Transito delle grandi navi da crociera nella laguna di Venezia

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Con riferimento a quanto deciso a Roma nel recente incontro sulle grandi navi da crociera nella laguna di Venezia, il MoVimento 5 Stelle di Venezia richiama, innanzitutto, quanto scritto nelle tre interrogazioni parlamentari presentate dal nostro cittadino-portavoce, alla Camera dei Deputati, Marco DA VILLA. Si rileva positivamente che alcune richieste e riflessioni sono state, pur parzialmente, accolte nella valutazione governativa.

In relazione a quanto deciso si sottolinea in particolare che:

  1. è positivo il fatto che l’Autorità Portuale di Venezia (unica rimasta in Italia!) proceda, pur con ritardo ventennale, all’attuazione della Legge 28 gennaio 1994 n. 84 “Riordino della legislazione in materia portuale” che prescrive, all’art. 5, una generale pianificazione, d’intesa con i Comuni interessati, per la stesura di PRP (Piano Regolatore Portuale) e della relativa VIA, visto che il precedente strumento risale al 1907 (aspetto che avevamo sollevato puntualmente);

  2. il Governo, anziché applicare il decreto Interministeriale Clini-Passera, e quindi interdire il transito di navi al di sopra delle 40.000 t.s.e. (tonnellate stazza equivalente) nel canale della Giudecca, prospetta un “Clini-Passera rinforzato” visto che sposta l’asticella del divieto all’insù (da 40 mila a 96 mila tonnellate). Questo, rispetto alla situazione attuale (navi da 130 mila t.s.e.), è certo un passo nella direzione corretta ma deve accompagnarsi ad una progressiva e, nel tempo, graduale riduzione del traffico in laguna oltre le 40 mila tonnellate fino alla sua completa estromissione, analogamente a quanto il Governo ha deciso per il traffico merci che sarà trasferito fuori laguna nel porto d’altura. Quindi, la riduzione del 20% di passaggi nel 2014 (rispetto al dato del 2012) deve essere il primo step di un cronoprogramma ben preciso. Non si può certo attendere un altro incidente (in laguna o altrove), con la conseguente attenzione mediatica mondiale, per assumere le ulteriori decisioni opportune;

  1. l’individuazione di una soluzione alternativa, preferibile alle altre, come l’escavo del Canale Contorta-Sant’Angelo, non è assolutamente accettabile, allo stato attuale. Maxi opere, come quella considerata, appaiono in netto contrasto con varie disposizioni e la ratio complessiva della legislazione speciale per Venezia. Basti citare, tra gli altri, l’art. 1 co. 2 legge 16 aprile 1973 n° 171 “Interventi per la salvaguardia di Venezia” che recita solennemente: “la Repubblica garantisce la salvaguardia dell’ambiente paesistico, storico, archeologico, artistico della città di Venezia e della sua laguna, ne tutela l’equilibrio idraulico, ne preserva l’ambiente dall’inquinamento atmosferico e delle acque e ne assicura la vitalità socio-economica…”. Occorre, come sottolineato dal nostro parlamentare, che sia svolta correttamente la procedura di VIA (valutazione d’impatto ambientale) respingendo pressioni esterne e, anzi, interessando professionalità nazionali e internazionali nel mondo dell’idraulica e della tutela ambientale. L’esperienza del canale dei Petroli, inaugurato l’8 aprile 1970, dovrebbe aver insegnato qualcosa ai novelli “scavatori” Costa, Zaia e Orsoni. La modifica dei fondali lagunari, in termini soprattutto di erosione, le modifiche nelle correnti di marea e la scomparsa di barene e velme non è una leggenda metropolitana (nel 1600 le barene erano stimabili in 255 Kmq, oggi sono rimasti appena 47 Kmq). Sempre sullo scavo di canali (e relative arginature in pietra) non bisogna dimenticare le tre caratteristiche che le nuove opere “volte al riequilibrio idrogeologico della laguna, all’arresto e all’inversione del processo di degrado del bacino lagunare e all’eliminazione delle cause che lo hanno provocato, all’attenuazione dei livelli di marea in laguna…” debbono possedere ovvero: sperimentalità, reversibilità e gradualità (voto del Consiglio Superiore dei LL.PP. n. 201/1982); grandinavi-460x344

  1. tra le opzioni alternative, pur non ricordate dal Governo, vanno prese in seria considerazione sia le ipotesi di costruzione di una piattaforma “leggera”, fuori dalla bocca di porto del Lido con trasporto acqueo di passeggeri e merci, sia lo spostamento delle navi più grandi nei porti vicini e ben collegati a Venezia con la ferrovia (non si nega il diritto di visita alla città, naturalmente) come, del resto, accade a Roma (le crociere fermano a Civitavecchia) e Firenze (le crociere arrivano a Livorno);

  2. il MoVimento 5 Stelle immagina e auspica il mantenimento delle funzioni portuali alla Marittima, visti gli ingenti investimenti fatti, a servizio delle navi da crociera più piccole e di tutta la nautica da diporto che, attualmente, staziona impropriamente lungo le Rive degli Schiavoni e dei Sette Martiri. Si tratterebbe di un turismo meno impattante, nei numeri, ma forse più redditizio per l’economia cittadina;

