Eletti alla Regione Veneto: la telenovela prosegue

Ora scegliete voi se ridere o piangere.
Dopo ben 19 giorni dalle elezioni regionali ancora non siamo certi di chi siederà nel prossimo Consiglio Regionale del Veneto.
La legge elettorale, che ha prodotto il caos già durante le operazioni di scrutinio, è talmente complessa nell’assegnazione dei seggi che già tre volte sono stati cambiati i nomi degli degli eletti, in base alla ripartizione dei seggi tra le varie province.
Anche tra gli eletti del M5S pare che dovremo salutare il nostro candidato Marco Della Gassa, di Vicenza, e dare il benvenuto a Patrizia Bartelle, di Rovigo.
Almeno per ora.

La parte iniziale della complessa formula per il calcolo dei seggi alle elezioni regionali del Veneto "che fa" (casin!)

La parte iniziale della complessa formula per il calcolo dei seggi alle elezioni regionali del Veneto (“che fa” danni)

In pratica, i tecnici incaricati di interpretare la legge elettorale (il “Polentellum“) devono far tornare i conti a livello regionale, con i premi di maggioranza, con la distribuzione di seggi tra le coalizioni, ma poi dovrebbero riuscire a fare una ripartizione che rispecchi il più possibile quella distribuzione anche a livello provinciale. Le due cose sono praticamente inconciliabili e si continua così a cambiare versione. Trovandosi poi a che fare con i “resti”, ovvero le frazioni di seggio, anch’esse da attribuire in base a diversi criteri.
Ogni volta, subentrano nomi nuovi e ne escono altri che erano dati ormai per eletti.
E ciascun candidato escluso, non capendo esattamente il perché del cambiamento, ha la forte tentazione di proporre ricorso al TAR, ricorso che potenzialmente potrebbe cambiar nuovamente la configurazione del Consiglio Regionale nel corso del mandato.

Una confusione tale in cui i cittadini e il concetto stesso di democrazia vengono presi in giro da dei politicanti incapaci.
Che democrazia è infatti quella in cui gli elettori non possono capire chi viene eletto e in che modo è stato eletto, se addirittura gli stessi tecnici e i cervelloni elettronici della Regione sono smentiti e sbugiardati dalle decisioni della Corte d’Appello? Come ci si può fidare?
E tutto questo non ritarda la partenza dei lavori istituzionali, con danno per i cittadini?
La responsabilità di tutto questo ricade su Zaia e sulla sua ex maggioranza, primi responsabili di questa legge elettorale che hanno voluto, assieme alle vecchie finte opposizioni. Hanno complicato le cose, sostanzialmente, per imbrogliare i cittadini. E si sono imbrogliati tra di loro.
Ma il leit-motiv della campagna elettorale di Zaia non era forse che lui è “uno che fa”? Fa, certo. Ma fa male.
Eppure la gente, indirizzata ad hoc da stampa e TV, non se n’è quasi resa conto.
Il Veneto cammina grazie ai veneti, senza grossi aiuti da parte di coloro che li governano.

Gruppo di Lavoro COMUNICAZIONE
Movimento 5 Stelle – Comune di Venezia

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