I barbari in laguna

Si sa che l’attivismo padano è quello più colto e   più progressista tra l’elettorato di destra. E’ anche noto che sia il grosso della popolazione attiva e che tutti gli altri siano solo  “comunisti di merda” che “devono andare a lavorare”. E’ altrettanto risaputo quanto esso sia aperto e liberale al punto di essere,  da quasi un ventennio, l’unico fedele alleato del partito dell’amore. Gli altri non possono che essere  “culattoni”.  Ma si sa anche quanto sia legato al proprio territorio con i propri riti pagani -ma anche cristiani all’occorenza- quali il battezzo con la sacra acqua del fiume Po in abbigliamento vichingo. E che dire dell’idioma? Tutti uniti sotto il comun denominatore del bergamasco, già scelto come lingua ufficiale della nuova nazione, con la quale si suggerisce a Gava (al secolo Marco Gavagnin, consigliere comunale M5S cresciuto a “Casteo”) di andarsene a casa sua -ma qualche piccola contraddizione si può perdonare ad un così giovane stato nazionale.

Ciò che forse ai più sfugge è che ieri, alla festa padano/vichingo/celtica vi erano molti attivistiti, di cui parecchi non proprio di primo pelo,  non particolarmente tolleranti ed aperti nei confronti della nazione che li ospitava e che, forse risentiti dal momento di folklore  violato e inferociti dalla vista del colore rosso, non hanno apprezzato  il rispetto che gli Italiani gli hanno dedicato semplicemente esponendo il Tricolore. Ebbene sì, anzichè legittimamente deriderli, boicottarli  o condannarli, i celti sono stati accolti festosamente e lasciati entrare rumorosamente a Venezia.  Probabilmente si aspettavano ancora di più. Certo, la sofferenza di un popolo costretto tra i confini di un territorio straniero è tanta. Vanno capiti e la bandiere italiana è una vera provocazione.

Ma che fare per lenire il loro dolore? Non molto temiamo, ma confidiamo nella creatività del nostro ministro dell’interno Maroni, nonché loro ambasciatore in Italia, fiduciosi che continui ad adoperarsi per la loro integrazione con il nostro popolo o, evetualmente, al fine di fornire a questi simpatici indipendentisti, tutto  l’imponente schieramento di forze dell’ordine che si meritano  -ndr. ma non saremmo noi che dovremmo essere difesi?-

Ieri tanti Veneziani hanno deciso di omaggiare i festeggiati esponendo il tricolore. Quale miglior gesto per dare il giusto benvenuto ai nostri simpatici ospiti ed allo stesso tempo per commemorare i Sette Martiri trucidati dai nazisti nella stessa riva a cui è dedicata l’omonima riva in cui gli omini verdi gozzovigliano tutti gli anni.

Con Piero Ricca e gli amici di  Informazione dal basso anche alcuni di noi hanno passeggiato per Venezia con il Tricolore che, secondo la Costituzione Italiana, è verde bianco e rosso. Vi lasciamo con un piccolo video della calorosa accoglienza ricevuta dai nostri barbari ex-concittadini legittimamente tutelati dalle forze dell’ordine che hanno indentificato noi. Chissà poi perchè.[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Jy-rGf_hf04&feature=player_embedded[/youtube]

  7 comments for “I barbari in laguna

  1. davide bono
    15 Settembre 2010 at 20:01

    solidarietà, vi citeremo nel nostro prossimo ordine del giorno…

  2. Andrea Palatini
    15 Settembre 2010 at 20:05

    Grazie mille!

  3. Paolo Dal Santo
    15 Settembre 2010 at 20:14

    suggerisco di organizzare per la prossima occasione di manifestazione padana una partecipazione non partitica ma solo di gente col tricolore……………

  4. 23 Dicembre 2020 at 12:59

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