#costagentenogheapodemofar 3: il caso “Locatelli” dalla A alla M

A come appartamenti: con la delibera votata (e quella “gemella” riguardante l’hotel Biasin a Cannaregio), si trasformano cinque appartamenti in spazi ad uso ricettivo e quindi probabile oggetto di acquisto da parte della vicina struttura alberghiera.

B come beneficio pubblico: si tratta delle utilità cedute dal privato all’amministrazione locale, quale quota parte (di solito, non meno del 50%) della complessiva plusvalenza generata da operazioni urbanistiche in cui l’amministrazione comunale, con discrezionalità, concede un cambio d’uso. Il Commissario Zappalorto ha votato una delibera su questo tema e il M5S ha proposto di applicare tale procedura, per analogia, anche ai casi in esame.

C come cambio di destinazione d’uso: è la parola magica che permette di trasformare, sulle planimetrie e sulla documentazione del PRG (Piano Regolatore Generale), l’uso di un’immobile: da “residenziale” a “ricettivo” nel caso specifico, con gli ovvii benefici economici per il proprietario. Di regola questa operazione prevede un voto da parte del consiglio comunale.

D come deficit di bilancio: la relazione dei Revisori dei Conti, allegata al Rendiconto di bilancio 2014, attesta che il Comune si trova in una pesante situazione di indebitamento (331,2 milioni al 31.12.2014) ma le sue società partecipate navigano in acque peggiori (1,04 miliardi di euro alla stessa data, per le sole 13 società più rilevanti). Insomma, al di là dello sforamento del Patto di Stabilità, per il terzo anno consecutivo, non ci si può permettere di negare possibili entrate economiche come potrebbero essere quelle relative al beneficio pubblico (vedi sopra) e agli standard urbanistici

E come emendamento: il capogruppo del M5S, Davide Scano, ha presentato un emendamento alla delibera (bocciato dalla maggioranza) per esprimere un voto negativo, motivato dalla necessità di fronteggiare la pressione turistica sul mercato immobiliare lagunare. La popolazione residente nel Comune è infatti crollata dai 339.408 del 1981 ai 263.736 attuali (dati forniti dall’ISTAT e dal Servizio Statistica e Ricerca comunale) e il dato più preoccupante riguarda proprio Venezia dove, dal 1999 ad oggi, si è passati da 66.945 abitanti a poco più di 55 mila (di cui il 53% circa composto da over 50). Tra le varie concause di questo esodo, verso Mestre ed i comuni limitrofi, v’è sicuramente l’aumento degli affitti e dei valori di vendita delle case per il concorrente uso a scopo turistico (bed & breakfast, affitti turistici o infine operazioni come quelle qui descritte).

F come fuggi fuggi: quello che hanno fatto, meritoriamente, tre consiglieri comunali della maggioranza di fronte alla scelta di votare la delibera riguardante la loro collega fucsia. E si tratta, per la verità, di tre “pezzi da novanta”: il capogruppo della “lista Brugnaro” Maurizio CROVATO, il delegato all’Anticorruzione Ottavio SERENA e la Presidente della Commissione V “Urbanistica” Lorenza LAVINI di Forza Italia.

G come gruppo 25 Aprile: un gruppo di persone che cerca di difendere, con i denti e con le unghie, la città lagunare e i suoi abitanti e che ha rivelato coraggiosamente, prima anche dell’opposizione e della stampa locale, la circostanza secondo cui gli appartamenti di pregio in calle de le Rasse appartenevano ad una certa consigliera comunale del gruppo fucsia. E ciò dopo che vi era già stata una prima commissione comunale sul tema e la documentazione era a disposizione dei consiglieri da più di una settimana.

H come hotel: l’industria alberghiera è ormai divenuta il primo settore produttivo a Venezia ma la sua espansione è stata del tutto incontrollata con inevitabili conseguenze negative: dai circa 12 mila posti letto del 1999, nella sola Venezia e isole, siamo passati ai 18 mila odierni (l’extralberghiero è passato invece da poche centinaia di strutture a 20 mila posti letto). L’offerta ha superato quindi abbondantemente la domanda al punto che molte strutture praticano, in certi periodi, prezzi stracciati (con risparmi sulla pelle dei lavoratori) o chiudono nel periodo invernale quando in passato ciò non accadeva.

I tre appartamenti della consigliera "fucsia" sono confinanti con l'hotel Danieli (150 metri da Palazzo Ducale), il quale sarà probabilmente ben disposto ad acquistarli per allargare il suo numero di camere!

