I criteri per le graduatorie dei concorsi indetti dal Comune di Venezia

Succede che a volte ci si trovi ad avere a che fare con atteggiamenti della Pubblica Amministrazione che appaiono (ed a volte  lo sono davvero) insensati, o che creano delle inaccettabili disparità di trattamento. Quando ci si imbatte in tali situazioni l’opzione di ricorrere ad un Tribunale Amministrativo per ottenere una modifica dell’azione da parte della Pubblica Amministrazione in molti casi non è presa in considerazione, per la complessità, il costo, ed il tempo che richiederebbe una tale iniziativa.

Ci si domanda come mai chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica nell’interesse dei cittadini crei tali situazioni, e come mai non si adoperi per prevenirle, o almeno eliminarle una volta segnalate. In fondo è per agevolare l’esistenza organizzata e civile dei contribuenti che la classe politica esiste e viene retribuita.

Premesso questo, accade che il Comune di Venezia, lo scorso mese di Marzo 2010, abbia indetto alcuni concorsi pubblici per l’assunzione di personale (“Bandi di concorso pubblico – varie categorie e profili professionali”). Accade anche che la graduatoria finale in base alla quale il Comune assumerà i candidati sarà redatta assegnando un punteggio sia ai titoli che agli esami e che siano stati indicati i criteri di valutazione dei titoli. Leggendo tali criteri ci si accorge che per tali concorsi l’avere prestato servizio con rapporto parasubordinato (ad esempio, con un contratto di “collaborazione coordinata e continuativa”, che ora è stato sostituito dai “contratti a progetto”) presso il Comune di Venezia dia diritto ad un certo punteggio per ciascun mese di servizio prestato. Invece non viene riconosciuto alcun punteggio a chi ha prestato servizio con rapporto parasubordinato presso Amministrazioni Pubbliche diverse dal Comune di Venezia.

Innanzi tutto viene da chiedersi se chi ha redatto quei bandi di concorso – la data ne attribuisce la paternità alla precedente Giunta – sia al corrente del fatto che a causa della deregolamentazione del mercato del lavoro (e viene da chiedersi nell’interesse di chi sia stata attuata tale deregolamentazione…) purtroppo è drammaticamente difficile riuscire a trovare un lavoro che non sia di rapporto parasubordinato. Quindi chi è già stato penalizzato per il fatto di avere ottenuto un lavoro senza essere stato assunto con un contratto di lavoro subordinato viene penalizzato anche dal criterio di attribuzione del punteggio adottato dal Comune di Venezia per selezionare i suoi collaboratori. Infatti tale criterio penalizza chi ha avuto esperienze lavorative pregresse di carattere precario presso Amministrazioni Pubbliche diverse dal Comune di Venezia non riconoscendo loro alcun punteggio. Della serie: “cornuti e mazziati”, verrebbe da dire…

Il 27 maggio 2010 il Consigliere comunale Marco Gavagnin della lista civica “Movimento 5 Stelle” ha presentato una apposita interrogazione al Consiglio comunale di Venezia, per chiedere i motivi che hanno indotto ad adottare quei criteri di assegnazione dei punti dei titoli di servizio, ed invitare a modificarli e riaprire i termini per l’iscrizione ai concorsi, al fine di eliminare tale disparità di trattamento. Restiamo in attesa di sapere perché secondo il Comune di Venezia l’avere lavorato con un contratto di co.co.co. presso – ad esempio – il Comune di Padova non equivarrebbe ad avere lavorato con lo stesso tipo di contratto presso il Comune di Venezia.

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  5 comments for “I criteri per le graduatorie dei concorsi indetti dal Comune di Venezia

  1. Claudio
    1 Giugno 2010 at 21:42

    Ciao a tutti. Cosa c’è di strano?? E’ sempre stato così. Il problema non è -solamente- la discriminazione dei lavoratori a progetto. Il punto è semplicemente la mancanza di ricerca di professionalità anche all’esterno e con contratti “atipici”. Ad esempio su quali basi le precedenti esperienze all’interno della PA hanno più valenza rispetto alle stesse competenze acquisite nel settore privato? In certi uffici dovrebbe essere il contrario.

