“Energia: un patrimonio di noi tutti” – incontro pubblico a Marghera, lun. 21 gen. ore 20.30

Locandina evento

Locandina evento

In relazione all’adozione del Piano Energetico Regionale, il M5S promuove un incontro pubblico per la  consultazione e partecipazione del Piano al fine di:

(a) porre all’attenzione dei cittadini l’importanza di adeguate politiche energetiche regionali;

(b)  esplicitare quelli che sono ritenuti punti critici suscettibili di osservazioni e proposte sottese ad una visione alternativa a quella presentata dalla Regione Veneto;

(c) raccogliere indicazioni e suggerimenti dai partecipanti all’incontro e dai cittadini.

L’incontro si svolgerà lunedì 20 gennaio, presso la Sala consiliare della Municipalità di Marghera, in Piazza Mercato, a partire dalle ore 20.30. 
Qui c’è un breve video di 7 minuti, di introduzione al tema predisposto con l’accurata regia di Massimo Marco Rossi di Multimedia Records. Apriranno l’incontro i seguenti relatori:

–  Mirco Rossi, scrittore, divulgatore ed esperto di energia, membro di ASPO Italia (Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio);

– Gianni Tamino, biologo, esperto di questioni ambientali, già professore dell’Università di Padova, con un passato di politico attivo su questioni energetiche ed ambientali;
Luca Fattambrini, architetto, di Zero Energy.

Partecipano alla discussione alcune associazioni territoriali attive su questi temi: Medicina DemocraticaItalia Nostra, l’Assemblea Permanente contro il Pericolo Chimico, l’Ecoistituto del Veneto ed alcuni comitati.
N.B: l’incontro è in “tandem” con un evento parallelo che ha avuto luogo sabato a Schio, Palazzo Toaldi Capra, ad evidenziare la necessità di un coinvolgimento dei cittadini nei diversi territori al fine di raccoglierne le specifiche istanze.

Ricordiamo in questa sede il significato delle Cinque Stelle che sono la bandiera del Movimento: AcquaEnergiaSviluppoAmbiente e Trasporti. Tutti aspetti collegati ad una visione di un modello di sviluppo in armonia con l’ambiente e le sue caratteristiche da tutelare. Aspetti, direttamente o indirettamente, collegati ad quella che si vorrebbe essere una corretta programmazione regionale dell’energia, della sua gestione e del suo uso.

Trasporto di carbone triturato

Trasporto di carbone triturato

Ciò vale in particolare per il Veneto, che più di altre regioni subisce l’impatto sanitario ed ambientale a causa di un utilizzo disordinato ed eccessivo di processi energetici basati sulla combustione. Combustione di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas; di rifiuti; di biomasse provenienti anche da fuori regione e, naturalmente, di benzine e gasoli per i trasporti.
Segnaliamo alcuni dei punti che verranno affrontati nell’incontro e che rappresentano la critica al Piano (e conseguentemente una visione alternativa e di proposta):

