in presenza di inversione termica, come quelle di questi giorni pre-natalizi, l’intero carico inquinante si carica nell’area fino a poche centinaia di metri di altezza, come in un catino, e le polveri massimizzano il loro carico inquinante a densità dannose per aree molto ampie.

Impatto sulla salute

E’ ormai dimostrato l’impatto sanitario connesso alla presenza di inquinanti: per ogni 10 µm/m3 di pm10 in più nell’aria che si respira, l’aspettativa di vita si riduce di oltre sette mesi (alcuni studi: APHEA 2 Air pollution and Healt. A European Approach; NMMAPS II The National Morbidity, Mortality and Air Pollution Study, USA; MISA Meta-analisi Italiana Studi effetti a breve termine inquinamento Atmosferico). Uno studio del 2013, svolto su 300.000 persone e pubblicato su Lancet Oncology, mostra che per ogni incremento di 10 µm/m3 di pm10 nell’aria, il rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone aumenta del 22%, mentre cresce del 18% a ogni aumento di 5 µm/m3 di pm2,5. Le pm2,5 sono la frazione più piccola delle pm10, quelle di dimensione inferiore a 2,5 µm, che si stimano comporre circa l’80% delle pm10. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha calcolato che ogni anno nel mondo 800.000 morti siano attribuibili all’inquinamento atmosferico. Secondo le ultime linee guida Oms sulla qualità dell’aria, si ritiene che, riducendo il pm10 da 70 a 20 microgrammi per metro cubo, come stabilito nelle nuove linee guida, si potrebbe ridurre la mortalità nelle città inquinate del 15% all’anno. Un fenomeno ben noto agli epidemiologi dimostra come, ad ogni picco di pm10, si affianchi a distanza di un giorno o due un corrispondente picco dei ricoveri ospedalieri ed altri indicatori di peggioramento della salute (ticket sanitari, consumo farmaci per anziani, asmatici e cardiopatici).

Il Movimento 5 Stelle Venezia, vista la gravissima situazione ambientale in cui la città è sottoposta e visto l’altissimo rischio di salute dei suoi abitanti ha deciso di presentare due mozioni. Una mozione per interventi immediati, sia alla Municipalità di Marghera che al Comune di Venezia, per chiedere al Sindaco di prendere provvedimenti rapidi, forti e di soluzione efficace.

Le nostre proposte di intervento emergenziale sono:

Un intervento contenitivo, ovvero una “soluzione tampone”, per ridurre la diffusione degli inquinanti rimuovendoli dalle strade attraverso la pulizia sistematica due volte al giorno, impedendo così che si diffondano ulteriormente.

Un intervento più incisivo che operi sulle fonti di emissioni stesse per ridurne i volumi immessi. Chiedere quindi ai soggetti responsabili della maggior parte delle emissioni, Enel centrale e carbone “Palladio” e in seconda istanza nei confronti dei gestori degli impianti più impattanti del petrolchimico, e degli altri impianti energetici, di fermare momentaneamente gli impianti fino a quando l’emergenza non sarà cessata. La seconda mozione presentata al Comune di Venezia chiede al Sindaco di impegnarsi per instaurare un confronto immediato con Enac sull’adozione di misure temporanee per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, finanche all’utilizzo di piani di volo alternativi, come accade in caso di nebbia. Inoltre chiediamo di realizzare una programmazione di rilevazioni ARPAV sistematiche nei territori limitrofi al sedime aeroportuale, a cominciare dalla programmazione mobile estiva che, a tutt’oggi, non risulta ancora essere determinata

La mozione presentata in municipalità di Marghera è stata respinta attraverso motivazioni ridicole e prive di consistenza (lo stop temporaneo della centrale porterebbe ad una interruzione di erogazione provocando un black out? In realtà l’energia passa attraverso una rete elettrica nella quale viene immessa da diverse punti di produzione, ed il rischio black out è inesistente). La maggioranza PD in municipalità non ha avuto sufficiente coraggio per dare un forte segnale di cambiamento, dimostrando che la salute dei cittadini ed in particolare dei più piccoli, è stata messa dietro agli interessi aziendali.

In Consiglio Comunale di Venezia invece le mozioni attendendo di essere calendarizzate e il Sindaco Brugnaro non ha ancora previsto nessun piano per affrontare l’emergenza, nonostante sia responsabile della salute degli abitanti in quanto primo cittadino. In questi giorni ci saranno in totale tre Consigli Comunali per approvare il bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2016-2018 sicuramente molto importante, ma riteniamo che una tale situazione debba essere considerata prioritaria.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Venezia

GdL Ambiente, Energie e Rifiuti

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