Il cappio della TIA

Riceviamo ed inoltriamo la seguente lettera aperta rivolta all’ Ass. Bettin.


Egregio Assessore Bettin,

Mi chiamo Laura, risiedo a Mestre e gestisco un esercizio commerciale a Marghera. Ho letto con estremo stupore la notizia relativa alla proposta per aumentare l’importo della T.I.A. Quando poi ho appreso che la proposta è stata approvata in Consiglio Comunale coi voti di tutta quella classe politica che penso ,per origine e storia dovrebbe essere quella più sensibile – specialmente in una prolungata fase di grave crisi come quella che stiamo attraversando –  a non gravare di ulteriori sacrifici tutti i residenti, indiscriminatamente, inclusi i meno abbienti (ed anche quelli che ormai non hanno reddito), allo stupore si sono aggiunti anche la rabbia e la delusione. Mi sembra che le cose vadano al contrario di come una persona se le aspetterebbe, se è vero – come è vero – che questa iniziativa proviene da una giunta guidata dal PD, e contro di essa hanno votato i consiglieri del PDL e della Lega (oltre che del Movimento 5 Stelle, che però considero altra cosa rispetto a PDL e Lega).

Leggo che per spiegare le ragioni di questo rincaro lei ha detto: “C’è l’obiettivo di ridurre i rifiuti prodotti, di sviluppare fortemente la raccolta differenziata e di recuperare nuova materia attraverso lo sviluppo, a Fusina, dell’Ecodistretto del  riciclo” e ciò produrrà “significativi risparmi sia per le  famiglie sia per le imprese soggette alla T.I.A.. Ogni punto di raccolta differenziata varrà infatti 200 mila euro di sconto sui costi del servizio e l’adesione a specifici programmi di riduzione di rifiuti varrà ulteriori sconti.” Beh, qualcosa non mi torna…  Infatti, se le cose stanno come lei dice, posto che la raccolta differenziata alcuni anni fa non si faceva, come mai, con tutti quei risparmi (200 mila euro per ogni punto percentuale di raccolta differenziata) la tassa per le “scoasse” che pago oggi è – al netto dell’inflazione – più alta di quella che pagavo quando non si differenziava???

Inoltre lei aveva anche detto “che prima di definire gli aumenti ci sarebbe stato un incontro con le associazioni dei consumatori per individuare assieme possibili soluzioni alternative.” A me non risulta che ci sia stato alcun incontro, ed ora i cittadini, dovranno farsi carico di questi aumenti non concordati.

Si legge e si sente di rincari del 30% circa in un periodo in cui quei pochi contratti nazionali di categoria che vengono rinnovati, fra i tanti scaduti, scontano una inflazione programmata di entità risibile. Inoltre se è vero che Veritas trae profitto dal riciclaggio (e se così non fosse vorrei essere smentita) allora mi viene del tutto a mancare la ragione di un aumento, specialmente se l’aumento è di proporzioni così gigantesche. Io temo che Veritas stia scaricando le sue inefficienze e le sue diseconomie (se non addirittura i suoi sprechi) sulle spalle di una sorta di clientela cooptata che non può fare a meno di acquistare il servizio gestito in regime di monopolio da Veritas. Se quello della gestione dei rifiuti fosse un mercato concorrenziale, nessuno dei concorrenti si azzarderebbe a tentare di far accettare alla clientela un aumento del costo del servizio espresso in doppia cifra percentuale!!!

