A CASA SUBITO ORSONI E IL CENTROSINISTRA #liberiamocafarsetti

Il senatore Casson (PD) è preoccupato per la bocciatura del "salva Venezia" o perché ha la garanzia di non riuscire più a candidarsi a Sindaco?

Il senatore Casson (PD) è preoccupato per la bocciatura del “salva Venezia” o perché ha la certezza ormai di non riuscire a candidarsi a Sindaco?

La bocciatura dei due emendamenti “Salva Venezia” al Senato, quello “taroccato” del PD e quello presentato dal M5S, con conseguente applicazione di tutte le sanzioni previste per lo sforamento del Patto di Stabilità, è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un’amministrazione comunale allo sbando totale.
Il deputato DA VILLA ha dichiarato, a tal proposito, che: “anche l’emendamento del M5S, che si proponeva realmente lo scopo di “salvare” lo stipendio dei 3000 circa dipendenti comunali di Venezia, è stato dichiarato “improponibile” ai sensi dell’art. 97 comma 1 del Regolamento del Senato. Il comportamento tenuto dal Presidente Grasso è alquanto dubbio posto che uno dei temi toccati dal Decreto Legge era proprio quello inerente le “disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali”: ne consegue che il nostro emendamento (già dichiarato ammissibile, tecnicamente, dall’ufficio legislativo) poteva ben trovare ospitalità in quella sede.
L’emendamento del senatore Casson, al contrario, non avrebbe sortito lo stesso effetto, per i dipendenti comunali, poiché basato su una semplice interpretazione estensiva delle norme che, in futuro, la Corte dei Conti avrebbe potuto anche rovesciare chiedendo ai lavoratori la restituzione di tutti i soldi indebitamente percepiti“.
Conclude poi il parlamentare, dicendo che: “le accuse che ora il PD locale muove al Parlamento sono peraltro, a dir poco, imbarazzanti. Orsoni, la sua Giunta e i consiglieri comunali di maggioranza dovrebbero chiedere scusa alla città per la loro mala gestione e per quella dei loro predecessori. Dopo le scuse pretendiamo le dimissioni immediate di tutti“.

Aiutiamo quest'uomo a sciogliere il dubbio amletico che lo affligge...

Aiutiamo quest’uomo a sciogliere il dubbio amletico che lo affligge…

Lunedì prossimo, 24 febbraio, sarà discussa in Consiglio Comunale una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Quindi è l’occasione buona per riuscire a mandare finalmente a casa lui, la Giunta e tutta la sua disastrosa maggioranza, degna erede delle cattive amministrazioni di centrosinistra che si sono avvicendate negli ultimi 22 anni.
Noi saremo presenti, pacificamente, sotto il palazzo di Ca’ Farsetti dalle 16:30 per lanciare l’assedio contro questi “curatori fallimentari” che, a mala pena, rappresentano sé stessi e le loro consorterie di partito. E’ gradita, visto il periodo carnevalesco, la presenza di trombette, pentole, padelle, fischietti, nacchere, vuvuzela, ecc.
Non c’è da avere alcuna paura. E’ accaduto pure a Parma e in molti altri comuni: i cattivi amministratori devono essere mandati a casa subito per il bene della città! #vinciamonoi

