L’immobilismo del trasporto pubblico veneziano di fronte a guasti e incidenti

La fermata "Palanca", alla Giudecca, com'era originariamente con i due pontoni

La fermata “Palanca” com’era originariamente con i due pontoni

A un mese dal grave incidente, tra un vaporetto in avaria ed una chiatta all’imbarcadero della Palanca, all’isola della Giudecca, nulla è cambiato.
Il 17 Ottobre, un vaporetto in avaria urtava una chiatta che stava eseguendo dei lavori di palificazione, alla fermata Palanca della Giudecca, e così un grosso tronco di legno si conficcava nella cabina passeggeri di poppa, occupandola per intero e causando dei feriti. Si è sfiorata insomma la tragedia.
Ad oggi vi è ancora un solo imbarcadero, anziché due, e ciò provoca disservizi, ritardi e rischi per la sicurezza di tutti gli utenti che transitano per quella fermata molto trafficata.

Non è più accettabile che un servizio primario, qual’è il trasporto pubblico a Venezia e nella sua provincia, sia ridotto in questi termini.
Ogni giorno si vive un’avventura ad ostacoli tra disservizi, ritardi, taglio delle linee e frequenti avarie, per spostarsi sul territorio comunale, arrivando financo a mettere in grave pericolo la vita degli utenti.
L’immobilismo, inoltre, della dirigenza di AVM ed ACTV e della struttura commissariale del dott. Zappalorto (sub-Commissario con delega alla viabilità e i trasporti Natalino Manno) è imbarazzante. Si aspettano le indagini della magistratura, quando è risaputo ormai che le responsabilità di questo incidente, con evidenti carenze sulla sicurezza del lavoro e dei passeggeri, è da addebitare alla dirigenza ACTV, come committente dell’appalto e come datore di lavoro del pilota coinvolto nell’incidente.
E nessuno ancora si è premurato di ripristinare il secondo pontile, prima attivo.

Vaporetto ACTVIl Movimento 5 stelle di Venezia chiede al Commissario Zappalorto di fare chiarezza, al più presto, circa le responsabilità dell’incidente e di assumere gli opportuni provvedimenti, di revoca degli incarichi, nei confronti dei dirigenti del gruppo AVM – ACTV.
Sembra che la mission del trasporto pubblico locale non sia più quella di dare un servizio di qualità all’utente ma l’esatto opposto. Basta pensare allo “sciopero bianco”, attuato dai dipendenti ACTV per protesta contro il taglio dei salari nell’estate 2013, in cui nessun manager della municipalizzata nè amministratore della città di Venezia, come il Sindaco o l’assessore ai trasporti, sia intervenuto per risolvere la questione.
O, ancora, al taglio delle linee di bus e vaporetti che penalizza l’utente costretto a viaggiare in mezzi stracarichi di turisti (25 milioni con relative borse e trolley), quindi in condizioni quasi disumane, in una città di terra ed acqua in cui la maggior parte di residenti, lavoratori, specie pendolari, ne usufruisce sempre.
Pensiamo, ad esempio, a chi ha pagato l’abbonamento annuale e si trova un arbitraria variazione contrattuale unilaterale col taglio dei mezzi, tralasciando le continue modifiche all’orario dei vaporetti, conseguente ai numerosi tagli.
La progressiva esternalizzazione delle manutenzioni, con dismissione di cantieri e professionalità come quelle del centro manutenzioni della Bragora, avvenute negli scorsi anni ha portato ad una situazione molto grave per i bilanci di ACTV (appesantiti da maggiori spese), per l’efficienza delle manutenzioni (di cui, lecitamente, viene da dubitare) nonché per la sicurezza degli utenti. Basti pensare al dato emblematico, e molto preoccupante, delle 151 avarie occorse ai vaporetti nel periodo gennaio-luglio 2014, per non parlare degli incidenti che accadono, specie lungo il Canal Grande, per il traffico eccessivo e mal governato.

Ebbene, gli amministratori del gruppo societario, anziché potenziare le manutenzioni, hanno pensato bene di fare un esposto alla magistratura contro ignoti (!) Una situazione a dir poco paradossale.
Gli attivisti M5S vogliono chiudere con questa gestione incapace: basta disservizi, stop al taglio delle linee di trasporto e alle violazioni alla sicurezza degli utenti. Come cittadini vogliamo un trasporto pubblico locale sicuro, puntuale, efficiente, pulito, intermodale con altri mezzi di trasporto ed adatto a tutte le stagioni ed alle differenti esigenze di residenti, pendolari e turisti.

Gruppo di Lavoro MOBILITA’ & TRASPORTI
Movimento 5 Stelle – Comune di Venezia

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  2 comments for “L’immobilismo del trasporto pubblico veneziano di fronte a guasti e incidenti

  1. roberto buja
    20 Novembre 2014 at 23:36

    Documento da esaminare in quanto per la sua “rivoluzionaria”proposta,sembra irrealizzabile dai veneziani e dai turisti che la frequentano…

    L’Amministrazione Straordinaria del Comune di Venezia facendo propria una volontà già manifestata dalla precedente Amministrazione, ha ripreso le attività di revisione della propria dotazione regolamentare, tra queste quella già in fase avanzata di lavorazione relativa al regolamento edilizio.

    La definizione del nuovo testo è attualmente nella fase (amministrativamente facoltativa), della concertazione con gli ordini professionali e categorie nell’unico intento di migliorare il contenuto dispositivo in un’ottica di massima condivisione.Tra gli obiettivi del nuovo regolamento non poteva non trovar spazio la gestione delle criticità correlate al degrado urbano ed all’intensivo uso turistico del più grande monumento del mondo oggi, aggredito da almeno 27 milioni di turisti.