Ci tengo inoltre a segnalarle quanto segue: oltre che utente di Veritas come privata cittadina, sono utente di Veritas anche come commerciante, in quanto gestisco con fatica e sacrifici un bar a Marghera, area urbana che – devo dire “purtroppo” – fa parte del Comune di Venezia. Dico “purtroppo” perché l’importo della T.I.A. che mi viene addebitata per il locale a Marghera è calcolato in funzione degli stessi parametri applicati agli esercizi commerciali ubicati in zone molto più centrali e di pregio, ad esempio in zona Rialto o a San Marco. Spero che converrà con me che la posizione, il flusso di potenziale clientela e i prezzi che posso applicare non nel mio locale di Marghera non sono certamente paragonabili a quelli degli esercizi commerciali situati nelle zone più pregiate del centro storico di Venezia. Le ricordo inoltre che per il computo della T.I.A, applicata al mio esercizio si tiene conto anche dei muri perimetrali perciò la mia “metratura rilevante” è di 120 metri quadrati, anche se quelli effettivamente calpestabili sono diversi di meno. La conseguenza di questo modo di calcolare l’importo della T.I.A. è che la sottoscritta è soggetta al pagamento annuale di una tariffa pari a 9.000 euro circa.  Solo quattro anni fa, quando ho intrapreso questa attività, ne pagavo 5.500. Questo significa che mediamente, e complessivamente, la T.I.A. è aumentata del 13% ogni anno negli ultimi 4 anni. Un aumento del 13% all’anno è il sogno proibito di un gestore di fondi comuni d’investimento, mentre per chi gestisce Veritas è una realtà ottenuta con semplici delibere del Consiglio di Amministrazione, approvati poi dal Consiglio Comunale di Venezia.

Se non bastassero gli aumenti percentuali annui a doppia cifra della T.I.A. a togliermi il sonno intervengono anche la tassa per l’occupazione del plateatico e la tassa sulle tende, poiché quest’ultime hanno una “proiezione verso il suolo pubblico”.  Le segnalo inoltre che nonostante i 9.000 euro di T.I.A. addebitatimi da Veritas devo occuparmi personalmente di spazzare il marciapiede pubblico davanti al mio esercizio commerciale (così come fanno tutti gli altri negozianti della zona), e restano a mio carico i costi per i sacchi per la raccolta  dei rifiuti umidi, ed i costi per lo smaltimento dei grassi della cucina e dell’olio di cottura esausto. Ovviamente è mia cura differenziare carta, vetro, plastiche, etc, dai rifiuti indifferenziati. Quando poi mi si è rotta una vetrina frigo e mi sono rivolta via e-mail (poiché telefonicamente è stato inutile, in quanto nessuno ha mai risposto alle mie telefonate) all’ufficio raccolta rifiuti voluminosi della Veritas per l’asporto della vetrina, Veritas ha inoltrato la mia e-mail ad una azienda privata che si è presentata nel locale chiedendomi la cifra di 100 euro, fissi + 50 centesimi per ogni kilogrammo per lo smaltimento della vetrina. Le sembra che con la cifra che pago io non avrei diritto di usufruire gratuitamente di tale servizio? Evidentemente no, visto che lei – amministratore del Comune di Venezia – non si oppone a questo stato di cose.

Vede, Sig. Bettin, se io aumentassi i prezzi al pubblico praticati nel mio esercizio commerciale nella misura del 13% all’anno, mi troverei senza un cliente nel giro di poche settimane, e la mia attività andrebbe incontro al fallimento. Invece il Comune di Venezia non sembra provare alcun imbarazzo ad imporre aumenti di tale entità ai costi dei servizi imposti (senza possibilità di sottrarvisi) ai residenti/utenti.

Le ricordo che alcuni anni fa, quando furono accorpate Vesta ed Aspiv, ci era stato detto che la fusione avrebbe permesso una gestione più efficiente e quindi risparmi per gli utenti. Che fine abbiano fatto quei risparmi di gestione non è dato saperlo.

Osservo anche che in questo periodo l’Amministrazione del Comune di Venezia ha approvato aumenti delle tariffe orarie per la sosta degli autoveicoli, ed ha trasformato in zone di sosta a pagamento molte centinaia di parcheggi che fino a pochi giorni fa erano gratuiti. Questo certamente non gioverà ai gestori di attività commerciali di questo Comune (e nemmeno ai privati cittadini che hanno un’automobile e devono parcheggiarla da qualche parte).