Ecco alcuni motivi per partecipare e invitare altri amici a fare lo stesso:
1) il già ricordato sforamento del Patto di Stabilità interno per 40 milioni di euro (senza parlare della vendita dell’ex Ospedale al Mare, di fine anno, per altri 50 milioni altrimenti lo sforamento sarebbe stato di ben 90 milioni) con taglio di stipendi per 3000 dipendenti, blocco delle assunzioni e delle consulenze, taglio di gettoni e indennità per i politici, riduzione dei fondi statali, ecc.
2) accumulo di un debito finanziario pazzesco: 881,5 milioni di euro di mutui al 31.12.2012, tra il Comune e le sue società partecipate;
3) il costo iper-lievitato del nostro bel “tram su gomma”: si è passati da 127,5 a 207 milioni di euro (il contributo europeo riguardava solo il 60% della spesa iniziale mentre il resto…indovinate chi lo paga?);
4) svendita di un patrimonio immobiliare, comprendente molti palazzi storici, per 327 milioni di euro solo negli ultimi sei anni;
5) svendita delle azioni di SAVE S.p.A. (la società aeroportuale), per 50 milioni di euro, che ora valgono più del doppio;
6) perdita di almeno 20 milioni di euro nell’operazione di cambio di destinazione d’uso del Fontego dei Tedeschi (da standard pubblico a commerciale);
7) il “buco” del Lido davanti al Palazzo del Cinema e il flop di EstCapital (l’A.d. Mossetto è stato assessore alla Cultura con Cacciari) nella gestione degli hotel Excelsior e De Bains;
8) la promessa di 5.000 alloggi in centro storico (attualmente siamo addirittura a -34 che sono gli appartamenti a cui l’amministrazione ha rinunciato all’ex Caserma Manin);
9) lo staff “politico” del solo Sindaco costa più di 300 mila euro l’anno (compreso un utilissimo consulente diplomatico…sì, avete letto bene);
10) spesa di 1,7 milioni di consulenze esterne nell’ultimo anno (con tremila dipendenti già stipendiati per tacere di quelli delle partecipate);
11) previsione di un parcheggio “d’oro” in Piazza Barche dal costo di 19 milioni di euro (circa 47 mila euro/piazzola);
12) autorizzazione a costruire un bel grattacielo in viale Ancona per avere in cambio 600 mq di nuovi uffici pubblici…peccato che il Comune possieda a meno di 500 metri l’ex Krull di Piazza Barche (1.000 mq di nuovi uffici ristrutturati e completamente vuoti dal 2002);
13) rimpasto di Giunta nel 2013 con conseguente delibera che aumenta (!) di 7 unità le U.o.c. (Unità organizzative complesse) e di un’unità i Dirigenti (se ne sentiva, effettivamente l’esigenza!) con aumento della spesa annuale per il personale di 141.000 euro;
14) 
bocciatura della candidatura cittadina a “Capitale della Cultura 2019”, con sperpero di denaro pubblico e fraintendimento del bando di concorso (!), nonché bocciatura della candidatura per le Olimpiadi del 2020;
15) approvazione del nuovo PAT con 450 ettari di nuove urbanizzazioni su terreni agricoli (alla faccia del “non bisogna consumare il suolo”) compreso il Quadrante Tessera, una nuova cittadella del commercio in mezzo al nulla e sopra terreni ad altro rischio idrogeologico;

Ecco la triste fine di molti negozi di Mestre...tanto agli amministratori interessa agevolare solo la Grande Distribuzione (meglio se a marchio "Coop")

Ecco la triste fine di molti negozi di Mestre, tanto agli amministratori interessa agevolare solo la Grande Distribuzione (meglio con marchio “Coop”)

16) desertificazione del centro di Mestre grazie a una politica della mobilità demenziale e all’apertura continua di nuovi centri commerciali in periferia (raddoppio di Auchan, Iperlando, la “Nave de Vero”, ecc.);
17) modifica delle norme tecniche del PRG per moltiplicare gli hotel in città, oltre alle nuove previsioni del PAT che ammettono 550.000 mq in più di “ricettivo” corrispondenti a circa 8.000 nuove camere d’albergo, anche se il settore è ormai del tutto saturo;
18) becera lottizzazione partitocratica dei posti nei consigli di amministrazione delle società partecipate (della serie: “non ti nomino perché sei bravo ma perché sei fedele e con la tessera giusta in tasca“); vedi i casi di Piero Rosa Salva (ex segretario comunale de La Margherita DL) a VM&E S.p.A. oppure Luca Scalabrin (ex segretario provinciale UDC) ad ACTV S.p.A. o ancora di persone che non hanno le competenze richieste;
19) ritiro dell’Americas’ Cup solo dopo un anno di ospitalità con contenzioso davanti al Tribunale;
20) mantenimento in vita delle sei Istituzioni comunaliinutili e in parte illecite, che il Consiglio comunale, su proposta del M5S, ha chiesto di cancellare;
21) mancata riorganizzazione delle costose, e spesso inutili, società partecipate (INSULA S.p.A., VENIS S.p.A., ecc.);
22) organizzazione di bandi di concorso e per l’affidamento di consulenze con clausole pesantemente “truccate” in modo tale da agevolare chi ha già lavorato presso il Comune;
23) mancata riorganizzazione dell’elefantiaca struttura comunale, con continue assunzioni di precari a cui si promette (!) poi la stabilizzazione, senza pensare che i tempi delle “vacche grasse” sono finiti;

