M5S: il centrosinistra annaspa sulla piscina di Marghera

Per la nuova piscina di Marghera, specchietto per allodole per far digerire l’ennesimo spostamento del Mof, occorre abbandonare la logica delle passate amministrazioni, a guida PD, di pensare gli impianti sportivi solo ad uso e consumo di chi li gestisce e bisogna orientarsi invece sui reali bisogni degli utenti.

Innanzitutto la decisione, su come strutturare la futura piscina di Marghera, deve essere demandata alla nuova amministrazione che si insedierà tra meno di 2 mesi e non può essere presa da una municipalità in scadenza di mandato e con le idee parecchio confuse.

Piscina olimpionica ristretta per pallanuoto

Piscina olimpionica (50 metri) delimitata per lo svolgimento di una partita di pallanuoto

In secondo luogo, se sul territorio vi è effettivamente l’esigenza di un impianto natatorio superiore ai 25 metri di lunghezza, e la presenza in città di una storica società di pallanuoto lo conferma, allora la futura amministrazione deve farsene carico. Stesso ragionamento vale per l’opportunità, ad oggi impossibile, di far svolgere gare e campionati (i nostri atleti, tra cui la campionessa olimpionica Federica Pellegrini, si allenano a Padova o Verona).
L’aspetto dell’eccessiva profondità, che disincentiverebbe i neofiti, come quello degli eccessivi costi di gestione sono falsi problemi sollevati strumentalmente.
E’ oramai assodato infatti, nella scuola nuoto, che l’apprendimento va fatto in acqua alta e non in acqua dove si tocca (i 180 centimetri delle piscine comunali di Sacca Fisola, Sant’Alvise e via Circonvallazione, peraltro, lo dimostrano).

Impianti a raggi ultravioletti per sterilizzazione acque di piscina

Impianti a raggi ultravioletti per sterilizzazione acque di piscina

I costi di gestione vanno invece abbattuti con moderni sistemi di risparmio energetico (cogenerazione, caldaie con recupero di calore, pannelli solari termici e, magari, il trattamento dell’acqua con filtri UV per diminuire l’uso del cloro) che esistono oramai da anni ma che, incredibilmente, negli impianti pubblici sono pressoché assenti o presenti solo in minima parte (con maggiori costi per la collettività, visto che il Comune copre dal 65 al 100% delle bollette degli impianti). E’ vero invece che si vuole costruire l’ennesima vasca da 25 metri per rispondere probabilmente alle aspettative del ristretto numero di gestori (alcuni vicini politicamente al PD) che già si è spartito tutte le esistenti strutture comunali e che magari vede, nella futura piscina di Marghera, l’ennesima occasione di fare business.
Stiamo assistendo, infatti, per la Città Giardino alla stessa logica che ha portato l’amministrazione PD ad abbandonare la piscina di Favaro (impianto di cui, se governeremo, studieremo una possibile riapertura) in quanto non gradita, per questioni di concorrenza, ai gestori esistenti.

Il candidato Sindaco M5S, Davide Scano, ha sottolineato che: “le strutture pubbliche devono soddisfare i bisogni della cittadinanza e la piscina di Marghera, se ben strutturata e gestita, può rispondere perfettamente alle esigenze sia della popolazione residente sia dell’agonismo, attirando sportivi anche da fuori città. Questa è la nostra convinzione. Lasciamo invece alle solite forze politiche la tutela dei soliti interessi speculativi”.

Gruppo di Lavoro SPORT
Movimento 5 Stelle – Comune di Venezia

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