Nel caso in cui non lo sapesse, le segnalo che un locale come il mio, situato nel territorio del Comune di Mirano, è soggetto ad una T.I.A. annua di nemmeno 4.000 euro l’anno (contro i 9.000 che devo pagare io per il privilegio di lavorare a Marghera), ed un residente che vive in un appartamento che ha la stessa metratura dell’appartamento in cui vivo io paga 80 euro all’anno di meno.

Devo pensare che gli amministratori dell’ente che si occupa dei rifiuti nel Comune di Mirano siano assai più capaci dei loro colleghi di Veritas. Ed allora vorrei confrontare gli stipendi degli amministratori di Veritas con quelli dei loro colleghi del Comune di Mirano…

Signor Bettin, lei si è occupato di amministrare la cosa pubblica a vari livelli (Comune di Venezia, Regione Veneto, Parlamento della Repubblica Italiana) per più tempo di quanto dura la carriera di un calciatore, ed ha già maturato il diritto ad una prestazione pensionistica più generosa di quella che matureranno la maggior parte delle persone dopo 40 anni di attività lavorativa. Alla luce di queste considerazioni io vorrei fare un appello al suo buon senso dicendole che se lei non ha la voglia e l’umiltà di andare ad imparare da chi dimostra di fare il suo lavoro meglio di come lo sta facendo lei (gli amministratori del Comune di Mirano, ad esempio, senza parlare della realtà trevigiana, dove la differenziata ha raggiunto livelli di riferimento per tutta Italia), lei dovrebbe fare un passo indietro, e lasciare che qualcun altro più rispettoso di lei dei sacrifici dei contribuenti, si occupi  della cosa pubblica di questo Comune.

Fiduciosa saluto
Laura

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  7 comments for “Il cappio della TIA

  1. Guia
    27 Febbraio 2011 at 16:18

    …E la replica di Bettin? Arriva o non arriva?

  2. Andrea Gazzato
    28 Febbraio 2011 at 20:26

    Resto stupito come Laura di questo modus operandi del comune, dell’aumento del balzello senza nessuna contropartita.
    Il motivo de questo aumento temo sia dovuto al fatto che Mestre si accolli le spese di gestione della spazzatura di Venezia.

    Guardando oltre provincia, mi pare che Treviso abbia avviato anche grazie a David Borrelli un progetto di riciclaggio a costo zero con un azienda di Vedelago, coinvolgendo nel progetto le scuole.
    Non si potrebbe esportare quel modello? Magari girando alla collettività quello che si risparmierebbe (in maniera trasparente, non buttando nel calderone del ripianamento dei debiti di Vesta) che ne so, pagando i sacchetti per l’umido delle zone che aderiscono al progetto o cose simili.

  3. alvise
    3 Marzo 2011 at 16:36

    ho letto anche il vostro agganciarsi al californiano rifiuti zero.
    a parte questo continuo citare gli americani che non porta mai troppo bene visto sono tra i piu’ grandi inquinatori al mondo,sono d’accordo su tutto tranne i negozi privati di compra vendita plastiche e altri materiali riciclabili.abbiamo veritas che già ritira tutto tramite campane.una volta che la percentuale di differenziata arriverà alta la veritas dovrà abbassare la Tia perchè dal materiale recuperato farà soldi.
    Vendere a un privato che dà soldi ad un cittadino comporta poi una vendita a prezzo maggiore a chi riutilizza materia riciclata,in una spirale di crescita dei prezzi che sarebbero a discapito del consumatore.
    Si hanno gli stumenti comunali.e pagati.
    gli si adoperi senza andare ad innescare anche il commercio esterno che porterebbe a poche palanche in tasca e molte da sborsare al comune.
    l’aumento di tia è stato approvato perchè è aumentata la spesa per pulire Venezia dalle lorderie degli incivili turisti.
    Siccome il Comune pagava per la pulizia e ora causa mancanza ici non lo fa piu’ allora il costo ricade sui cittadini di tutto il comune di Venezia.
    Tassa sul turismo?

