Barche blu, quando le scuse non reggono più

Il sindaco Orsoni ha fornito la risposta alla nostra interrogazione sulle cosiddette “barche blu”. Per carità, “risposta” è una parola grossa, diciamo che diverse domande sono state ignorate, mentre altre hanno avuto solo risposte evasive. Ma soprattutto, in quasi tutte le risposte, si è udito forte e chiaro il rumore delle unghie del Sindaco mentre cercava di arrampicarsi sugli specchi.

E questo, intanto, a partire dal tipo di linguaggio usato per la risposta, una sorta di “avvocatese stretto”, con vocaboli forzatamente dotti, nel vano tentativo di incantare distogliendo l’attenzione dai fatti.
Un esempio risalta fra tanti. La normativa nazionale stabilisce che le auto blu (e quindi i mezzi ad esse assimilabili, come le barche di rappresentanza del Comune di Venezia), possono venir usate “per i casi di effettiva necessità legata ad inderogabili ragioni di servizio”. La norma sembra abbastanza chiara ed è evidente che le auto e i natanti non possono essere usati per motivi personali, ovvero per questioni che non sono legate all’attività amministrativa dell’ente comunale.
Il regolamento comunale invece, afferma soltanto che i mezzi devono essere usati con la “diligenza del buon padre di famiglia”, definizione molto più soggetta a interpretazioni. Del resto si sa, non tutti i “padri di famiglia” sono buoni!

Un'immagine dell'Ouroboros egiziano

Un’immagine dell’Ouroboros egiziano

Il nostro sindaco cerca insomma di rigirare la frittata, affermando che le norme comunali sono più precise di quelle nazionali, insomma secondo lui “inderogabili ragioni di servizio” è una formula vaga. Vaga come l’”ouroboros”(?). Già, il sindaco fa questo esempio, l’ouroboros. Che cos’è?
L’uroboro, o ouroboros, è il mitico serpente raffigurato in cerchio mentre si mangia la coda, assumendo una forma indefinita. Nutrendosi di se stesso, si rinnova di continuo, e la figura mitologica è appunto il simbolo di qualcosa che si rinnova senza morire mai.
Sembra che il Sindaco ci stia dicendo che non riesce a capire bene che cosa sia “esigenza di servizio” e cosa non lo sia perché è un concetto sfuggente come l’ouroboros…
Più che pensare ai motoscafi, il serpente mitologico fa venire in mente, per la verità, l’amministrazione veneziana composta ogni tanto da qualche faccia nuova, per dare l’impressione di un cambiamento, ma con un sistema di potere trasversale che rimane sempre lo stesso.
Non mancano poi nel testo altri dotti termini, presi in prestito dal linguaggio giuridico, come rectius, ultronea, o aliunde. Per quale ragione l’amministrazione comunale usa questo linguaggio? Per rendere incomprensibile la risposta alla gente comune? O forse la risposta è già una bozza della linea di difesa per l’indagine aperta dalla Corte dei Conti?

Persino quando ci danno ragione rispondono come se si trovassero in tribunale. Quando chiediamo, ad esempio, di inserire nel sito web del Comune un report mensile riassuntivo circa l’utilizzo dei vari mezzi di rappresentanza, ci rispondono così (versatevi una bibita e mettetevi comodi): “la iniziativa va sicuramente esaminata soprattutto nella praticabilità di riporto, da un lato e di ricaduta sull’altro. Non si tratta solo di cogliere la prospettica di un utilizzo eterodosso dei mezzi di trasporto della municipalità (automezzi o motoscafi), quanto la proiezione quantistica, e non qualitativa, dei numero dei trasporti. Una statistica utile per comparare il peso di frequentazione delle due sedi municipali, e, correlativamente, i relativi costi. Come sintesi semestrale o annuale, peraltro aliunde riscontrabile o ricavabile, può costituire, nell’anno di chiusura della legislatura, una circostanza d’apprezzabile significato”.
Eh già, la proiezione quantistica è più utile della prospettica di un uso eterodosso. Ma è così che ci si rivolge ai cittadini? Perché confondere la “meccanica quantistica” con la “statistica”? E perché ritenere utile la pubblicazione dei costi solo “nell’anno di chiusura della legislatura”? Soltanto, in chiave elettorale? Non era meglio scrivere solo, e più semplicemente: “sì, avete ragione, forse lo faremo, ma solo una volta all’anno”?

Ma veniamo ora alle singole contestazioni e alle risposte ricevute.

Il Direttore Generale ha motivato l'uso del motoscafo perché non vuole che la gente lo fermi per strada...poveretto...

