Manifestazione per “SCUOLE PULITE”: M5S presente e attivo sul problema!

Striscioni appesi al Ponte degli Scalzi, i manifestanti intonavano intanto un bel "ministro Carrozza no alla scuola sozza"

Striscioni appesi al Ponte degli Scalzi, i manifestanti intonavano intanto un bel “ministro Carrozza no alla scuola sozza”

Il MoVimento 5 Stelle ha partecipato, convintamente, alla manifestazione svoltasi sabato mattina a Venezia per il problema della mancata pulizia e sorveglianza in molti istituti scolastici della Provincia di Venezia.
Erano presenti attivisti, consiglieri, assessori, sindaci e parlamentari pentastellati proprio per esprimere che l’attenzione al tema coinvolge tutti i livelli di governo in cui siamo presenti e non verrà meno fino a quando non avremo riottenuto scuole nelle quali non ci si vergogni di mandare il proprio figlio…
Spiccava, in mezzo ai vari Sindaci con fascia tricolore, l’assenza del Sindaco “padrone di casa” ovvero l’Avvocato Orsoni il quale frequenta sicuramente altri luoghi (Patriarcato, Rotary Club, Circolo Velico, l’Ateneo Veneto) ma non trova mezz’oretta per solidarizzare con i genitori inviperiti di mandare i propri figli in scuole sporche e prive dell’adeguata sorveglianza.

Anche i gondolieri hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione...
Anche i gondolieri hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione…

A parte questo la manifestazione è stata molto bella, colorata, pacifica ed originale grazie all’incredibile impegno di genitori, bambini e insegnanti.
Noi, dal canto nostro, abbiamo cercato di pubblicizzare il bell’appuntamento e poi di fare informazione su quanto accaduto finora e su quel che è stato proposto dai nostri cittadini-portavoce in Parlamento.
Abbiamo distribuito quindi un volantino col seguente testo:

 

SCELTE DEMENZIALI!
Perseguire risparmi tagliando i SERVIZI ESSENZIALI
Da  settimane alunni, famiglie e insegnanti cercano invano risposte allo stato di sporcizia e degrado degli edifici scolastici. La situazione è precipitata: 3 scuole sono state chiuse in provincia di Venezia, 70 si sono rivelate ai limiti della decenza, 151 restano sotto osservazione in tutto il Veneto. Il personale impiegato nelle pulizie ha denunciato un taglio del 34% delle ore di lavoro, riduzione di stipendio, impossibilità a garantire la necessaria qualità del servizio.

RESPONSABILITÀ NAZIONALI: SEMPRE MENO SOLDI E SPESI MALE

Letta (pur dimissionario) e il suo governo sono i veri responsabili della vicenda "scuole sporche"

Letta (pur dimissionario) e il suo governo sono i veri responsabili della vicenda “scuole sporche”

Questa situazione è l’effetto nefasto delle politiche avviate nel 2008 da Forza Italia e Lega (“riforma Gelmini”), confermate dai governi “tecnici” e delle “larghe intese” (PD, PdL e Scelta Civica): si è arrivati a tagliare più del 50% dei fondi destinati alla pulizia delle scuole. I 600 milioni del 2011 (dopo tagli del personale ATA del 17% nel primo triennio), infatti, si sono infatti ridotti a poco più di 400 nel 2013.
Il recente decreto “del Fare” ha dato un ulteriore colpo di accetta: per il 2015 la spending review prevede una decurtazione infatti dei fondi fino a giungere a 280 milioni l’anno.
Il servizio è stato nel frattempo affidato, mediante appalto nazionale Consip, a grandi imprese di servizi, senza considerare l’autonomia scolastica (tanto strombazzata) e dunque gli specifici bisogni di ogni scuola. Il lotto riguardante Veneto e Friuli V.G. è stato vinto da Manutencoop.
Il ministro dell’Istruzione Carrozza è stata a guardare il collasso del sistema, coprendo di fatto il patetico scaricabarile di responsabilità e dimostrando che, comunque, non vi è alcuna volontà, da parte del Governo, di ripristinare in modo adeguato i finanziamenti per le pulizie.
Di fronte al palpabile fallimento di questo politica ci si chiede: perché dorme l’ANCI, (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), considerando che la Legge n. 23/1996  affida agli Enti locali, insieme allo Stato, gli interventi riguardanti costruzione, manutenzione e regolare funzionamento delle scuole?

