Venezia, 9 giugno 2012
Signor Presidente della Repubblica,
siamo un gruppo di contribuenti residenti a Venezia, città che Lei ha appena visitato. Ci riconosciamo in una formazione politica (il Movimento 5 Stelle) di cui Lei, in occasione delle recenti elezioni amministrative, ha dichiarato di non essersi praticamente accorto. Ciascuno si accorge di ciò cui presta attenzione, ed allora il fatto che ci sia una formazione politica che nelle dichiarazioni delle intenzioni di voto raccoglie (secondo gli ultimi sondaggi disponibili) oltre il 20% delle indicazioni evidentemente non è qualcosa che desta il Suo interesse. Verrebbe da chiedersi se sia stato opportuno che il rappresentante di tutti gli italiani abbia (poco elegantemente?) dichiarato di non essersi accorto di così tanti suoi concittadini.
Ad ogni modo, noi che viviamo e lavoriamo qui a Venezia, Signor Presidente, ci siamo accorti della sua presenza in città. Ce ne siamo accorti notando a Venezia, oltre alla consueta folla di turisti di ogni nazionalità, anche la presenza inusuale di un rilevante numero di agenti delle Forze dell’Ordine, sommozzatori inclusi. La Sua visita in città, in concomitanza della celebrazione per il 94° anniversario della fondazione della Marina Militare e per i 50 anni della scuola navale Francesco Morosini non poteva davvero passare inosservata, considerato l’impatto della sicurezza, della logistica, e delle attività di contorno da organizzare in occasione della trasferta del Presidente della Repubblica. Probabilmente a chi rappresenta una istituzione alla quale è attribuito un budget di 228 milioni di euro l’anno può sembrare normale, persino in un periodo economicamente (e socialmente, ed anche politicamente) buio come questo, l’impegno che una trasferta in laguna del Presidente della repubblica può comportare per chi deve organizzare la cerimonia e la sicurezza. Ma, Signor Presidente, per questo gruppo di contribuenti di Venezia che si riconoscono nel Movimento 5 Stelle, sono proprio situazioni come un budget di 228 milioni di euro l’anno per il Quirinale che sono insostenibili ed è anche per provare a limitare tali situazioni che abbiamo iniziato a svolgere nel rispetto delle regole democratiche e della Legge la nostra attività politica.

Noi abbiamo chiesto al nostro rappresentante in Consiglio comunale, il consigliere Marco Gavagnin, di non partecipare alle celebrazioni. Non è stata una decisione dettata da voglia di rivalsa per le Sue dichiarazioni di pochi giorni fa nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ci è sembrato invece un gesto minimo di coerenza con quanto pratichiamo e predichiamo: ricondurre la politica, in tutte le sue espressioni, nella stessa realtà quotidiana in cui vive la grandissima parte dei contribuenti che mantengono questa Repubblica. Quale buon padre di famiglia organizzerebbe una festa appena più che simbolica, se sulle sue spalle gravasse un debito che non si sa se e come potrà essere onorato? Sulle spalle del Comune di Venezia, Signor Presidente, grava un debito di circa un miliardo di euro. Sulle spalle del governo della Repubblica Italiana che Lei rappresenta, Signor Presidente, grava un debito di circa duemila miliardi di euro.
Sappiamo bene anche noi, che auto-finanziamo ogni manifesto ed ogni volantino che stampiamo, e che dedichiamo senza alcun compenso parte del nostro tempo libero a questo Movimento che “fare politica” costa. Ma almeno fino a quando saranno stabilite per tutti i partecipanti delle regole che non stridano con il buon senso, noi stiamo rifiutando qualsiasi forma di finanziamento pubblico, incluso quell’appannaggio che il Comune riserva ad ogni gruppo consiliare per l’attività di comunicazione. E mentre noi adottiamo questa regola, Venezia è sede di magnifiche ed imponenti celebrazioni come questa (o come quella dello scorso anno, per la visita del pontefice) di cui il contribuente non riesce nemmeno a sapere quanto sono costate e chi le ha effettivamente pagate.
Signor Presidente, l’attuale governo – che è stato promosso da una Sua precisa iniziativa politica – per il fine dichiarato di evitare a questo Paese di arrivare a dichiarare la situazione di insolvenza finanziaria ha imposto ai Suoi amministrati una pesante serie di riforme (pensioni, tasse, sanità) che rendono l’esistenza davvero difficile per i più deboli. Ebbene, in tale contesto sociale, ci sembra che la Sua recente visita a Venezia sia stata organizzata in maniera poco coerente con le ragioni che l’avevano indotta a conferire al Prof. Monti l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri. Noi conosciamo la Costituzione e siamo consapevoli che l’incarico al Prof. Monti è perfettamente legittimo in quanto è il Parlamento – non gli elettori – che conferisce la fiducia al Governo. Tuttavia non possiamo non rilevare una carenza di equità e di coerenza quando, mentre da un lato si impongono sacrifici, contestualmente si approvano spese che appaiono quanto meno inappropriate tenendo conto della delicatissima contingenza (ad esempio i miliardi di euro destinati all’acquisto di nuovi aerei per l’Aeronautica Militare). E mentre c’è chi, rimasto senza reddito a causa della crisi economica, non sa come fare per pagare l’IMU, i partiti presenti in Parlamento si mettono d’accordo per lottizzare i componenti delle varie autorità garanti.
Francamente, ci sentiamo – nostro malgrado – testimoni di giornate che di solito connotano la tragica fine di una epoca dissennata.
Redattore: Alessandro L.
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Il bilancio di previsione per il 2012 dell’Amministrazione della Presidenza della Repubblica è stato impostato a carico del bilancio dello Stato di 228 milioi di euri.
Il personale di ruolo è di 823 persone,mentre il personale comandato e a contratto è di 103 unità.
Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza è di 861 unità.
Fatto la somma di tutto e vedrete quanto costa agli italiani la Totale Amministrazione del Quirinale.
MA COME FA QUESTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ACCORGERSI DI QUESTO EMMERGENTE MOVIMENTO 5 STELLE. NON SA NEMMENO COSA CITA L’ARTICOLO N° 1 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE, SE!, QUANTOMENO ì’AVESSE LETTO, SI SAREBBE ACCORTO CHE LA SOVRANITA APPARTIENE AL POPOLO ITALIANO IN TUTTE LE SUE FORME. MA COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, NON SI E’ TENUTO SOLAMENTE AL SUO DOVERE DI RAPPRESENTARE LO STATO ITALIANO, E SORVEGLIARE CHE GOVERNO E PERLAEMTO, CHE SI ATENESSERO STRETTAMENTE ALLA NOSTRA COSTITUZIONE, MA LUI STESSO HA VIOLATO LA COSTITUZIONE STESSA, TOGLIENDO LA SOVRANITA AI CITTADINI ITALIANO (POPOLO), FORMANO UN GOVERNO A SUO PIACCIMENTO, CON GENTE NEMMENO ELETTA, NOMINANDO UN PERSONAGGIO ESTRANEO AL PARLAMENTO COME SENATORE A VITA, E POI HA CONSEGNATO LO STATO ITALIANO CITTADINI e/o POPOLO, ALLO STESSO PERSONAGGIO NOMINANDOLO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, CON TUTTO CIO SOLO UNO …………………….. NON POTEVE ACCORGERSI DEL SU CITATO MOVIMENTO.