  3. il MoVimento 5 Stelle è preoccupato non solo per la tutela dell’ecosistema lagunare ma anche per i tanti lavoratori portuali e per i cittadini del centro storico che stanno inesorabilmente diminuendo (scesi da poco sotto le 57 mila unità). Si solleciterà dunque il Governo ad adottare un vero e proprio “Piano Marshall per Venezia” per assicurare l’obbiettivo della “vitalità socio-economica” della città, di cui parlano le leggi speciali già emanate. Quindi: rifinanziamento della Legge Speciale per restaurare l’immenso patrimonio storico-artistico-architettonico, per fare la manutenzione ordinaria dei canali, per riportare abitanti in città con operazioni di social housing, per far ripartire in città una imprenditorialità “normale”;

  4. occorre infine soddisfare l’obiettivo, altrettanto importante, della tutela degli abitanti dall’inquinamento atmosferico. Ne consegue che, come sottolineato da più parti, il Governo e gli enti locali dovranno collocare le centraline di rilevamento fumi e PM10 alla Marittima nonché approntare il sistema del cold-ironing lungo le banchine.

Gruppi Movimento 5 stelle di Venezia e Cavallino

Interrogazione parlamentare del 11.06.2013 su transito Grandi Navi nel canale della Giudecca e redazione del PRP
Interrogazione parlamentare del 10.07.2013 su transito Grandi Navi in laguna con alternative e rispetto della normativa ambientale (VIA, VAS, VINCA)
Interrogazione parlamentare del 30.09.2013 su transito Grandi Navi, riequilibrio morfologico della laguna e pubblicazione progetti

  2 comments for “Transito delle grandi navi da crociera nella laguna di Venezia

  1. massimiliano
    9 Novembre 2013 at 12:05

    Sono a dir poco sconcertato da quanto scritto in punto tonnellaggio…pare di capire, forse per errore di chi ha scritto l’articolo, non riuscendo altrimenti a comprendersi assolutamente la logica sottesa a quanto dichiarato, che il governo, invece di interdire il transito di navi al di sopra delle 40000 tonnellate,provvedimento già di per sè insufficiente a tutelare la salute dei cittadini che fisicamente subiscono le navi, comprese quelle che attraccano davanti al cotonificio, avrebbe alzato questo limite a 96000!
    Invito chi ha scritto l’articolo, probabilmente poco informato sull’impatto delle navi sui cittadini-vittime, a muovere il culo e recarsi in Santa Marta in calle dei remurchianti e vedere l’effetto piacevole delle navi, oppure respirarsi l’aria che i santamartini e gli abitanti di dorsoduro-santa croce respirano, o provare a sentire il rumore generato dalle vibrazioni che le navi DI QUALSIASI TONNELLAGGIO, mandando in risonanza i mattoni secolari delle case veneziane producono all’interno delle stesse, ossia un continuo rumore di motore che costringe all’uso di tappi per dormire.
    Se non si vive il problema sulla propria pelle, non é il caso di scriverci sopra!

  2. armando avallone
    10 Novembre 2013 at 18:43

    ho letto con interesse larticolo sulle grandi navi.

    innanzitutto mi fa piacere la posizione a favore del porto off-shore: io l’ho sempre trovato un’idea interessante, ma non osavo sperare venisse fatta propria dal movimento.

    non capisco però l’entusiasmo per la “piattaforma “leggera”, fuori dalla bocca di porto del Lido con trasporto acqueo di passeggeri e merci”. Che senso ha avere due porti offshore? E perchè trascurare l’impatto del traffico acqueo tra la piattaforma e la città? ….

    la nota più critica riguarda la proposta di “politica economica” che traspare. iniziate dicendo che venezia non ha bisogno delle grandi navi: “vadano pura a trieste”. poi dite che venezia si spopola. infine chiededete soldi allo Stato: “un nuovo piano marshall” e “rifinanziare la legge speciale”.
    In sostanza proponete di eliminare un’attività produttiva, e di sostituirne i benefici con delle sovvenzioni.
    Ora chi li trova i soldi per questo nuovo piano marshall? Non sarebbe forse più urgente adottare misure per rilanciare le imprese, o almeno per non farle chiudere? Non dimentichiamo poi che la “Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato” è nel programma M5S.

    Insomma, l’idea che traspare è quella (già vista) del chiedere ad altri che risolvano i nostri problemi, del “bussare alla porta dello stato”, del “chiagni e fotti”. Oltre a essere il terreno del PD (e mi sa che essendo al governo a loro potrebbe riuscire meglio) non mi pare all’altezza del Movimento. Noi dovevamo rifondare il paese su basi solide, dicevamo che tutti ci saremmo dovuti rimboccare le maniche, assumerci le nostre responsabilità e lavorare per il bene comune. Dicevamo che forse saremmo stati un po’ più poveri, ma sicuramente più soddisfatti, e magari più felici. Nella richiesta di “un nuovo piano Marshall” per Venezia non vedo nulla di tutto ciò.

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