    In quest’ottica, un articolo della bozza del regolamento si prefigge di gestire la tutela dei luoghi pubblici (ponti e calli), ed il crescente inquinamento acustico che la mobilità di una città che sposta merci e cose senza automobili, costringe su mezzi a ruota a spinta. E’ quindi stato proposto agli interlocutori del tavolo di concertazione la disposizione (art. 23, comma 7) che vieta in tutto il Centro Storico della Città Antica e delle Isole l’uso di mezzi di trasporto per materiali, cose o persone su ruote, che non siano su gomma o pneumatico gonfiato ad aria o liquidi.

    La norma vuole anche rispondere alle istanze dei numerosi cittadini che in questi ultimi anni si sono rivolti all’Amministrazione segnalando il grave disagio che subiscono nelle proprie abitazioni correlato alla movimentazione di merci e cose in orari acusticamente protetti dalla legislazione (fasce notturne o del primo mattino), ove si concentrano i maggiori disagi acustici ingenerati dalle forniture di attività commerciali (bancali di merci) o turistiche (biancheria da camera), il tutto combinato ad una pavimentazione storica costituita da “masegni” come quella veneziana (peraltro tutelata da una Legge nazionale). Numerosi sono inoltre, soprattutto in questi ultimi anni i preoccupanti segni di un progressivo deterioramento e logorio della pavimentazione e dei ponti sopravvissuti prima, indenni, per centinaia di anni.

    Risulta inoltre, di agevole risoluzione la possibilità di adeguamento di tutti i mezzi alle nuove disposizioni attraverso adattatori che le aziende sapranno proporre al mercato che potrebbe esser di grande utilità per tutti i centri storici sviluppando un’opportunità che migliora la qualità della vita dei residenti nei centri storici con pavimentazioni di pregio.

    Il sub- commissario del Comune di Venezia, Dott. Michele Scognamiglio, e il direttore Sportello Unico Edilizia del Comune di Venezia, dott. Maurizio Dorigo

    Venezia, 20 novembre 2014

  2. Giulio Bornacin
    14 Dicembre 2014 at 16:09

    La gestione del trasporto pubblico di Venezia e Mestre credo sia davvero pessima.
    Sono da sempre un convinto nemico del tram. E’ una tecnologia inadeguata al trasporto moderno.
    – percorsi rigidi e non modificabili. Basta un banale impedimento (un tamponamento, un qualsiasi ingombro della carreggiata) per fermare una linea del tram fino a rimozione dell’ostacolo. Per non parlare di eventuali lavori sul manto stradale.
    Ugualmente un semplice guasto alla rete elettrica paalizza un intero settore della rete. Diverso è il discorso delle metropolitane che nascono con percorsi dedicati ed una velocità e capacità di trasporto eccezionali.
    – I costi sono enormi. Manutenzione dei binari, manutenzione della rete elettrica e manutenzione dei convogli.
    Le stime amiche del tram parlano di costi 5 volte superiori a quelle della mobilità con autobus. In realtà è convinzione comune che questi costi saranno di 10 a 1 od ancora superiori.
    Il fornitore dei convogli è unico. Ciò darà problemi per ricambi dei convogli ed ancora costi visto che si opera in regime di monopolio. Inoltre se il produttore non sarà più interessato al settore (come sembra) l’intero progetto subirà ripercussioni molto gravi .
    – credo non sia stata attuata una valutazione del rischio per ciclisti e motociclisti. E’ praticamente impossibile che un responsabile della sicurezza dia parere positivo (valutazione bassa del rischio) su questa questione.
    Gli incidenti per ciclisti e motociclisti sono già tantissimi e purtroppo ce ne saranno ancora. Come avviene a Padova ed a Torino. di altre città (Milano e Firenze) non ho dati ma sicuramente non possono aver risolto questo gravissimo problema. Sarebbe opportuno che la magistratura verificasse questi aspetti.
    Piuttosto di sviluppare progetti “appariscenti” (tram – people mover) ma costosi e poco funzionali sarebbe sicuramente stato meglio aggiornare la rete con moderni autobus a metano dai costi contenuti, con affidabilità e sicurezza.
    Venezia è l’unica città al mondo dove i tempi di trasporto ed il numero delle corse diminuiscono. Di molto, del 20%.
    Con milioni di turisti all’anno il trasporto pubblico in certe fasce orarie a Venezia non è utilizzabile. Anziani e disabili devono saltare più corse perchè i vaporini sono “stracolmi” anche quì con gravissimi problemi di sicurezza.
    Penso vadano aumentate nuovamente le corse e valuterei anche in questo caso la disponibilità di motori marini a metano.

    Se si vuole guardare al futuro forse andrebbe presa in considerazione la scelta dell’idrogeno.
    Questo vettore energetico è molto interessante in quanto può venir prodotto da qualsiasi fonte energetica. Tradizionale, nucleare od alternativa. Per le energie rinnovabili in particolare può risolvere bene il problema della discontinuità e dell’accumulo, 2 limiti molto grossi alla diffusione di queste tecnologie.
    Inoltre ENEL a Fusina aveva avviato un progetto in tal senso con buone potenzialità.
    Penso che la questione del trasporto pubblico sia centrale per la nuova amministrazione e quindi una discussione in tal senso dovrebbe venir ulteriormente sviluppata.

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