Veneto indipendente?

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30/07/2013 Il Consiglio regionale del Veneto oggi si riunisce per discutere la richiesta di indire un referendum consultivo regionale sull’indipendenza del Veneto.

Questa proposta fa seguito al progetto di legge presentato da parte di Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare) e dai consiglieri della Lega, alla commissione Affari istituzionali, sottoscritto da Remo Sernagiotto (Pdl), Diego Bottacin (verso Nord) e Pietrangelo Pettenò (Federazione Sinistra Veneta).

Il progetto, in fase istruttoria presso la commissione affari costituzionali attende il pronunciamento della commissione speciale di giuristi, istituita dal presidente della Regione Luca Zaia.

L’indipendenza di una regione dallo Stato italiano è un’ipotesi che mette in discussione la forma stessa dello stato regionale, individuata dai nostri costituenti come punto d’equilibrio tra le forze centraliste e quelle autonomiste.

L’ipotesi del distacco di una regione entra in conflitto con l’art. 5 della Costituzione Italiana, il quale sancisce che la repubblica è “una e indivisibile”.

La Costituzione, dal 2001, offre importanti strumenti alle Regioni che vogliono maggiori forme di autonomia.

Questi strumenti sono conseguenza del nuovo concetto di “regionalismo differenziato” introdotto con la legge costituzionale n. 3 del 2001.

Grazie a questa nuova norma, ogni regione potrà trattare con il governo centrale particolari forme e condizioni di autonomia nelle materie indicate dall’art. 116 Cost.

Le regioni a Statuto ordinario potranno raggiungere forme di autonomia anche maggiori di quelle che ora hanno le cinque regioni a statuto speciale (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Valle D’Aosta, Sicilia e Sardegna).

Decentramento amministrativo, decentramento fiscale e decentramento demaniale, sono dei processi già in itinere che dovranno essere spinti e implementati.

Certamente c’è qualcosa che non ha funzionato, se, a fronte del percorso iniziato dall’ex Presidente della Regione Galan per ottenere maggiori forme di autonomia, non si sono ancora ottenuti adeguati risultati.

Di questo i nostri consiglieri dovrebbero discutere, benché si tratti di argomenti che non danno alcuna visibilità e nessun tornaconto d’immagine.

Preferiscono, invece, parlare di improbabili referendum sull’Indipendenza del Veneto.

consiglio venetoQuesto si che dà visibilità mediatica e permette all’attuale Presidente del Veneto, Zaia, di illudere i suoi Indipendentisti Veneti, che qualcosa per loro si sta facendo.

Se si arrivasse ad indire un referendum consultivo, se ne farebbe un tale parlare, che ci dimenticheremmo addirittura delle recenti infelici uscite di Calderoli sul ministro Cécile Kyenge.

La strategia appare dunque perfetta per allontanare quel senso di disgusto che la Lega è riuscita a sollevare, di recente, nei cittadini italiani.

Noi, nel frattempo ci chiediamo: perché stiamo pagando questi consiglieri? Perché si occupino di strategie comunicative nella speranza di non essere travolti dalle prossime elezioni?

 

Armando Avallone – attivista MoVimento 5 Stelle Venezia

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  12 comments for “Veneto indipendente?

  1. 4 agosto 2013 at 03:11

    Questo indebolimento comunitario ha privato di forza rappresentativa e contrattuale anche i nostri rappresentanti in consiglio regionale che, in ogni caso, erano in condizione minoritaria già prima. Il 17 aprile 2012 fu approvato il nuovo statuto regionale nel quale, per la prima volta, si riconosce la specificità nostro territorio. Alla provincia di Belluno sono riconosciute forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria in particolare in materia di risorse idriche energetiche, viabilità e trasporti, agricoltura e turismo.