  1. lo spreco “nascosto” di energia contenuta nelle risorse materiali, poco rappresentato nel Piano in logica di “ciclo di vita” dei prodotti e dei materiali, e che fa sì che processi di trasformazione degradino irrimediabilmente la materia mescolandola entropicamente e disperdendola in forma di (dannosi) inquinanti volatili;
  2. la carenza di riferimenti, nel Piano, ai modelli avanzati di sviluppo che fanno leva su reti energetiche distribuite, piccole generazioni e smart gridspreferendo implicitamente i modelli altamente accentrati che hanno creato e creano i maggiori problemi nel nostro territorio;
  3. la necessità di sostenere la “grande corsa” delle energie rinnovabili (certamente ben rappresentate nel Piano) con strategie mirate all’accumulo di energia (di cui si fa cenno molto poco) che vadano oltre il pompaggio di acque nei bacini o i sistemi massivi di Terna. Ad esempio: batterie con tecnologie avanzate, idrogeno come vettore di accumulo, etc;
  4. l’esigenza di fare leva sistematicamente sia sul risparmio energetico (negli edifici in particolare) sia sul recupero del calore (azione, questa, possibile con efficacia solo dove gli impianti di generazione siano di dimensione contenuta), più di quanto venga indicato nel Piano;
  5. l’esigenza di identificare una – necessaria!!! – exit strategy per ridurre con efficacia le polveri sottili, individuandone i principali fattori responsabili (in particolare: centrali elettriche a carbone, olii pesanti nella portualità e nelle vecchie centrali elettriche, vecchi motori diesel, inceneritori, cementifici, impianti di produzione di energia elettrica o calore a biomassa) e stabilendo degli interventi netti e soprattutto rapidi, stante l’elevato costo in termini di patologie asmatiche e respiratorie e l’incidenza negativa sulla lunghezza della vita dei cittadini veneti;
  6. la necessità di supplire al più presto alla mancanza di dati epidemiologici aggiornati sull’effetto complessivo degli inquinanti presenti in veneto nell’aria (pm10/2,5 ed Nox in particolare: vi sono solo stime relative agli impatti noti per le concentrazioni esistenti ed alcune indagini mirate);
  7. come ultimo, un aspetto che compete alla partecipazione e condivisione dei cittadini alle scelte regionali. Qual è la logica di un Piano adottato con ben otto anni di ritardo a meno di due annidalla scadenza elettorale (quindi più che un piano, viene il dubbio che si tratti di un banale manifesto elettorale). E quale la logica di un complessivo di circa mille pagine (tra piano, VAS ed altri documenti) dense di tecnica, predisposte da (pur autorevoli) soggetti esterni all’Amministrazione Regionale, se non quello di celare dietro una correttezza scientifica di facciata una certa carenza sul piano decisionale (a cosa serve un Piano se non a questo?), non mettere in discussione l’attuale modello energetico basato su grandi impianti a combustibile fossile – e grandi opere in generale –, e declinare le energie rinnovabili solo in una ristretta logica di incentivo al business e non quale motore di vero cambiamento? 

Gruppo di Lavoro Ambiente Energia e Rifiuti
Movimento 5 Stelle Venezia

Rassegna stampa:
Seimila raccomandate alla Regione (servizio di Antenna 3, 21.01.2014)
Osservazioni al Piano Cave ed a quello Energetico per il Veneto (servizio di Rai 3, 21.01.2014) 

 

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  1 comment for ““Energia: un patrimonio di noi tutti” – incontro pubblico a Marghera, lun. 21 gen. ore 20.30

  1. Giulio Bornacin
    26 gennaio 2014 at 11:50

    La politica energetica è una delle questioni più complesse da affrontare.
    Come e quanta energia produrre è strettamente connesso a quale sviluppo industriale auspichiamo, a come vivere, su quali trasporti puntare ma, cosa ancora più importante, a quale futuro pensiamo.

    Per tutti questi motivi penso che la questione energetica e la relativa politica non possano essere affrontati come un problema già risolto. Una questione con certezze tecniche e scientifiche definite e quindi chiusa.

    Penso serva ancora molta discussione ed un confronto aperto, senza pregiudizi e non ideologico. Penso serva studiare ancora molto poichè molte questioni tuttora aperte potrebbero influenzare in modo significativo le proposte e le strategie su questi temi. In concreto mi riferisco ai valori di soglia degli inquinanti e delle radiazioni ed alla questione del riscaldamento globale.

    Personalmente penso che la disponibilità di energia si un fatto positivo e che determini miglioramenti alle condizioni generali di vita.
    Molta energia possibilmente a basso prezzo, se “gestita correttamente” potrebbe liberare l’uomo da lavori pesanti e rischiosi, offrire opportunità di mobilità e di libertà più ampie, accedere e sviluppare il mondo digitale , sviluppare nuove tecnologie ed incrementare la conoscenza.
    Qui apro una parentesi, quando si evidenziano i problemi legati all’inquinamento, all’industrializzazione ecc. i dati andrebbero letti sempre in un ottica di valutazione serena del rapporto costi benefici.

