SAVE: ARRIVANO I SALDI DI FINE ANNO

Alla fine hanno deciso: il Comune proverà a vendere la propria quota di Save, la società che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso. Lo farà con un’asta al rialzo su un prezzo base di € 6,38 per azione. Con uno sconto cioè del 10% sul valore di borsa, pari a € 7,10 il 10/12/2012. Ma procediamo con ordine.

 

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Cosa è Save S.p.A.

Save gestisce aeroporti, infrastrutture  e servizi correlati (ristorazione, negozi, etc.), ed è quotata alla borsa di Milano. Il fatturato 2011 è stato di circa 350 milioni di euro, e la società ha attività patrimoniali per 600 milioni. Il Comune è proprietario del 14% della società, e agli attuali valori di borsa la quota vale più di 55 milioni.

Cos’è successo sino ad ora

Un uomo comune potrebbe pensare che vendere una partecipazione di quest’ordine di grandezza sia abbastanza difficile. Potrebbe anche pensare che per farlo ci voglia tempo, che siano necessarie conoscenze specifiche e che ci voglia l’appoggio di chi ha esperienza sui mercati finanziari. Ecco invece la ricetta del Comune:

– il 14 luglio viene approvato il bilancio di previsione 2012 del Comune, che prevede la vendita delle quote Save. Dalla maggioranza però arriva subito la rassicurazione: è vero che abbiamo messo la vendita in bilancio, ma non la vogliamo vendere per davvero, alla fine ci inventeremo qualcos’altro (la Nuova, 14 luglio 2012);

– il 4 ottobre il Comune e la Provincia,  di comune accordo, fanno saltare un’operazione societaria che avrebbe dato ai soci di controllo Save la maggioranza assoluta in assemblea. Per opporsi a questa operazione il Comune rinuncia anche a un extradividendo di 3,4 milioni di euro. Il Sindaco argomenta (Milano Finanza, 4 ottobre 2012) che tra le ragioni del rifiuto c’è anche la valorizzazione delle azioni: “l’operazione le poneva a 8 euro, ma ne chiedevamo 12”;

– a fine novembre 2012 il Sindaco Giorgio Orsoni autorizza la società Casinò S.p.A. (di cui il Comune di Venezia è unico socio) ad acquistare il pacchetto di 3.8% di Save messo in vendita dalla Provincia di Venezia a un prezzo di € 7,2 per azione, salvo poi tornare precipitosamente sui propri passi pochi giorni dopo (vedi Nuova Venezia 8/12/2012);

– il 10 dicembre, improvvisamente, il Consiglio delibera la vendita dell’intera quota Save, a un prezzo minimo di € 6,38 per azione, con uno sconto del 10% sui corsi di borsa e dell’11% rispetto al prezzo a cui pochi giorni prima la Casinò era disposta a comperare la quota della Provincia. Il tutto motivato dall’esigenza di rispettare il Patto di Stabilità interno.

 

Uno sconto di 5,5 milioni

Insomma il Comune nel giro di due mesi prima dice che le azioni valgono 12, poi cerca di comprarle a 7,2 e alla fine le mette in vendita a 6,38.

E’ proprio di un’amministrazione credibile ricordarsi il 10 di dicembre che per rispettare il patto di stabilità mancano 120 milioni da incassare entro il 31 dicembre?  E decidere così che, visto che c’è fretta, le azioni devono essere vendute a sconto, perché altrimenti si rischia di non trovare un acquirente?

Se una famiglia il 1 gennaio di un determinato anno sa che, entro il 31 dicembre, dovrà far fronte a una grossa spesa e che l’unico modo per far quadrare i conti è vendere la seconda casa, secondo voi cosa fa? La mette in vendita subito, facendo di tutto per spuntare un buon prezzo, oppure fino a ottobre non fa niente, a novembre cerca di comprare un’altra casa e a metà dicembre, disperata, la mette in vendita a prezzi stracciati?

Facendo due conti il valore di mercato del 14% della Save al 10 dicembre era di 55.394.640 euro. Proprio il 10 il Comune ha deciso di venderle a 49.808.364 euro. L’aver aspettato inutilmente costa all’amministrazione, quindi in ultima istanza a noi, 5,5 milioni di euro.
Ironia della sorte ha voluto che la discussione consiliare su Save fosse preceduta da quella sul tema del lavoro e della crisi di Porto Marghera. Con 5,5 milioni di euro se ne potrebbero fare di politiche sul lavoro. Si potrebbero incentivare le piccole medie imprese. Si potrebbero offrire servizi di riqualificazione  professionale a chi il lavoro l’ha perso.
Questa amministrazione, invece, ha deciso di regalarli al futuro compratore delle azioni. Che sia italiano o straniero, che sia una banca o uno speculatore, che i soldi vengano o meno spesi sul territorio, non ha alcuna importanza. L’unica cosa che importa è vendere, a qualunque prezzo. Anche offrendo uno sconto di 5,5 milioni di euro di soldi pubblici, cioè nostri.

 

Elena La Rocca
Gruppo di Lavoro BILANCIO E PARTECIPATE
Movimento 5 Stelle Venezia

 

Link utili:

La Nuova Venezia 14 luglio 2012

La Nuova Venezia 8 dicembre 2012

Assemblea MF

Relazione CdA SAVE

Verbale Assemblea 1 ottobre 2012

  9 comments for “SAVE: ARRIVANO I SALDI DI FINE ANNO

  1. roberto
    17 Dicembre 2012 at 22:37

    La SAVE con il suo maneger-president Marchi,vuole realizzare la terza pista che molti la chiamano seconda!!!
    Verrebbe distrutto così il territotio agricolo di Tessera,periferia Est di Campalto e Favaro veneto,nonchè rasa al suolo la località di Ca’ Noghera e del Praello.
    Una devastazione “atomica”.
    Con la crisi economica mondiale esistente,fallimenti di compagnie aeree,crollo dei passegeri trasportati,molto probabilmente i vertici di SAVE puntano agli Emirati Arabi che con i loro voli quotidiani sui più grandi e nuovi vettori esistenti sul mercato hanno monopolizzato il Marco Polo.
    Son convinto che il probabile acquirente delle azioni in mano del Comune passeranno ad una società o fondo sovrano della penisola arabica…..

  2. renato
    17 Gennaio 2013 at 11:50

    L’operazione SAVE si sta confermando un favoloso affare per la Società San Lazzaro LLC.
    Le azioni comprate il 20 dicembre 2012 a 6,041 euro, dopo poco più di 3 settimane si sono rivalutate del 35% e il 15 gennaio 2013 le troviamo già a quota 8,49 euro!
    Una differenza di 2,089 euro sul prezzo di acquisto, che significa 16.298.507 euro di guadagno in sole 3 settimane!
    Con più lungimiranza e senza fretta la quota poteva essere venduta, e non svenduta come è stato fatto, trasformando i 16,3 milioni in guadagno per l’amministrazione e quindi per tutti i cittadini.
    Se poi ai 16,3 milioni di euro aggiungiamo i 3,4 milioni di extra-dividendo non incassato, la perdita complessiva, relativa al 2012, nell’affaire SAVE per i cittadini di Venezia raggiunge i 20 milioni di euro.
    Una autentica Caporetto finanziaria.

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