  2. 5 agosto 2013 at 22:11

    cordiale sig. Avallone vorrei che si informasse meglio su chi ha presentato la legge in consiglio regionale Veneto
    vorrei che si informasse meglio prima di scrivere articoli non veri sulla fattibilità del Referendum.
    Vorrei che si informasse su un movimento Politico Chiamato INDIPENDENZA VENETA composta da giuristi avvocati che hanno scritto sia la proposta di legge n. 342 (che oltre 45 comuni del Veneto l’hanno votata a sostegno del referendum) scritta concepita e depositata da INDIPENDENZA VENETA in consiglio regionale Veneto e vorrei appunto che venisse ad uno dei nostri incontri informativi per capire ormai quanto siamo vicini al traguardo del referendum (per ridare VOCE ai cittadini del VENETO).
    Si è vero l’articolo 5 della della costituzione italiana dice che siamo una ed indivisibile, ma l’art. 10 dice che l’Italia si conforma ai diritti internazionali generalmente riconosciuti, cio vuol dire che il referendum che noi chiediamo si conforma all’autodeterminazione dei popoli (cosi come stanno facendo i catalani gli scozzesi che nel 2014 saranno chiamati a votare sulla loro indipendenza.
    Mi consenta l’utlima battuta ma lei davanti all’altare quando e convolato a nozze ha firmato una carta che poteva divorziare? non penso che la chiesa accetti il divorzio e allora quale costituzione di stato accetta il distacco di una regione (tra l’altro la regione più ricca d’Italia).

    Negli anno 70 se si ricorda l’istria era territorio ITALIANO ( ma per non avere “rogne” con la vecchia jugoslavia il governo dell’epoca ha ceduto tutto quel territorio facendo scappare milioni di italiani

    La invito a contattare gli amici di Venezia per illustrarla meglio sul percorso PACIFICO LEGALE e DEMOCRATICO che stiamo facendo.

  3. Marco
    14 agosto 2013 at 11:59

    Concordo pienamente con Gottardo.
    Vorrei aggiungere che se il Veneto deva essere indipendente la decisione non può certo essere presa o obiettata dal parlamento italiano (in quanto secondo l’ordinamento internazionale, il quale PREVALE sulle costituzioni degli stati che vi aderiscono, non è competente in materia) nè dal consiglio regionale.
    L’unica via DEMOCRATICA (ultimamente tutti sbandierano la democrazia ma quando si parla di esercitarla davvero viene puntualmente negata) per prendere questa decisione è appunto il referendum.
    Visti i risultati di vari sondaggi di cui alcuni scientifici è certo che come minimo il 56% dei veneti è favorevole all’ indipendenza del Veneto, mi meraviglia che un movimento come il 5 stelle che addirittura sostiene di essere fondato sulla democrazia diretta non si attivi per promuovere una consultazione popolare tra l’ altro importante come questa (ma la costituzione non recita “la sovranità appartiene al popolo”??) voglio sperare, come sicuramente sarà, che si tratti solo di disinformazione.
    I consiglieri della regione veneto sono pagati per dare voce al popolo non certo per negarla.
    Un ultimo appunto: il regionalismo differenziato èra stato introdotto nel lontano 2001 con ad oggi risultati ZERO, che dico, magari zero! in 12 anni le cose sono solo peggiorate, aspettiamo ancora?
    Se c’è una qualche possibilità di cambiamento rapido di direzione dalla catastrofe (con “tempi veneti” non “italiani”) in modo PACIFICO LEGALE e DEMOCRATICO la decisione non può altro che essere presa dal popolo.

  4. Marco
    14 agosto 2013 at 12:13

    Aggiungo anche che VANNO RISPETTATE le opinioni di tutti: ben venga quindi chi NON è a favore dell’ indipendenza del Veneto come chi è a favore.
    Il punto non è essere pro o contro l’ indipendenza del Veneto, ma a chi farlo decidere.
    Se davvero la sovranità appartiene al popolo la risposta non può essere che una: REFERENDUM.

  5. 16 agosto 2013 at 21:00

    Buonasera sig. Armando, mi spiega in due parole il concetto di democrazia diretta che tanto sbandiera il M5S……

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