Il Direttore Generale ha motivato l’uso del motoscafo perché non vuole che la gente lo fermi in calle o in vaporetto. Pover’uomo…

Innanzitutto, chiedevamo conto dell’utilizzo del motoscafo di rappresentanza da parte del Direttore Generale, per il tragitto dal proprio domicilio a Ca’ Farsetti come per altri tragitti (ad esempio, per andare in ospedale), ma volevamo sapere pure a che titolo lo stesso Direttore Generale si è servito per i propri spostamenti anche di un natante dei Vigili Urbani.
Bene, la risposta è stata che “l’uso dei mezzi di trasporto, siano essi autovetture o motoscafi, va ricondotto, per Amministratori e Dirigenti, esclusivamente per l’espletamento di esigenze di servizio”.
Ed è quello che diciamo noi! E quindi? Più avanti spiegano (si fa per dire) che “i movimenti del Direttore Generale (…) riproducono la realtà di ogni giornata di lavoro del primo Dirigente dell’Amministrazione, i cui incombenti non si riducono ad una banalizzazione, come si vorrebbe far emergere, di mera gestione della machina comunale, ma vanno ricondotti alla effettività di un impegno che si snoda ben oltre l’arco del consueto orario di servizio, con riferimenti all’intero complesso delle autorità civili, culturali, militari e religiose, che rendono complesso il loro adempimento”.
Insomma il Direttore Generale, Marco Agostini, lavora tutto il giorno, “H24” come si suol dire, forse pure di notte, e incontra autorità “civili, culturali, militari e religiose”, tra le quali c’è qualcuno che si trova all’Ospedale Civile. Si tratta di medici, terapisti o dirigenti Ulss? Non possiamo saperlo, in quanto, spiega ancora il nostro sindaco, le motivazioni di ogni singolo trasporto non sono indicate e ogni supposizione sui motivi degli spostamenti del nostro Primo Dirigente lascia il tempo che trova. Insomma, dobbiamo fidarci e basta.
Certo, se rispondessero a tutte le domande, forse potremmo fidarci ma riguardo all’utilizzo improprio del natante dei Vigili Urbani, non abbiamo ricevuto proprio alcuna risposta. Niente di niente!

Quanto all’uso abbondante, da parte di assessori e consiglieri comunali, del motoscafo di rappresentanza anche per compiere tragitti banali e ben serviti dai mezzi pubblici, abbiamo sottolineato che esiste una norma nazionale (contenuta nell’articolo 4, comma 2, del DPCM 03.08.2011) la quale stabilisce che: “sono utilizzati, in alternativa, i mezzi di trasporto pubblico quando, in relazione al percorso ed alle esigenze di servizio, gli stessi garantiscano risparmi per la pubblica amministrazione”.
Quindi perché, in un’ottica di risparmio e per sperimentare direttamente il disagio dei comuni cittadini, stipati spesso in mezzi sovraffollati, alcuni nostri amministratori non usano i mezzi pubblici?
La risposta è stata che l’”utilizzo del trasporto pubblico in sostituzione a quello privato, non è una “preferenza” che il Legislatore ha riservato a tale eventualità, ma costituisce una alternativa, in quanto possibile, sempre nell’ambito della diligenza del buon padre di famiglia”. Aridaje col “padre di famiglia”! Secondo loro la legge non dà la preferenza all’uso del mezzo pubblico al posto dell’auto o della barca blu. E invece sì, perché se ci sono “risparmi per la pubblica amministrazione” (e ve ne sono perché tutti gli assessori e i consiglieri sono muniti di tessera Imob gratuita), “sono utilizzati, in alternativa, i mezzi di trasporto pubblico”.
Vogliamo ripeterlo: non c’è scritto “sono utilizzabili”, non è una vaga possibilità, ma c’è scritto specificamente “sono utilizzati”. E’ pacifico, cioè, che si devono utilizzare i mezzi pubblici, se comporta un risparmio per l’erario. Non sappiamo certo se il “buon padre di famiglia”, che conosce Orsoni, sia d’accordo nel risparmiare i soldi dei cittadini, ma allora a questo punto non sarebbe meglio rivolgersi a una “madre di famiglia”…si dice sempre che loro sono più attente alla spesa quotidiana…

