Pannolini lavabili e vuoto a rendere per ridurre i rifiuti

Dal 20 al 28 novembre si è svolta la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, il MoVimento 5 Stelle di Venezia ha colto l’occasione per lanciare due proposte importanti su questo tema spesso sottovalutato: politici e mass-media parlano infatti solo di raccolta differenziata ma il vero scopo, anche per la legge italiana e comunitaria, è la riduzione dei rifiuti a monte, e cioè, in pratica, una loro non produzione.

La prima idea è il sostegno del Comune di Venezia all’uso dei pannolini lavabili per i grandi benefici:
ecologici, ogni bambino produce, nei primi tre anni di vita, una tonnellata di rifiuti sotto forma di pannolini usa e getta che finisce, di regola, in discarica o negli inceneritori;
economici, una famiglia può risparmiare almeno 1000 euro e donare poi, alla fine, i pannolini per il loro utilizzo con un altro bimbo;
– e sanitari, i pannolini di cotone non sono trattati con prodotti chimici per assorbire meglio la pipì e perciò il bimbo viene cambiato più spesso, con meno irritazioni cutanee.

La seconda idea è il sostegno dell’amministrazione, in collaborazione con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria, alla creazione di una filiera per il Vuoto a Rendere. L’adesione è facoltativa per le imprese (grossisti, pubblici esercizi, hotel) ma per incentivare i comportamenti virtuosi, e compensare il costo di investimenti e spese aziendali, si propone di concedere uno sconto sulla TIA (tariffa d’igiene ambientale) come già accade per il compostaggio domestico, di creare un marchio ad hoc per l’iniziativa e di immaginare altri benefici.
In Germania, Olanda, paesi scandinavi, il vuoto a rendere è ormai una pratica consolidata, non solo per le bottiglie di vetro ma anche per lattine e bottiglie in plastica dura.
Si risparmiano così materie prime, energia e, almeno in parte, costi di raccolta/trattamento/smaltimento rifiuti.

Il Mahatma Gandhi, Nobel per la Pace, disse una volta: “il grado di civiltà raggiunto da una nazione si misura innanzitutto dal modo in cui i propri abitanti affrontano il problema della gestione dei rifiuti prodotti”. I dati dell’Arpav dicono che ogni cittadino veneto ha prodotto nel 2008 una media di 500 Kg circa di rifiuti: ognuno può giudicare da sé, se questo significa civiltà.

2010.11.20 Mozione su sostegno all’uso dei pannolini lavabili da parte del Comune di Venezia.pdf

2010.11.20 Mozione creazione filiera del Vuoto a Rendere da parte del Comune di Venezia.pdf

Pannolini lavabili e vuoto a rendere per ridurre i rifiuti_ilGazzettino_20101202.pdf

2010.12.04 Volantino A4 su obbiettivo riduzione rifiuti.pdf

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  13 comments for “Pannolini lavabili e vuoto a rendere per ridurre i rifiuti

  1. LIBERATO
    3 dicembre 2010 at 11:44

    Eccellente proposta,che andrebbe a diminuire notevolmente i ifiuti in circolo ed economizzare sulla spesa e come al solito si torna indietro per riparare ai casini che l’uomo ha commesso io ho 51 anni e sono stato cresciuto con pannolini di stoffa che si lavavano e riutilizzavano anche per altri figli, e bevevo gazzose birre od acqua minerale in vetro a rendere! POI IL CONSUMISMO HA FATTO I CAMBIAMENTI PORTANDOCI ALLA SITUAZIONE ATTUALE

  2. Davide
    3 dicembre 2010 at 22:45

    Si fa un po’ fatica ad accettare di dover tornare ad alcune vecchie pratiche abbandonate per eccesso di modernità.
    Tuttavia quando si nota che queste fanno bene all’ambiente, alla salute, all’economia ed al proprio portafoglio non c’è altro da fare che cambiare stile di vita!

  3. Federico
    20 dicembre 2010 at 18:27

    Succede solo a me che il link
    2010.12.04 Volantino A4 su obbiettivo riduzione rifiuti.pdf

    ti porta in home page senza farti vedere il volantino?
    gli altri mi funzionano..

