Comune commissariato: il M5S interroga Alfano sulla permanenza delle Municipalità

Le sei Municipalità in cui è ripartito il Comune di Venezia

Le sei Municipalità in cui è ripartito il Comune di Venezia

Il Comune di Venezia è stato commissariato, a seguito delle dimissioni di Consiglio e Sindaco.
Rimangono però ancora in piedi le sei Municipalità (in realtà, semplici consigli di quartiere) che non sembrano proprio volersi far da parte.
Questo, almeno, stando alle dichiarazioni dei vari Presidenti che, va detto, non vedevano l’ora di ritagliarsi un piccolo spazio di visibilità ora che Sindaco e Giunta hanno fatto le valigie. Sperano, vanamente, di essere l’unico strumento con cui dovrà relazionarsi politicamente il nuovo Commissario prefettizio, dott. Zappalorto.

Il Movimento 5 Stelle non è certo ostile ad una maggior partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, tuttaltro, e tale era originariamente la ratio dei consigli di quartiere.
C’è da chiedersi però se, ad oggi, lo strumento delle Municipalità nostrane soddisfi ancora tale domanda o non si possano forse trovare migliori strumenti di coinvolgimento delle persone (assemblee pubbliche in orari “decenti”, referendum e sondaggi di quartiere, bacheche per gli avvisi pubblici, commissioni comunali vicine al luogo dell’intervento discusso, bilancio partecipato).

Scatoloni vuoti: questo sono rimaste ormai le sei Municipalità del Comune di Venezia (ed è responsabilità dello stesso centrosinistra che le ha volute e costruite)
Scatoloni vuoti: questo sono rimaste ormai le sei Municipalità del Comune di Venezia (ed è responsabilità dello stesso centrosinistra che le ha volute e costruite)

Le Municipalità del resto sono divenute, col tempo, delle “scatole vuote” poiché i loro pareri rimangono inascoltati dall’amministrazione centrale e non vi sono più molti fondi da gestire, il ché rende di fatto inutili le relative notevoli strutture burocratiche (ogni Municipalità ha un proprio dirigente e una moltitudine d’uffici).

Il deputato Marco DA VILLA ha presentato così un’interrogazione al ministro dell’Interno per conoscere se e quali misure intenda attuare nei confronti del Commissario rispetto alla persistente presenza delle sei circoscrizioni che sarebbe illegittima “visto il rapporto «pertinenziale» tra gli organi decaduti e l’attività degli organi circoscrizionali che era, in massima parte, dedicata all’espressione di pareri su provvedimenti poi votati da giunta e consiglio comunale. Ebbene, tale attività si è d’improvviso azzerata, palesando la sopravvenuta inutilità degli organi municipali”.
Questa tesi, argomenta sempre il parlamentare pentastellato, sarebbe confermata da alcuni articoli del Regolamento Comunale delle Municipalità: l’art. 12, in particolare, dispone chiaramente che “il Consiglio di Municipalità resta in carica per tutta la durata del mandato del Consiglio comunale ed esercita le proprie funzioni sino all’elezione del nuovo, limitandosi ad adottare dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, solo gli atti urgenti ed improrogabili”. Insomma i consigli di Municipalità dovrebbero essere convocati solo in casi eccezionali, anche perché il Commissario dovrebbe occuparsi in questi mesi, per lo più, di ordinaria amministrazione e, in tal caso, non avrà certo bisogno degli organismi del decentramento.
Il M5S suggerisce al Commissario Zappalorto di cogliere la palla al balzo e procedere ad una serie riorganizzazione della macchina comunale, partendo proprio dai sei “parlamentini” (e tutto quello che ci sta attorno).

Gli amministratori di Venezia non hanno voluto vedere la crisi economica e la riduzione di fondi da parte dello Stato. Hanno continuato così a vivere molto al di sopra delle loro possibilità (coi soldi di tutti noi)...

Gli amministratori di Venezia non hanno voluto vedere la crisi economica e la riduzione di fondi da parte dello Stato. Hanno continuato così a vivere molto al di sopra delle loro possibilità (coi soldi di tutti noi)…

L’eredità lasciata ai cittadini dal centrosinistra è pesantissima, lo sappiamo bene. Occorre quindi avere il coraggio di attuare quelle riforme a cui si è sempre rinunciato, preferendo invece svendere patrimonio, assumere nuovo personale e aumentare i debiti.

Gruppo BILANCIO E PARTECIPATE
Movimento 5 Stelle Venezia

  7 comments for “Comune commissariato: il M5S interroga Alfano sulla permanenza delle Municipalità

  1. RAGAZZONI GIORGIO
    28 Luglio 2014 at 18:10

    Condivido l’interrogazione mentre non condivido il parere del Ministero che fa riferimento ad sentenza del T.A.R. Umbria del 1999 e cioè prima dell’entrate in vigore del DPR 267/200.

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