    Cito senza innondare di dati che potrebbero essere contestati da altri dati ( problema essenziale la verifica delle fonti dei dati – oggi chiunque può elaborare proposte in un senso od in quello opposto supportandole con dati che il cittadino medio non può verificare) alcune questioni da non sottovalutare:
    L’età media delle persone continua ad aumentare notevolmente. Nonostente molti dicano che il progresso e la tecnologia stanno distruggendo il mondo, l’età media aumenta. Di molto. Alcuni scienziati, ottimisticamente, ipotizzano che la nostra sia l’ultima generazione che morirà di vecchiaia. Non credo sia così però si tratta soltanto di qualche generazione in più.
    Altro aspetto importante è che il tenore di vita nel mondo stia crescendo rapidamente. Intendo il tenore medio.
    India, la solita Cina, ma soprattutto l’Africa iniziano a vivere meglio.

    La popolazione mondiale continuerà a crescere. 9 miliardi nel 2020? molti dicono di si. Ma non si tratta solo di 2 miliardi in più rispetto ad oggi, si tratta, spero, di 9 miliardi che vivranno molto meglio di come vovono in media oggi.

    Quindi molta energia. Molti alimenti. Molti manufatti. Molto di tutto, più di oggi.

    Si può fermare questa tendenza? No. Sarebbe inumano. Sacrificherebbe miliardi di persone ad una vita peggiore di quella possibile.

    Solo la conoscenza, l’etica, la scienza e la tecnologia possono dare opportunità decenti a questi miliardi di persone che ne hanno il sacrosanto diritto.

    E’ proprio su questo punto che dissento dalla “strategia” del vostro movimento. Che rispetto e stimo, ma che ritengo inadeguato sul piano strategico. Inadeguato a fornire un futuro migliore a noi italiani, agli europei ed a tutti i cittadini del mondo.

    Scusate la premessa, che tocca punti che andrebbero sviluppati uno ad uno ma il quadro generale è importante.

    Risparmio energetico e razionalizzazione. Ottimo, non credo servano altre parole.
    Industria pesante ed energivora. Penso che l’economia di un paese non possa essere completamente priva di industria di base (siderurgia, chimica di base e petrolchimica, metalmeccanica ecc.) e che sarebbe cinico pensare che queste produzioni vadano spostate da altre parti.
    La grande industria richiede molta energia a basso prezzo. Uno dei problemi della nostra deindustrializzazione è l’alto costo del lavoro (non degli stipendi !), l’altissimo costo dell’energia (non ho avuto tempo di verificare bene ma mi pare sia il più alto del mondo !!!!!) e la giungla amministrativa e le scarse infrastrutture.
    Il risparmio energetico e le fonti rinnovabili sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico? Purtroppo no. Se non ci sarà sviluppo, saremo bravi se ci assesteremo attorno ad un 25/30 % di energia prodatta da rinnovabili.
    Ed il resto? Supponiamo inoltre che la mobilità si trasformi in mobilità elettrica cio determinerà all’incirca il raddoppio del fabbisogno elettrico attuale? Che fare?

    Pongo solo il problema. Non pongo soluzioni, Ma vorri che si riflettesse su queste cose.

    Idrogeno.
    Non credo alla mobilità elettrica tradizionale. Le pile costano troppo, sono inquinanti ed il litio è poco e concentato in Cina. Il tempo di ricarica è lungo, anzi lunghissimo, le ricariche con efficienze decenti sono meno di un migliaio poi l’efficienza crolla rapidamente, nei paesi freddi ed in inverno il riscaldamento del veicolo è a crico delle batterie rendendo la percorrenza ridicola ecc. Per il trasporto su gomma di merci questi problemi diventano insormontabili.
    Inoltre l’energia per ricaricare le batterie va prodotta da centrali che hanno rendimenti termodinamici inferiori a quelli degli attuali motori a benzina o diesel e l’energia va trasportata su reti che perdono oltre il 30% della potenza trasportata ecc. Bilancio netto negativo con il risultato da valutare di spostare l’inquinamento da un area ad un altra.
    Forse l’idrogeno è una soluzione migliore. Può sfruttare la discontinuità delle fonti alternative e venir accumulato in forma più semplice dell’energia elettrica. Ma in particolare risolve i problemi dei tempi di rifornimento, di percorrenze, dell’uso nei paesi freddi ecc.

    Invece del tram, tecnologia obsoleta, era meglio puntare su una mobiltà pubblica basata sull’idrogeno.

    Mi fermo poichè le questioni sono davvero molte e complesse e richiederebbero troppo tempo.
    Buona discussione
    Giulio Bornacin

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