  2. Sick and tired
    2 Giugno 2010 at 13:02

    E’ la solita mistificazione. Una delle ragioni adottate dal legislatore per giustificare la possibilità di assunzioni a tempo determinato, o con contratti a progetto, è stata che con tali modalità le imprese hanno modo di valutare un lavoratore per un certo periodo di tempo prima di assumerlo a tempo indeterminato. Nella realtà dei fatti per una azienda che ha bisogno di manovalanza non qualificata è indifferente assumere le braccia di Tizio o quelle di Caio. La sola variabile che la gran parte delle eziene considerano è la disponibilità di un lavoratore ad essere flessibile, elastico e non avanzare richieste di diritti che gli spetterebbero. E nemmeno tale disponibilità è sufficiente per un lavoratore per ottenere un contratto a tempo indeterminato. D’altra parte è chiaro a tutti quelli in buona fede che il lavoratore ideale è lo schiavo.

  3. Francesca
    8 Giugno 2010 at 11:48

    Arrivati a questo punto sarebbe più corretto fare dei concorsi riservati agli interni senza predere in giro tutti gli altri.

  4. gigi
    28 Giugno 2010 at 12:50

    vorrei farvi notare che in questo sito http://www.meetup.com/GrilliVenezia/
    contribuite a prendere in giro i precari…
    perchè scrivete che sono inutili consulenze i compensi annui o biennali di persone che lavorano spesso molto più dei dipendenti.
    E’ scorretto il modo in cui sono valutati i precari cococo/pro… che hanno lavorato per il comune di venezia rispetto a quelli che hanno fatto il medesimo servizio in altri enti. Il problema è che ci sono persone che hanno fatto quel lavoro per cui il bando è creato per 5 anni o più continuativamente sempre con contrattini cococo… mentre 5 anni fa per quel posto doveva esserci un regolare concorso a tempo det. o indeterminato che non è stato fatto.
    Le amministrazioni pubbliche sono le prime ad abusare di questo tipo di contratto.
    Ora tutto il polverone sulle consulenze porterà a far rimanere a casa precari che fanno da anni lavori istituzionali invece lavorare ai fantomatici progetti pubblicati sulle pagine per la trasparenza (spesso non è pubblicato il compenso annuo ma direttamente la cifra stanziata che include gli oneri a carico del datore di lavoro). Vedrete che le vere consulenze gonfiate..ad amici e parenti resteranno indenni.
    Il risultato sarà che i servizi ai cittadi, che venivano forniti in maniera indiretta tramite il lavoro dei precari, resteranno parzialmente scoperti, con la conseguenza che ne calerà la qualità. Avremo più disoccupati giovani, laureati, competenti (anni di esperienza lavorando a contratto sulla medesima tematica) e intanto il ministero di tremonti bandisce concorsi per decine di dirigenti..
    questa è l’Italia

  5. Salvatore
    5 Novembre 2011 at 11:25

    Caro Gigi non capisco perchè parli di scorrettezza nel trattare i precari. Se tu hai prestato servizio presso il comune di Venezia e io presso quello di Padova ed entrambi abbiamo svolto attività lavorativa valida e competente perchè tu dovresti avere più vantaggi di me? Il concorso pubblico in quanto tale dovrebbe garantire parità di trattamento. Tu sei bravo, io lo stesso chi realizza la migliore prova scritta, pratica e orali vince. Purtroppo non siamo più abituati alla leale concorrenza, ma abbiamo accettato il marcio sistema dei concorsi pilotati e fatti appositamente per gli amici. Per carità nulla di personale, solo che non si può contestare chi avanza una richiesta di parità di trattamento e trasparenza. Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo combattere la logica del va bene così!In merito all’Italia che non va è l’assuefazione a questi comportamenti che distrugge il nostro Paese. Non vanno bene i concorsi fatti cosi, non va bene che individui loschi pensino di sistemare le cose redigendo bandi di concorso di tale tenore, non vanno bene le prsone che hanno permesso che venisse pubblicato un bando simile…. personalmente penso che il dirigente che ha firmato quel bando dovrebbe pagare di tasca propria il danno causato all’ente ed alla comunità. Fino a che questi pseudo dirigenti che prendono migliaia di euro non pagano di tasca propria per le cavolate che combinano non cambierà nulla!

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