Il cappio della TIA – Risposta dell’Assessore Bettin

Gentile Laura de Manzolini,

provo non tanto a risponderLe quanto a confrontarmi con le Sue osservazioni sulla vicenda TIA. Provo ad argomentare il senso del nostro lavoro e del nostro progetto. Non ho fatto nessuna “promessa”, e non sopporto questa parola applicata all’amministrazione. Preferisco chiamarli impegni e piani, e non sono la stessa cosa, perché in questo caso corrispondono a linee d’intervento, a progetti definiti, a delibere (cioè atti formalmente e sostanzialmente impegnativi, appunto). Naturalmente, non mi illudo che, di tutto questo, almeno sul breve periodo, venga colto molto di più di quello che, per ragioni che dirò, sarà certamente un aumento tariffario (che cercheremo comunque di contenere). I tempi sono difficili e comprensibilmente ognuno non può non preoccuparsi di qualunque aumento di spesa. Proprio per questo stiamo cercando di agire per creare un sistema virtuoso che colleghi la possibilità di ridurre l’onere della TIA a buone pratiche che favoriscano la riduzione della produzione di rifiuti e la loro raccolta e smaltimento  nelle forme che ne consentano il recupero (soprattutto attraverso il riciclo).

E’ questo il senso dell’ampia, articolata operazione che stiamo compiendo con le tre delibere (contenenti, appunti, precisi piani e impegni, in primis lo sviluppo intensivo della raccolta differenziata) che hanno ridisegnato il regolamento dei rifiuti urbani, il regolamento per l’applicazione della TIA e il Piano finanziario 2011 ad essi relativo (che è il primo Piano finanziario preventivo sulla gestione dei rifiuti urbani, contenente dettagliati impegni per i servizi, il controllo di qualità, il controllo sulle spese di Veritas ecc. nella storia del Comune di Venezia).

Al centro di questa manovra sta lo sviluppo della raccolta differenziata, con l’obiettivo di portarla oltre il 60% nei prossimi due anni (oggi siamo circa al 35%), e sta, ancor prima, la riduzione dei rifiuti prodotti, introducendo nel regolamento la possibilità di applicare significativi sconti per chi aderisce a specifici programmi che vadano in questa direzione (o agevolando pratiche di smaltimento riclassificando certe tipologie di rifiuti: ad esempio, stiamo assimilando gli olii domestici esausti agli urbani – ne abbiamo introdotto la possibilità nel regolamento e ora la ratificheremo con apposita delibera – e questo ne abbatterà i costi di smaltimento). Lo sviluppo stesso della raccolta differenziata è finalizzato a recuperare materia, riciclando i rifiuti.

Questo è uno dei punti critici dell’attuale modello veneziano, che ha il record italiano del minor conferimento in discarica (circa il 3%) ma che lo raggiunge soprattutto recuperando energia dai rifiuti, cioè bruciandoli nel termovalorizzatore Enel sotto forma di Cdr al posto del carbone o, “tal quali”, nell’inceneritore Veritas. Abbiamo deciso di chiudere al più presto questo inceneritore e di sviluppare grandemente il riciclo, creando a Fusina un “Ecodistretto del riciclo” che ci consenta di ridurre il recupero d’energia in favore del recupero di materia.
A ciò serve il grande sviluppo della differenziata che abbiamo programmato e che vogliamo eviti gli inconvenienti a cui vanno incontro gli stessi comuni “virtuosi” di cui Lei parla che, in moltissimi casi, tra rifiuti non differenziati e sovvalli della raccolta differenziata, ne conferiscono una enorme quantità in discarica. Noi vogliamo evitarlo. E vogliamo farlo creando un sistema che si alimenti del concorso consapevole e anche interessato di ognuno di noi (più riduco i rifiuti, più differenzio e contribuisco al riciclo, e più risparmio).

Non intendo eludere la questione dei rincari, ma solo inquadrarla nel piano in cui s’inserisce, sperando che l’una cosa non nasconda l’altra. Veniamo allo specifico TIA, dunque. Intanto, non si tratta di una tassa ma di una tariffa, che, come sa, si modula in due parti, una di tipo generale (che in effetti un po’ ricorda una tassa, dovuta per i servizi generali resi) e una specifica, dovuta in base ad alcuni parametri relativi al singolo utente. E’ la legge a fissarli. Così come è la legge – il cosiddetto Codice dell’Ambiente – a stabilire che l’intero servizio di raccolta e  smaltimento dei rifiuti debba essere pagato dalla tariffa.