  4. meetupve
    21 dicembre 2010 at 15:13

    Link “2010.12.04 Volantino A4 su obbiettivo riduzione rifiuti.pdf” sistemato.

    Grazie per la segnalazione.

  5. alvise
    3 febbraio 2011 at 15:42

    Vuoto a rendere inteso come riportare indietro gli involucri e riutilizzarli và bene fino ad un certo punto.Per rilavare bottiglie di vetro per l’acqua si deve usare acqua potabile e soda per il lavaggio,soda che si estrae ancora dal cloruro di sodio con metodi inquinanti e atavici.Poi selve il brillantante che bene alla salute certo non fa.Per non parlare di furgoni mossi per ogni marca di prosotti.Forse è meglio il riutilizzo come materia prima secondaria di vetro e Pet da bottiglia di plastica,che abbattono del 40% le emissioni di co2,non usano acqua potabile,mantengono la filiera occupazionale integra e sono igienici.
    Moderni impianti di riutilizzo di materie secondarie possono essere costruiti con impatto ambientale molto basso e usare acqua industriale invece che potabile,che se è vero che tutti urlano al problema co2 non è da sottovalutare l’esaurisrsi delle falde di acqua potabile e il problema di altri inquinanti ben peggiori.

  6. alvise
    3 febbraio 2011 at 15:48

    Per i pannolini riciclabili è vero che si risparmiano materie prime,ma non sono convinto che l’ammontare di acqua calda e sapone usato per disinfettarli sia propriamente meglio.Eminenti studiosi si perdono via a fare i conti di quanti grammi di co2 si consumano per un modo o l’altro.
    Ebbene esistono pannolini di cotone e fibra di mais completamente compostabili,che utilizzano solo gli scarti del mais e rendono il tutto piu’ igienico e meno dispendioso.Tanto il mais è stato già coltivato come alimentare.Dagli scarti si possono ottenere fibre,bottiglie,biopolimeri.Tutte cose che in Svezia e Olanda e California,per chi ha la mania di citare paesi di moda , stanno cominciando a prendere piede.Essere ecologici pur producendo a livello industriale si puo’.E non parliamo della Canapa che produce oli per autotrazione,carta bianca quattro volte piu’ del normale albero,fibre per vestiti e bioplastiche,non impoverisce il terreno e anzi lo disinquina.
    Ecologici si,ma con testa e creando posti di lavoro,non riducendoli.

  7. alvise
    3 marzo 2011 at 16:24

    ho letto anche il vostro agganciarsi al californiano rifiuti zero.
    a parte questo continuo citare gli americani che non porta mai troppo bene visto sono tra i piu’ grandi inquinatori al mondo,sono d’accordo su tutto tranne i negozi privati di compra vendita plastiche e altri materiali riciclabili.abbiamo veritas che già ritira tutto tramite campane.una volta che la percentuale di differenziata arriverà alta la veritas dovrà abbassare la Tia perchè dal materiale recuperato farà soldi.
    Vendere a un privato che dà soldi ad un cittadino comporta poi una vendita a prezzo maggiore a chi riutilizza materia riciclata,in una spirale di crescita dei prezzi che sarebbero a discapito del consumatore.
    Si hanno gli stumenti comunali.e pagati.
    gli si adoperi senza andare ad innescare anche il commercio esterno che porterebbe a poche palanche in tasca e molte da sborsare al comune.

  8. 21 maggio 2016 at 20:25

    I much prefer inraomftive articles like this to that high brow literature.

  9. 23 ottobre 2016 at 00:54

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  10. 2 gennaio 2017 at 18:53

    Thank you so much for choosing my card to be in your top 3. (Apologies for not getting back to you sooner to thank you but I have been ill).Tine :)

  11. 2 febbraio 2017 at 17:48

    Susan, When you are in a union on a contract all of your rights are through the contract with the union representing you. For your grievance you can not have your own lawyer represent you. Hopefully the union will get it resolved soon.

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