Venezia, i rifiuti, e le  deiezioni canine a impatto variabile: “Small”, “Medium”, “Large”

Ha ragione il Sindaco Orsoni, nel suo tweet, quando dice che le deiezioni canine a Venezia sono una piaga da estirpare con ferrei controlli e sanzioni.

Nell’attesa (sempre meno paziente, perché Venezia è una città di anziani e di turisti), si rileva che il rapporto dei proprietari di cani con la buona educazione e le regole di civile convivenza è di 3 taglie: “large“, chi raccoglie e smaltisce appena possibile in un cestino o a casa propria le deiezioni dell’animale; “small“, chi se ne infischia e le lascia per terra, incurante dell’igiene e del decoro, minacciando l’incolumità di chi ci può scivolare e rimettere la salute, e “medium“, il comportamento che si sta diffondendo a macchia d’olio di chi le raccoglie, le impacchetta, ma lascia a terra l’involucro variamente colorato, che infastidisce e incuriosisce contemporaneamente.

Un segnale comportamentale? Può essere. Maleducato, ma non maleducatissimo.
Forse tanti veneziani ne hanno abbastanza di essere attenti e rigorosi, e di vivere comunque fra i rifiuti, accumulati intorno a cestini e cestoni insufficienti, o diffusamente abbandonati e dilaniati da gabbiani, ratti, colombi.
L’amministrazione non ha adeguato nel tempo l’offerta di servizi di asporto alle esigenze dei residenti, dei 30 milioni di turisti che transitano annualmente nella città storica nonché delle migliaia di lavoratori pendolari.
Il costo, che ricade totalmente sui cittadini per lo smaltimento dei rifiuti, è un’enormità che offende.

L’assessore, girando a Veritas l’interrogazione urgente a firma del nostro consigliere comunale, non ha risposto alla nostra legittima richiesta di utilizzare parte dell’imposta di soggiorno per questa finalità di interesse collettivo.

Da uno studio dell’Arpav, redatto nel giugno 2013, risulta che il costo medio pro capite per il servizio di gestione dei rifiuti urbani in Veneto si attesta intorno a 130 euro per abitante all’anno. Tale dato viene calcolato includendo sia i capoluoghi di provincia che i comuni turistici i quali, per le caratteristiche del servizio fornito, tendono ad incrementare il costo del 30% circa. Ebbene, il costo pro capite nella provincia di Venezia supera i 200 euro pro capite, e questo valore è influenzato soprattutto dal notevole flusso turistico nel capoluogo e nelle località litoranee.

Questo eccesso di spesa comincia a pesare sull’ormai fragile bilancio familiare, e i dati non rassicurano in quanto la percentuale di raccolta differenziata programmata, per conformarsi alle disposizioni del legislatore, non è stata ancora raggiunta.
Venezia (centro storico) infatti, sotto quota con una media del 30% circa, produce troppa spazzatura indifferenziata per motivi legati alla forte presenza turistica. E questo malgrado la produzione totale di rifiuti sia diminuita del 4% per effetto della crisi economica.
Anche il “Report sulla qualità del servizio di igiene urbana 2013 evidenzia che a Venezia il dato di rifiuti prodotti annualmente per abitante è tra i più elevati proprio in ragione dei forti flussi di visitatori e che il servizio di Veritas, complessivamente positivo per qualità, risulta molto carente nella frequenza della raccolta.

cestinoFull

Prendiamo atto però che, nella Risposta firmata dall’assessore Bettin, si condivide una certa volontà di sperimentare nuove tecniche che in altre città, “capitali” del turismo mondiale come Londra, hanno dato buoni risultati.
Altre città, aggiungiamo noi, stanno sperimentando la raccolta e la registrazione, su una banca dati, del DNA canino allo scopo di far rispettare al meglio la legge, così da poter risalire al proprietario dell’animale, in caso di necessità.
Quel che ci rimane ancora da capire è come l’amministrazione comunale si stia attivando per affrontare, per l’anno in corso e per quelli a venire, la gestione delle deiezioni canine e soprattutto dei rifiuti, in previsione anche dell’adeguamento al Piano regionale che prevede il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata nel 2020.
Ad oggi, nessuna utile novità. Ma la città continua a fare il pienone di eventi e di turisti, a cominciare dal Carnevale appena iniziato e che, molto probabilmente, riserverà ai suoi residenti ancora tonnellate di spazzatura da sostenere economicamente ed escrementi di cane da evitare accuratamente!

Gruppo di Lavoro Turismo e Commercio
Movimento 5 Stelle Venezia

Be Sociable, Share!

  2 comments for “Venezia, i rifiuti, e le  deiezioni canine a impatto variabile: “Small”, “Medium”, “Large”

  1. jury
    26 Febbraio 2014 at 10:26

    effettivamente l’aumento dei turisti porta anche più rifiuti, tuttavia le deiezioni canine rimangono a terra per diversi giorni. Si ha l’impressione che nessuno abbia il compito di tenere pulite le strade.

  2. Dadoski Pashoski
    26 Febbraio 2014 at 12:56

    Grazie! Finalmente!
    Riportai la questione anche all’Assessore ai lavori pubblici, che mi disse che i cestini non li mettono perché la gente ci butta le spazzature. Ma ci rendiamo conto?!
    Io il sacchetto del cane me lo trasporto per mezzo chilometro prima di trovare un cestino, solitamente. Ma capisco chi lo getta a terra. Per un breve periodo, per protesta, attaccai cartelli ironici tipo “Cestini, questi sconosciuti” e contemporaneamente gettavo in centro strada (non sul bordo) per protesta i sacchettini del cane.
    Sparivano, perché in mezzo alla strada non devono esserci, evidentemente, secondo veritas (ma a bordo strada si), ma dei cestini nemmeno l’ombra. E notate che io abito in zona giardini-sant’elena, l’unica zona parco di Venezia. Trattato in questo modo osceno.
    No ai cestini, però si alle potature INUTILI ogni anno, nel periodo tra l’altro sbagliato (quando i rami hanno già le gemme). Questa è la logica di gestione di un’area verde. Ovviamente ci saranno gli interessi sotto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.