Manifestazione contro le trivellazioni a Adria, 28 marzo 2015.

Vi presentiamo un breve resoconto della ma1nifestazione contro le trivellazioni in pianura che si è tenuta a Adria, 28 marzo 2015. Presenti per il M5S il candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti, il senatore Giovanni Endrizzi, il candidato al consiglio regionale Marco Genovese molti altri attivisti, oltre a sindaci, altri parlamentari, consiglieri e assessori regionali e tanti cittadini che vivono nelle zone delle province di Rovigo, Padova e nel resto del Veneto.

Le premesse: la società Northsun Italia ha chiesto l’autorizzazione ad operare indagini nel sottosuolo, finalizzate alla ricerca di idrocarburi in vaste zone della bassa pianura veneta, nell’area denominata “La Risorta”, che comprende, nel Veneto, i comuni di Adria, Gavello, Taglio di Po, Villanova Marchesana, Corbola, Papozze e Ariano nel Polesine. La Regione Veneto ha dato parere negativo, temendo non tanto le indagini in se stesse, ma la loro conseguenza, ovvero l’apertura di pozzi per l’estrazione di gas, facilitata da uno dei più controversi provvedimenti del governo Renzi, il cosiddetto decreto-legge “Sblocca Italia”. Una recente sentenza del TAR ha però bocciato il parere negativo della Regione.2 A questo punto è forte il rischio che alle indagini sul terreno seguano rapidamente le autorizzazioni allo sfruttamento vero e proprio, con procedure agevolate e accelerate, proprio per via delle facilitazioni contenute nello “Sblocca Italia”, non a caso rinominato dal M5S “Sfascia Italia”, visto che facilita scassi e opere impattanti sul territorio, riducendo le precedenti verifiche di legge. 

Inoltre le indagini, dette prospezioni geosismiche, in questo caso sarebbero inutili, visto che nel Polesine è noto che il gas è abbondantemente presente poco sotto il sottosuolo. Per questo è lecito pensare che l’autorizzazione alle prospezioni sia in realtà un cavallo di Troia. Infatti, le prospezioni geosismiche (realizzate attraverso onde d’urto che si espandono nel terreno) hanno un impatto molto minore e limitato nel tempo rispetto allo sfruttamento vero e proprio, per cui è più facile che vengano autorizzate. Una volta accertata la presenza dei giacimenti, poi, grazie allo “Sblocca Italia” le autorizzazioni successive, per lo sfruttamento vero e proprio, dovrebbero arrivare facilmente. Di conseguenza potrebbero riproporsi anche nelle nostre zone le problematiche sorte ad esempio nel più importante giacimento petrolifero italiano, quello del Basento, in provincia di Matera, con inquinamento dell’aria e delle falde acquifere. A questi danni, nella bassa pianura veneta, costituita da uno strato molto spesso di sedimenti sciolti e fini, si aggiungerebbe il pericolo dell’abbassamento del suolo, la cosiddetta subsidenza. E tutto questo per sfruttare una risorsa tutto sommato scarsa, con poche ricadute positive sul Paese e per le popolazioni coinvolte. 

Per tutti questi motivi, dal M5S, dalle istituzioni delle aree interessate, dai comitati ambientalisti e dai cittadini preoccupati è giunta pressante la richiesta alla Giunta Regionale di ricorrere contro la sentenza del TAR. In questo contesto si inquadra la manifestazione dello scorso 28 marzo, organizzata dal sindaco di Adria e dagli altri sindaci delle aree interessate.Tra gli interventi più significativi, sottolineiamo quello del senatore M5S Endrizzi, che ha ribadito la posizione del M5S, contraria alle trivellazioni e allo sfruttamento petrolifero in Italia, ma ha anche confermato alcune delle proposte del MoVimento in materia di sfruttamento minerario, in particolare quando si tratta di idrocarburi, chiedendo innanzitutto che, per ottenere qualsiasi concessione, le società richiedenti debbano avere un capitale sociale sufficiente a garantire le popolazioni da eventuali danni; in secondo luogo è necessario che le royalties, ovvero le percentuali che le compagnie minerarie pagano allo stato, vengano rivedute al rialzo.

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Infatti oggi in Italia le royalties per lo sfruttamento degli idrocarburi sono le più basse del mondo (7% contro, ad esempio, il 50% dei paesi arabi). “In tal modo, a guadagnarci sono solo le società petrolifere”, afferma il candidato regionale del M5S Marco Genovese, “mentre ai cittadini rimangono solo i danni ambientali. Il rapporto tra costi e benefici di questo sfruttamento del sottosuolo è assolutamente svantaggioso, soprattutto per chi vive nelle aree delle concessioni. Tutta la nostra solidarietà agli abitanti del Polesine, che hanno conosciuto negli anni ’50 i disastri della subsidenza causata dall’estrazione di gas. Anche a Venezia abbiamo avuto un problema simile, a causa dell’estrazione dell’acqua del sottosuolo, durato fino all’inizio degli anni ’70, e sappiamo che i danni sono irreversibili”. http://www.nuovascintilla.com/images/stories/20/subsidenza%20delta%20po.jpg

Anche in questo caso, non si tratta tanto di attuare una “politica del no”, ma di evitare danni ben più ingenti degli scarsissimi benefici e di insistere invece su una politica di sviluppo e promozione delle fonti energetiche rinnovabili, diffuse e a basso impatto, come prevede il programma regionale del M5S.

Gruppo di Lavoro AMBIENTE, ENERGIA E RIFIUTI
Movimento 5 Stelle – Comune di Venezia

http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/suolo/convegno_subsidenza/toffoletto.pdf

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&ved=0CCgQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.comune.venezia.it%2Fflex%2Fcm%2Fpages%2FServeAttachment.php%2FL%2FIT%2FD%2FD.832775b589f83c9d4514%2FP%2FBLOB%253AID%253D51495%2FE%2Fpdf&ei=rZcgVdKeEI3lap-4gYgP&usg=AFQjCNEhI5Fq-CxG_1wmFe0hgNyYYp9UMA&sig2=mN_qCIb1W_MUtO_DbhXNTg&bvm=bv.89947451,d.d2s

http://www.lescienze.it/news/2013/09/26/news/venezia_subsidenza_suolo_attivit_umane-1822168/

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