I tre appartamenti della consigliera “fucsia” sono confinanti con l’hotel Danieli (150 metri da Palazzo Ducale), il quale sarà probabilmente ben disposto ad acquistarli per allargare il suo numero di camere!

I come imposta di soggiorno: RentalinItaly è la società che ha chiesto il cambio d’uso dei tre alloggi in calle delle Rasse e il suo unico socio, nonché amministratore, è il marito della consigliera Locatelli. La società li ha in gestione, insieme ad altri trenta circa, e li sfrutta con contratti brevi di locazione turistica (dai 472,99 ai 797,51 euro per tre giorni in bassa stagione, ad esempio). Si vede però che gli affari non vanno bene se, in base ad un accesso agli atti, fatto dal M5S, sull’imposta di soggiorno versata, gli appartamenti son quasi sempre vuoti. Il tasso di occupazione medio nel 2014 è stato, ad esempio, del 3-4% mentre, nello stesso periodo, l’occupazione delle camere d’albergo è stata del 77,3%. Incredibile, vero? Forse, se l’impresa va così male, si poteva anche immaginare di affittare a qualche veneziano con un bel contratto 4+4.

La consigliera Locatelli si è fatta notare anche per aver offerto i vini della sua azienda ai big del mondo nella famosa cena di Palazzo Ducale

La consigliera Locatelli si è fatta notare anche per aver offerto i vini della sua azienda ai big del mondo nella famosa cena di Palazzo Ducale

L come Locatelli Marta: alcuni la ricordano come la pasionaria della residenzialità in centro storico e della lotta alla svendita dei palazzi storici da parte del Comune ma, alla luce della delibera votata, sembrano battaglie ormai lontane e, soprattutto, poco autentiche.
Oltre ad aver tradito le idee propagandate per anni, la consigliera ha taciuto poi sull’enorme conflitto d’interessi che l’avrebbe investita con quella delibera. La circostanza infatti della proprietà degli appartamenti è stata rivelata, come detto, dal gruppo “25 Aprile” nonostante l’istanza di cambio d’uso fosse stata presentata il 4 febbraio 2015 (dal momento dell’insediamento del consiglio comunale a giugno vi era tutto il tempo per la consigliera, quindi, di svelare i fatti). Ancor più grave resta però il fatto che il Sindaco, in sede di discussione della delibera in consiglio, abbia dichiarato: «…sapevo tutto ma difenderò sempre a spada tratta la consigliera…». Insomma, era a conoscenza della cosa e non ha detto alcunché? Neppure ai suoi consiglieri fucsia?!

M come mozioni: due, presentate dal M5S e abbinate alle due delibere di cambi d’uso. La prima aveva l’obbiettivo di far applicare ai due casi la procedura sul beneficio pubblico, la seconda invece riguardava il reperimento degli standard pubblici, a norma di legge nazionale e regionale, per i nuovi spazi ad uso ricettivo (pare che gli uffici comunali non richiedano gli standard pubblici a Venezia). Entrambe sono state bocciate, senza alcuna motivazione, da parte della maggioranza. Si vede che lo slogan “fora i schei” non vale per tutti.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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  2 comments for “#costagentenogheapodemofar 3: il caso “Locatelli” dalla A alla M

  1. roberto buja
    1 dicembre 2015 at 13:22

    Di solito per standar pubblici si intende che un privato quando costruisce un immobile deve lasciare ad uso pubblico:strade,parcheggi,verde attrezzato,impianti di illuminazione,ect.
    Se un costruttore non esegue i standar puubblici previsti da leggi comunali,regionali e nazionali,paga un contributo al Comune che viene calcolato dagli uffici competenti che ritengono congrua la cifra che chi realizza l’immobile deve pagare.
    A Mestre e terraferma moltissimi pagano i park non realizzati ed opere previste,ma a Venezia…., Il Restauro del Fontego dei Tedeschi a Rialto ,ex sede della Direzione Provinciale delle Poste.ad opera del gruppo Benetton,non mi sembra che sia stato monetizzato la mancanza di opere per il Servizio pubblico ai Veneziani residenti….
    Con la giunta Brugnaro,sembra che nulli cambi ,ancora,per i venexiani residenti. Il Dio Denaro vale come e quando si vuole La legge è uguale per tuttti è ancora un miraggio Natalizio e Festività seguenti…

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