Il bancomat usato "in rosso" dalle diverse amministrazioni sinistre che si sono alternate negli ultimi 22 anni...

Il bancomat usato, fino ad andare “in rosso”, dalle amministrazioni sinistre alternatesi alla guida della città negli ultimi 22 anni…

24) svendita del Casinò di Venezia, la “gallina dalle uova d’oro” strozzata perché usata come un bancomat da questa e, soprattutto, dalle precedenti amministrazioni sinistre. Senza pensare invece, anche qui, ad una riduzione dei costi del personale (non a licenziamenti come farà il privato tra 7 anni) e ad un taglio di dirigenti e manager (l’ottimo direttore generale di CMV S.p.A., Vittorio Ravà, per organizzare ad esempio serate agostane a base di kebab, viene pagato 304.000 euro l’anno, un po’ di più del Presidente degli U.S. Obama);
25) lavori pubblici in stile “fa e desfa per buttare via più soldi e pare, come racconta la cronaca locale, con affidamenti “per somma urgenza” al fine di affidarli sempre ad un ristretto cerchio d’imprese…

MoVimento 5 Stelle Venezia

Rassegna stampa:
Salva Venezia bocciato, la guerra dei lavoratori (servizio di Antenna 3, 21.02.2014)
Affondato il Salva-Venezia (La Nuova di Venezia, 21.02.2014)
Zanetti e M5S all’attacco, Sindaco al capolinea (Il Gazzettino, 21.02.2014)
Salva Venezia affossato in Senato, arrivano i tagli (Corriere del Veneto, 21.02.2014)
Sindaco e Giunta ora devono dimettersi (La Nuova di Venezia, 22.02.2014)

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  3 comments for “A CASA SUBITO ORSONI E IL CENTROSINISTRA #liberiamocafarsetti

  1. roberto buja
    22 Febbraio 2014 at 19:19

    Troppi amici e amiche da accontentare per una poltroncina al sole di Venezia….
    Gli Enti controllati dal Comune di Venezia sono molteplici,e si possono verificare nel sito del Comune.
    1)Ci sono gli Enti Pubblici Vigilati:-I.P.A.B.-(Istituti pubblici di Assistenza e Beneficenza)e sono sei.
    2)Ci sono le Istituzioni (Svolgimento dei Servizi)sono sei.
    3)Ci sono le Società partecipate,circa 25.
    4)Ci sono gli Enti di Diritto privato controllati(Fondazioni Varie),sono dieci.

    Questo bailame di partecipazione e controllo oltre ad una Dirigenza,ha bisogno di impiegati e quadri con ovvia spesa per la cassa Pubblica Comunale.

    Venti ,trenta,quarata,cinquanta anni fà, tutta questa falsa democrazia nel gestire la cosa pubblica non c’era,e si viveva meglio.
    Un esempio classico è la gestione delle strade e dei parchi pubblici.
    Una volta c’era lo stradino comunale,che manutentava su chiamata ,la buca,il verde,la lampadina.
    Adesso si appalta la strada ,la luce ,il verde, l’acqua,con costi doppi e tripli rispetto al passato…
    Bisogna riportare il tutto sotto il Controllo del Consiglio Comunale.
    .

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