Chiedevamo poi di sapere con quali motivazioni altri soggetti, che pare non ne abbiano proprio diritto in base alle norme nazionali, hanno usato talvolta i mezzi di rappresentanza. Come Piero Rosa Salva e Vittorio Ravà, amministratori di società partecipate dal Comune, o il famoso “consigliere diplomatico” che Venezia si è presa il lusso di assoldare. O come un parlamentare PD, Andrea Martella, o il consigliere comunale Luigi Giordani.
Bene, secondo il nostro sindaco hanno tutti usato il motoscafo di rappresentanza per “motivi istituzionali”. Pressanti impegni, incombenze urgentissime, eventi che si svolgevano in contemporanea e altre supercazzole.
Era un impegno istituzionale, ad esempio, il ritorno a casa dai Giardini, in occasione della Vernissage della Biennale, del deputato piddino?
Il consigliere Giordani, invece, aveva un impegno a Ca’ Farsetti lo stesso giorno di un congresso del suo partito. Quindi è stato più che doveroso accompagnarlo all’evento di partito visto che si era sacrificato per essere presente anche in Comune, a fare il suo dovere (quello per cui i cittadini lo hanno votato). D’altra parte se non fosse andato al congresso del suo partito, i presenti magari sarebbero stati la metà…
Quanto al consigliere diplomatico, la scusa è proprio paradossale: ha usato la barca blu per risparmiare, altrimenti, se avesse preso il vaporetto, secondo il sindaco, avremmo dovuto rimborsargli il biglietto (nel suo contratto è previsto un rimborso spese fino a 30.000 euro!). A questo punto, verrebbe da pensare che l’utilizzo della barca blu dovrebbe essere esteso a tutti i dipendenti comunali, gran parte dei quali sono sicuramente più utili del “consigliere diplomatico”.
Ma il punto vero è un altro: queste persone hanno diritto ad usare per “motivi istituzionali” il motoscafo di rappresentanza?
Il regolamento comunale elenca con precisione le personalità che possono usare i mezzi di rappresentanza e gli amministratori delle partecipate non hanno alcun diritto di usarli, nemmeno per pressanti impegni o motivi istituzionali, a meno che non siano ospiti di qualcuno che ne ha diritto ma non è accaduto questo nei casi esaminati. Fino a che il regolamento non cambierà sarà così e sarà pure difficile che cambi visto che la norma nazionale vieta l’utilizzo da parte di soggetti non strettamente istituzionali. Esiste un’unica eccezione nel Regolamento comunale ed è per le “personalità nazionali e straniere, e loro accompagnatori”, quando sono “ospiti dell’Amministrazione Comunale”. Ma non ci risulta proprio che i personaggi sopraelencati abbiano cittadinanza straniera, o che siano delle personalità di livello nazionale (a parte forse il “famosissimo” parlamentare Martella!), o perlomeno Orsoni questo non l’ha menzionato.

Uno dei petali più forti della Margherita a Venezia era proprio Piero Rosa Salva (insieme a Massimo Venturini, Laura Fincato, Tiziano Treu)

Uno dei petali più forti della fu Margherita-DL, a Venezia, era Piero Rosa Salva

Secondo il sindaco, Rosa Salva, ad esempio, l’italianissimo presidente di Venezia Marketing Eventi S.p.A. (municipalizzata-carrozzone comunale), e prima ancora di Ve.La. S.p.A., “rientra nel novero dell’utilizzo del motoscafo per rappresentanza”.
Forse è “una personalità” perché è stato l’ultimo segretario comunale della Margherita-DL, prima della nascita del PD?

Chiedevamo anche, tra le altre cose, perché il natante di rappresentanza sia stato usato più volte dal Patriarca, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta in merito. Il Patriarca di Venezia potrebbe effettivamente essere considerato una personalità di rilievo nazionale, se venisse ricevuto come ospite della Amministrazione Comunale. Ma questo, di per sé, non significa mettergli a disposizione un natante in occasione di alcune funzioni o missioni. A riguardo però, l’amministrazione Comunale ha elegantemente glissato. Come a dire, scherza coi fanti, ma lascia stare i santi.

La risposta all’interrogazione offre numerosi altri spunti di riflessione, per chi avrà la pazienza di leggerla. Si tratta, in ogni caso, di un altro significativo esempio della considerazione che hanno molti membri di questa Amministrazione Comunale per i beni pubblici (cioè nostri): privilegi grandi e piccoli di cui sono abituati a usufruire e di cui fanno molta fatica a privarsi. Fino a quando glielo permetteremo? Dipende da noi.

Gruppo di Lavoro BILANCIO E SOCIETA’ PARTECIPATE
MoVimento 5 Stelle Venezia

  2 comments for “Barche blu, quando le scuse non reggono più

  1. roberto buja
    8 Maggio 2014 at 21:12

    I fatti dell’EXPO di Milano con l’arresto di 7(sette)personaggi del bosco clientelare politico amministrativo della Prima e Seconda repubblica,aprono ad una logica conseguenza del fare su tutte le Amministrazioni Pubbliche ,governate ormai da oltre 20 anni dagli stessi personaggi delle Larghe intese ma in ruoli diversi.
    L’ex Sindaco Ugo Bergamo (D.C-UDC),ora riveste la carica di Asssesore alla Mobilità,lavori del Tram,piste ciclabili e altro.
    Il Sindaco Orsoni(D.C)era ai tempi del Sindaco spendaccione filosofo Massimo Cacciari.Assessore al Patrimonio Comunale,Espropri e altro.
    Molti consiglieri comunali provengono dai seggi delle Municipalità.
    I Dirigenti Comunali sono sempre gli stessi.
    I concorsi per gli esterni non si sono mai eseguiti e gli ultimi Dirigenti Comunali hanno partecipato a dei concori interni con la curricula di essere stati per almeno 3- 5 anni Responsabili di Servizio.
    Bisogna ricordare che il Dott.Marco Agostini ai tempi delle giunte Cacciari aveva la Dirigenza di tutti gli ispettori comunali del Casinò,oltre ad essere il Comandante generale del Corpo dei Vigili Urbani..

  2. Alieno
    12 Maggio 2014 at 19:00

    non li reggae piu’!
    Dai ragazzi, mandateli a casa!

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