La situazione di dissesto economico-finanziario che interessa oggi le casse comunali sarebbe stata sicuramente meno grave se gli amministratori degli ultimi 15 anni si fossero comportati come il “buon padre di famiglia”, cioè quello che non fa spese pazze e che anzi, nei periodi di “vacche grasse”, mette pure da parte qualcosa “perché non si sa mai”…
Le amministrazioni succedutesi nel tempo (Cacciari-Costa-Cacciari-Orsoni) hanno fatto esattamente l’opposto: il Comune e le sue società partecipate sono state utilizzate impunemente come un “postificio” per creare posti di lavoro (talvolta superflui), consulenze (quasi sempre superflue) e consigli di amministrazione ben remunerati dove spesso siedono, e sedevano, non i migliori nella piazza ma gli amici di partito che non ce l’hanno fatta alle elezioni. Il Sole 24 Ore ha certificato che, tra ente locale e municipalizzate, a Venezia si supera abbondantemente il miliardo di euro di debito pubblico. articolo
Se la situazione non fosse serissima, con imprese che attendono i pagamenti di lavori/forniture e i dipendenti che rischiano lo stipendio, ci sarebbe perfino da ridere visto che il vicesindaco, e assessore al Bilancio, Simionato (PD) è arrivato a dare la colpa della situazione al brutto tempo. La pioggia e il freddo avrebbero causato infatti un minor numero di arrivi a Venezia, e perciò minori incassi per la tassa di soggiorno. La dichiarazione, oltre ad essere ingenuamente ridicola, è grave perché l’amministrazione ammette ormai di essere legata finanziariamente “mani e piedi” al turismo: ne consegue che il Comune (o, meglio, questi amministratori) non potrà mai fare una seria politica per il ritorno della residenza in centro storico perché questo cozza contro gli interessi della monocultura turistica.
Il Movimento 5 Stelle ha sollevato peraltro in più occasioni, attraverso le interrogazioni del consigliere Marco Gavagnin, la questione delle spese assurde fatte da Comune e relative società controllate. Si pensi, ad esempio, alle tre consulenze attribuite al medesimo studio d’architettura per la preparazione dei contratti di quartiere di Altobello e Vaschette per una spesa complessiva di 220 mila euro. Tale compito avrebbe potuto essere affidato internamente a dipendenti comunali ma, evidentemente, li si ritiene sprovvisti della necessaria professionalità. Ma allora perché pagare così tanto certi quadri e dirigenti comunali impegnati nei settori toccati dai contratti di quartiere?
Altro caso emblematico, e recentissimo, è quello dell’ennesimo dirigente, assunto con consulenza esterna fino alla fine del mandato elettorale per la bellezza di 100 mila euro l’anno e che dovrà occuparsi niente meno che del coordinamento delle attività di costruzione delle infrastrutture per la tramvia. Ma per fare questo il Comune non paga già i dirigenti della Mobilità, quelli dei Lavori Pubblici, la società PMV?
Si pensi ancora alla svendita incredibile dell’ex Pielsen, in bacino Orseolo, a Coin per 26 milioni di euro quando l’imprenditore alberghiero Cazzavillan si era impegnato già per 42 milioni, di cui 25 subito e la restante parte diluita fino al 2030 articolo
E i tanto inutili quattro parcheggi scambiatori a Trivignano, costati ad ASM poco più di 2 milioni e mezzo, non potevamo risparmiarceli? E che dire del terreno in via Porto di Cavergnago, acquisito dal Comune per dieci milioni, anche se ne valeva forse tre, al fine di trasferirvi il mercato ortofrutticolo anche se lì non ci potrà mai stare visto che manca l’affaccio acqueo?
Si segnala infine che il M5S, nell’ottica di un utilizzo oculato del denaro pubblico, ha rinunciato alle somme finora stanziate dall’amministrazione per le spese del gruppo consiliare. Per la precisione, si tratta di 5.234,00 euro per l’anno 2010 e 4.679,83 euro per l’anno scorso. Ciò, naturalmente, non ci ha impedito – auto-tassandoci – di organizzare varie iniziative, tra cui 2 festival dell’Informazione, convegni a tema, banchetti, volantinaggi… Ebbene, vista la situazione di grave crisi, non potrebbero farlo anche le altre forze politiche in segno di responsabilità verso i cittadini? Si pensi che un gruppo numeroso come il PD potrebbe restituire in un anno al Comune quasi 15 mila euro.