RESPONSABILITÀ LOCALI: “CANE NON MANGIA CANE”
Di fronte a un’emergenza che è lontana dall’essere risolta, i dirigenti ministeriali stanno minimizzando i fatti contro ogni evidenza. A loro volta i dirigenti scolastici regionali si sono dimostrati del tutto impreparati a gestire la questione, a partire dalla dichiarazione di non avere dati certi sui bisogni delle scuole: oggi parlano di “piani di azione”, mentre l’incontro tra la domanda e l’offerta (sotto questo aspetto il bando Consip è precisissimo) doveva essere scientificamente, contrattualmente, definito, entro fine 2013, attraverso dettagliati “Ordinativi di fornitura” che garantissero non generiche “ore lavorate” ma certezza di risultato (ovvero, scuole pulite).
Tali “Ordinativi di fornitura”, richiesti con urgenza dal consigliere comunale del M5S, Gianluigi Placella, il 21 gennaio all’assessora Agostini, in vista della Commissione del 23, a tutt’oggi restano misteriosi e indecifrabili, tanto che si sta rafforzando il sospetto che siano stati elaborati in modo approssimativo o addirittura, per certe scuole, che manchino.
Infine, la palese inadeguatezza organizzativa dimostrata da Manutencoop non ha ancora indotto il Ministero a verificare se vi siano i presupposti giuridici per ridiscutere l’assegnazione del servizio stesso o, in subordine, almeno per avviare le verifiche ispettive e il pagamento delle penali previste nel contratto (è toccato ai genitori rivolgersi all’avvocato!).
In questa confusa situazione chiediamo al Prefetto che le ispezioni della task force da Lui istituita avvengano, oltre che alla presenza dei dirigenti scolastici, anche dei rappresentanti dei genitori. Vogliamo suggerire ai genitori di promuovere la creazione di “Comitati di controllo dell’igiene e della pulizia”, analogamente ai “Comitati Mensa”, organi partecipativi utili per verificare giorno dopo giorno il reale stato di pulizia delle scuole.
Infine, al di là dei numerosi annunci, cosa aspettano il Sindaco Orsoni e l’assessora Agostini a spiegarci lquali sono i risultati dell’annunciata “discesa a Roma” per manifestare con forza contro il disastro in corso? L’assessora si dice “soddisfatta” e “fiduciosa”: beata lei. E’ disposta, a un mese dallo sconcertante emergere del problema, a richiedere le dimissioni di chi – ministro, sottosegretario o burocrate – non ha garantito nei fatti la qualità della Scuola pubblica?

I PARLAMENTARI M5S: TORNIAMO A RIASSUMERE STABILMENTE GLI AUSILIARI
Con gli emendamenti proposti al “Decreto Istruzione”, e con una recente interrogazione al Ministro Carrozza, i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno proposto, in alternativa al sistema dell’appalto esterno, che si provveda al servizio di pulizia ordinario attraverso l’assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale ausiliario (bidelli).
I conti sono presto fatti: l’appalto esterno dei servizi costerà ai contribuenti, per l’anno in corso, 390 milioni ottenendo per giunta un risultato scadente e standardizzato; 280 milioni, invece, è il costo dell’assunzione diretta di 11.851 collaboratori supplenti (lo stipendio lordo, compresa l’indennità di vacanza contrattuale, è pari ad euro 23.581), ed essi garantirebbero senz’altro un servizio migliore, adattato alle differenti e variabili esigenze di ogni singolo plesso. Un risparmio di ben 110 milioni!
Il M5S ha infine indicato che le procedure di assunzione prevedano titoli di merito preferenziali per l’attuale personale occupato nelle ditte esterne, oggi assunto con contratti frammentati a dir poco umilianti.
In tal modo si sarebbero potuti perseguire gli obiettivi di risparmio, qualità del servizio e diritti dei lavoratori ma PD, PdL e Scelta Civica hanno bocciato tutto. Evidentemente, si preferisce garantire appalti generosi a imprese che poi sborsano somme di denaro notevoli per finanziare campagne elettorali di parlamentari e sindaci. E’ infatti certificato che: “La grande coop “Manutencoop”, quindicimila dipendenti e ricavi per un miliardo e 100 milioni di euro, vicina al PD (ha finanziato l’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il senatore Nicola Latorre: 350 mila euro al Partito democratico dal 2004 a oggi), ha ridotto l’orario dei suoi lavoratori del 70 per cento. Questo dopo che le successive spending review hanno falcidiato i nuovi budget pubblici…” (Corrado Zunino su LaRepubblica.it, 22 gennaio 2014).
Ecco, dunque, quali sono gli interessi che spingono a servirsi di un’unica centrale di committenza nazionale (la Consip) per aggiudicare servizi e forniture cui le pubbliche amministrazioni locali non possono sottrarsi. Non si costruisce in questo modo, di fatto, un regime di oligopolio? Non si favoriscono anche, possibili sciagurati “cartelli” in cui pochi operatori si spartiscono il mercato?

Gruppo di Lavoro SCUOLA E CULTURA
MoVimento 5 Stelle Venezia

 

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