Il Comune di Venezia finora non si era allineato alla legge che in parte. Come Lei ricorda (dati 2010) circa 62 milioni di euro della spesa complessiva erano coperti dalle entrate TIA e circa 14 milioni li aggiungeva il Comune (cioè sempre tutti noi cittadini). Questi 14 milioni erano genericamente ricondotti al “contributo” prelevato da entrate derivanti dal turismo (ZTL ecc.) per cercare di ovviare al maggior volume di rifiuti da smaltire prodotto qui proprio dal turismo. Questa operazione, stando alla legge, non si può fare. Il Comune, la città, hanno trovato varie forme per prelevare risorse dal turismo e immetterle nell’economia cittadina e nella stessa finanza locale che paga i servizi generali (ad esempio, regalando a Venezia una delle minori imposizioni fiscali locali d’Italia, e per molti servizi rette o tariffe a livelli medio-bassi). Nella forma e nella misura in cui l’ha finora fatto per ridurre la TIA non lo può più fare. Di qui, insieme alla previsione di nuovi servizi richiesti da moltissimi cittadini, all’aumento dello spezzamento e lavaggio strade, agli investimenti per lo sviluppo intensivo della differenziata ecc., l’aumento tariffario.

Ciò che possiamo fare per ridurre questo aumento fino ad assorbirlo progressivamente è, appunto, quello che stiamo facendo con le nuove delibere: realizzare un sistema nuovo di raccolta e smaltimento che riduca i rifiuti (riducendone i costi) e recuperi, oltre che energia, materia, con il riciclo. Ogni punto di raccolta differenziata in più consentirà, a fine anno, di risparmiare 200 mila euro, che verranno scontati dai costi complessivi e quindi dalla bolletta degli utenti. Già oggi, pur con gli attuali livelli limitati di differenziata e di riciclo, ce ne gioviamo: il costo complessivo degli attuali e dei nuovi servizi previsti vale già ben più degli 81 milioni circa del Piano 2011 e ciò è possibile grazie ai risparmi, alla lotta gli sprechi, alle economie di gestione che abbiamo chiesto, e all’aumento (ancora troppo lento ma in corso) della differenziata e ai guadagni consentiti dal riciclo e recupero di materia ed energia.

Questa è la strada. Crediamo che non da un’elargizione altrimenti finanziata ma da un nuovo sistema che colleghi buone pratiche e risparmi in bolletta si possa giungere, entro questo o il prossimo anno, in maniera calcolabile e verificabile progressivamente, bolletta dopo bolletta, a ridurre i costi che tutti sopportiamo e, insieme, appunto, a sviluppare un meccanismo virtuoso.

Lei dice, infine, che ho contravvenuto alla “promessa” di consultare le categorie prima di fissare la nuova TIA. In realtà lo ha detto anche un’associazione dei consumatori, ma equivocando, come Lei, forse. La consultazione è tuttora in corso e la nuova tariffa non è ancora stata fissata. Abbiamo, appunto, finora approvato quelle tre fondamentali delibere mentre la nuova TIA verrà decisa fra un paio di settimane, presumibilmente, dalla giunta comunale. Nel frattempo stiamo cercando di individuare e proporre agli utenti ogni possibile programma che riduca i rifiuti e favorisca gli sconti riducendo le spese.

Questo è il nostro attuale sforzo che è anche uno sforzo di trasparenza. Come assessore all’informatizzazione ho, tra l’altro, disposto, ancora a novembre, che ogni nostro atto sia immediatamente consultabile in rete. Se avrà modo, potrà ad esempio completare le informazioni che qui le ho anche troppo lungamente, e me ne scuso, fornito, consultando sia i nuovi regolamenti che il corposo e dettagliatissimo Piano 2011 (ripeto, il primo nella storia del comune di Venezia) e seguendo poi la pubblicazione degli atti successivi.

Stiamo lavorando per far sì che la TIA non sia “un cappio” e che tasse e tariffe non equivalgano a “mettere le mani nelle tasche dei cittadini”, ma affinché tornino ad essere il contributo che diamo a un sistema che, infine, ci rende dei servizi apprezzabili. E’ forse il momento più difficile per tentare quest’impresa, ma è anche il momento in cui, davvero, non si può più rinviarla.
Resto a disposizione per qualunque altro chiarimento o confronto, e la ringrazio per l’attenzione.
Con i migliori saluti.

Gianfranco Bettin

Venezia, 25 febbraio 2011

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  2 comments for “Il cappio della TIA – Risposta dell’Assessore Bettin

  1. Luigi Verardo
    19 Giugno 2014 at 21:59

    Consiglio di informarsi sul metodo porta a porta del comune di Ponte nelle Alpi, BL, dove sono stati raggiunti i massimi risultati,( oltre il 90 % di differenziata) abbassando le tariffe, ( si paga solo per il 10% non recuperabile) ed effettuando il servizio in proprio con l’assunzione di tre persone.
    Ad ogni modo bisogna eliminare i prodotti usa e getta. Il vetro va riutilizzato. Che senso ha comprare una bottiglia, pagando anche il contenitore di vetro, poi si mette nella campana e si paga di nuovo, poi la bottiglia viene rotta in pezzi fusa e rifatta uguale identica a prima con consumo enorme di energia. Io mangio in piatti e bicchieri di vetro, dovrei fare a meno di lavarli e comprarli nuovi ogni giorno per far girare l’economia ?

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