La mala gestione è stata confermata di recente dalla Corte dei Conti articolo
Con l’analisi del bilancio 2009 la Corte ha sottolineato come la svendita del patrimonio immobiliare sia servita, insensatamente, a coprire le spese di ordinaria amministrazione (spese “importanti” come quelle sopra descritte). Ora, soltanto ora, il Comune ha deciso di bloccare tutte le spese e di rinviare i pagamenti al 2013 ma questo, ovviamente, non vale sempre: il Sindaco ha appena confermato l’incarico annuale al suo Capo di Gabinetto per 73 mila euro! articolo
E per raggranellare un po’ di soldi, la Giunta ha deciso di portare i ticket turistici per la navigazione a 7 euro (più di quello che si paga, ad esempio, a Berlino per viaggiare tutto il giorno con qualsiasi mezzo: bus, tram, metropolitana e battelli sui laghi).
Pretendere che la cosa pubblica sia gestita bene nell’interesse superiore della collettività (e non di amici e sostenitori) e candidarsi per sostituire chi ha amministrato come descritto sopra non è “antipolitica”. “Antipolitica” è quella che ci ha motivati ad impegnarci per provare a salvare noi cittadini (e con noi, il Paese) dal futuro di miseria che i veri antipolitici ci hanno apparecchiato.
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Autore: Davide Scano
Ha collaborato: Alessandro L.
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OTTIMO ed Esauriente articolo sulla Malagestione del Bene Pubblico quale è il Comune di Venezia e le Aziende a lui collegate.
Faccio un esempio semplice,semplice.
Dovete sapere che per gestire la Viabilità di Piazzale Roma,il Tronchetto e buona parte delle strade della terraferma Mestrina ci sono5(cinque))Assesorati con relativi Dirigenti,quadri:
1)Assesorato alla Mobilità,
2)Assesorato ai Lavori pubblici,
3)Ufficio Tecnico della Municipalità,
4)Comando Vigili Urbani,
5)Insula(per tronchetto e percorsi pedonali di Venezia.
E’ opportuno che il consigliere Marco Gavagnin ed i suoi collaboratori ed esperti si leggano il documento di alcuni giovani Dirigenti Comunali rappresentati dal Dott.urbanista Maurizio Dorigo circa le economie veloci ed immediate che il Sindaco,la giunta,il Consiglio Comunale possono realizzare in breve tempo.
In particolare la Eliminazione delle istituzioni create da Cacciari quale è il Parco di San Giuliano,il Bosco di Mestre;ridifinire il decentramento,riassorbire il personale e le funzioni di tutte le società satelliti-partecipate di pertinenza nei decenni al Comune di Venezia.
Il problema dei mezzi pubblici è uno solo: incassare il prezzo del biglietto.
Giustamente a Berlino si spende meno ed il servizio è efficientissimo.
Ma nessuno si sogna di non pagare quando accede ad un servizio pubblico.
Negli altri paesi europei si sale solo dalla porta anteriore ed il conducente provvede al controllo della timbratura elettronica od in alternativa all’incasso del corrispettivo. Mi riferisco a Spagna, Francia, Regno Unito, Olanda e via dicendo. In alcuni casi, vedi tram olandesi, è presente il bigliettaio nella parte posteriore del veicolo e solo nelle ore di punta al fine di agevolare gli utenti. Ma il concetto è sempre uno solo: chi sale deve pagare il prezzo del servizio. In Italia si continua a non mettere in atto questi semplici principi ed i risultati sono davanti agli occhi di tutti.
Il problema risale agli anni settanta quando vennero eliminati i bigliettai ed i sindacati si rifiutarano di far incassare il prezzo del biglietto agli autisti. Dopo oltre trent’anni, dico 30 anni, siamo ancora fermi allo stesso punto pur avendo informatizzato ed investito una quantità enorma di risorse in sistemi di incasso elettronico. La strada potrebbe essere giusta ma il lettore IMOB deve essere posizionato all’accesso della porta anteriore e l’autista deve controllare che chi sale abbia il titolo valido. In caso contrario deve esigere il pagamento del prezzo oppure far scendere l’utente se non ha i soldi per pagare. Non ci vuole molto solo la determinazione di volerlo fare e consentire ai passeggeri che pagano, di conseguenza, di viaggiare in condizioni più umane e su mezzi puliti e moderni. Se non si è capaci di farlo o peggio non lo si vuole fare si diano le dimissioni.
Articolo molto apprezzato.Non so se prevedete di aggiornarlo,ma lo spreco di 38 milioni al Lido per il “Buco” del Palazzo Congressi riportato dalla
trasmissione televisiva Report di ieri su Rai 3 andrebbe divulgato;
e se ci fossero gli estremi andrebbero denunciati i responsabili, in una
qualsiasi azienda privata si verrebbe licenziati e quant’altro.
Mi pare di aver capito che hanno interrotto i lavori perchè hanno trovato
l’amianto,e hanno speso questa enormità senza accorgersene prima?
Saluti,Stefano