PORTO MARGHERA M5S: EMERGENZA BONIFICA, I CITTADINI DEVONO SAPERE

Nella r1elazione della Commissione d’inchiesta sui rifiuti si legge che la bonifica di Porto Marghera è costato fino ad oggi ben 780 milioni di euro, di cui oltre duecento sono soldi dei contribuenti. Una bonifica ad oggi con enormi difetti, poiché le strutture di marginamento dei diversi isolotti hanno troppi varchi che lasciano comunque filtrare gli inquinanti verso le acque della laguna. Ma il peggio è ancora da venire: sono stati completati 96 chilometri e i restanti tre chilometri sono quelli più complessi ma decisivi per la messa in sicurezza, costo previsto 250 milioni di euro.

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Parlare di bonifiche non è facile, ma proviamo a spiegare cosa c’è che non funziona a Porto Marghera: i 15 isolotti industriali di Porto Marghera sono stati considerati sito inquinato di interesse nazionale (SIN), con gli accordi di programma del 1998 si è decisa la tecnica di messa in sicurezza, cioè il marginamento con palancole, nell’ultimo accordo di programma dell’aprile 2012 si è fatta una valutazione globale delle azioni già svolte dai vari attori, degli aspetti economici e tecnici e delle prospettive di reindustrializzazione, dando per assodata l’avvenuta bonifica di buona parte delle aree.

Marco Da Villa (M5S), deputato veneziano afferma:” Ci troviamo di fronte ad un’emergenza vera e p3ropria, perché l’inquinamento continua ad avanzare, e ciò impedisce anche qualsiasi prospettiva di re-industrializzazione nel breve termine.” In realtà l’ispezione eseguita dalla commissione ecomafie nel sito ha mostrato numerose criticità, ed eravamo nel febbraio 2015. Ciascuna isola marginata aveva della parti incomplete da dove gli idrocarburi e gli altri inquinanti possono fuoriuscire e può esserci scambio con le acque marine, per cui anche le aspirazioni dei liquidi inquinati nella falda è assolutamente inutile visto che c’è un continuo rifornimento di liquidi.

Per non parlare delle isole dove manca del tutto il marginamento e si parla appunto delle aree in corrispondenza dei sottoattraversamenti con tubazioni delle società Edison, Syndial, Sapio/Crion, dell’oleodotto e dell’impianto antincendio della IES di Mantova , lungo la sponda Sud del Canale Industriale Ovest della Macroisola del nuovo petrolchimico, nonché i marginamenti relativi alla sponda nord del Canale Industriale Nord, che contermina l’area relativa alla zona industriale, dove sono attive produzioni chimiche, con residui di lavorazioni particolarmente inquinanti (Montecatini, Agrimont), che risulta ancora non protetta, così vanificando il raggiungimento dell’obiettivo proposto di impedire lo sversamento nei canali lagunari delle acque provenienti dai terreni inquinati del SIN.

Alberto Zolezzi (M5S) componente della Commissione d’inchiesta:” Sottolineo che, con preoccupazione, siamo quasi al miliardo di euro di spesa, la bonifica senza gli ultimi chilometri e senza il completamento di quanto iniziato è inutile, e quindi mentre si parla di occupazione, di salvaguardia dell’ambiente e della salute (vedi studio Sentieri), una grave cappa di silenzio cala su tutta la questione di Venezia Porto Marghera”.

Un altro tema scottante che emerge dalla relazione, riguarda i collaudi. I controlli dei collaudi sono costati 1,5 milioni senza aver mai valutato globalmente la funzionalità delle opere. L’opera complessiva è stata suddivisa in lotti e per ognuno veniva costituita una commissione di collaudo con il compito di certificare unicamente il rispetto del progetto dell’opera non la sua funzionalità. Il problema è che questi collaudi andranno a sostituire quello globale sulla vera funzionalità del sistema integrato, e questo non è accettabile.

In tutto il sistema MOSE i collaudi risultano essere costati 100 milioni di euro. Cifre che apparentemente costituivano prebende. Come risulta dall’informativa inviata dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Ministro Galletti, in data 27 ottobre 2015 allo stato non vi sono fondi disponibili da subito per il completamento delle opere destinate alla bonifica del SIN di Venezia.

A questo punto le opere previste ed in fase di esecuzione, miranti alla reindustrializzazione di Porto Marghera finanziate con 153 milioni (frutto dei rimborsi di 103 milioni effettuati dalla Alcoa a seguito della decisione della Commissione Europea che ha obbligato la multinazionale

a rendere il valore corrispondente agli sconti sulla bolletta energetica del 2009 e 2011, in quanto aiuti di Stato e 50 milioni di euro che costituiscono credito d’imposta) di euro a carico del Ministero dello sviluppo economico appaiono sterili, se non vengono reperiti dal MATTM i 250 mln di euro che mancano per la conclusione dell’opera di bonifica.

Marco Da Villa (M5S) “Dal punto di vista economico si sottolinea come 568 milioni di euro dei 780 milioni totali finora spesi, derivano da transazioni fra Ministero dell’ambiente e aziende, che per l’inquinamento relativo a quanto corrisposto sono esentate da ulteriori esborsi, rischiando di creare una catastrofe di ricorsi e burocrazia, esplicando la gravità del sistema messo in atto da Consorzio Venezia Nuova, Provveditorato Interregionale alle Opere, e dal controllo insufficiente dei Ministeri”.

Non è vero quindi, come sostenuto dagli imputati nei processi MOSE, che le opere sono costate di più ma sono state realizzate, in questo caso le opere sono assolutamente inutili.

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Mentre la relazione licenziata dalla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti verrà consegnata alle autorità competenti per andare a fondo sul sistema degli appalti, dei controlli delle bonifiche svolte e dei potenziali effetti economici, ambientali e sanitari, noi ci impegneremo a far emergere la questione a livello locale, informando la cittadinanza su questa situazione drammatica con ogni mezzo a nostra disposizione e supportando i nostri parlamentari impegnati sul tema. Ormai sono finiti i tempi in cui tutto passava sopra le nostre teste, ora i cittadini devono sapere e poter partecipare alle decisioni!

Venezia, 25 novembre 2015

GdL Ambiente Energia e Rifiuti

 

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  1 comment for “PORTO MARGHERA M5S: EMERGENZA BONIFICA, I CITTADINI DEVONO SAPERE

  1. Giuliano
    2 dicembre 2015 at 09:07

    Desidero segnalare che la fotografia nel post (cormorani in laguna e sfondo di Venezia) è mia.
    Cordiali saluti.
    Giuliano

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