  4. Caterina
    3 Marzo 2011 at 21:17

    Leggo dai quotidiani locali che il Comune di Venezia ha molti progetti per la propria città: la ruota panoramica, la nuova P.le Roma, la nuova Piazza Barche, senza dimenticare i progetti già realizzati quali il ponte di Calatrava, il tram di Mestre, ecc.
    Proposta: si rinunci momentaneamente ad uno di questi progetti ed i fondi a disposizione vengano invece utilizzati per compensare i costi che il Comune sostiene per la TIA, evitando così l’aumento ai cittadini che in questo momento di aumenti non ne hanno proprio bisogno.
    Questo è un periodo di crisi molto grave: i giovani non trovano lavoro, molti commercianti fanno fatica a mantenere in attivo le proprie attività, gli stipendi non aumentano, ci sono i figli da mantenere e spese continue da pagare. Senza dimenticare gli anziani con le pensioni minime.
    C’è ancora chi non arriva alla fine del mese!!!!!

  5. alvise
    7 Marzo 2011 at 11:47

    Il titolo dell’articolo è un pò fuorviante.
    non è che l’amministratore delegato di Veritas si sia svegliato al mattino con l’intenzione di far arrabbiare nessuno in particolare.
    Mancano al comune i soldi dell’ICI,quindi tutto quello che veniva ammortizzato come spese ora non lo può piu’,quindi chi paga?noi.
    Se alle elezioni invece di false propagande elettorali si pensasse bene a chi dare il voto forse non ci si troverebbe sempre a pagarne le conseguenze dopo.

  6. pierpaolo montanari
    28 Marzo 2011 at 18:45

    Comprendo e condivido lo “sfogo” di Laura…. purtroppo è destinato a restare tale e la replica non giungerà mai!
    Per esperienza ho imparato che è illusorio e deprimente cercare di avere risposte politicamente sensate ( concretamente poi non perliamone nemmeno) da chi non conosce nè i principi normativi nè i possibili aspetto gestionali della T.I.A.
    L’unico modo di controbattere e smantellare questo sistema perverso del Comune di Venezia e di Veritas è l’uso della legge, soprattutto in funzione di un “attacco” nel punto più “sensibile” per tutti: il portafoglio !!!
    Sicuramente di Veritas ma molto probabilmente anche dei singoli consiglieri/assessori del comune di Venezia ( che hanno una loro precisa “responsabilità civile” ( patrimoniale ed anche penale) nell’esercizio del loro operato.
    Mi riferisco ad una richiesta, legittima e legalmente ineccepibile, di restituzione delle somme di danaro addebitate indebitamente a vario titolo ( non solo a titolo di Iva sulla TIA) alle varie categorie economiche.
    La categoria di Laura ( bar/esercizi commerciali) è una di quelle che più ha da recriminare in ordine agli importi addebitati; oltretutto dal contenuto della sua lettera emergono almeno 2 elementi di grave irregolarità di addebiti specifici in spregio alle disposizioni di legge.
    In tutto questo mi preme rimarcare come le Associazioni di categoria brillino per la loro “assenza ed ignavia”…..
    Spero che Laura legga questo commento e si metta in contatto col sottoscritto ( pierpamontanari@gmail.com) per un incontro informativo senza impegno : sicuramente avrà risposte molto più esaurienti di quelle che non avrà mai dal signor Bettin del perchè di certi costi ma soprattutto delle ingiustizie sinora subite e poi valuterà l’opportunità di recuperare consistenti somme di danaro…
    Un saluto a tutti.

  7. Giansanto
    8 Giugno 2011 at 11:28

    Fatemi sapere se c’è qualche iniziativa per non pagare l’aumento della Tia o se ci sono iniziative di utenza per protestre presso il comune di Venezia

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