Comunicato stampa – Assemblea Permanente Contro il Rischio Chimico

Il progetto di costruire 4 nuove centrali nucleari in Italia di cui una nel Veneto come auspica il Governatore Galan ci trova nettamente contrari. Lo diciamo da cittadini che di impatto ambientale causato dalla produzione industriale di energia elettrica ne sanno molto,visto che viviamo nella 2° città più inquinata d’Italia a causa dello smog prodotto dalle industrie e dalle ben 6 centrali elettriche presenti a P.M. La scelta nucleare non garantisce ne sicurezza ambientale ne risolve il problema energetico del nostro paese ma servirà solamente a garantire il grande business per le solite grandi imprese coinvolta nelle grandi opere Il nucleare sicuro e’ una grande bugia, le centrali di 3 generazione ,visto che la quarta e’ solo un pacchetto di idea nel cassetto, sono più pericolose in caso di incidente di quelle vecchie perché come chiarisce uno studio della società francese EDF l’emissione di isotopi radioattivi sarebbe ben 4 volte maggiore rispetto al reattore tradizionale Che poi il nucleare garantisca bassi costi di produzione di energia elettrica e’ tutto da verificare visto il lievitare dei costi di costruzione delle centrali vedi quella del reattore finlandese 1,5 miliardi in più rispetto alla stima iniziale, per non parlare di efficienza energetica dove per ogni dollaro investito in questo settore si risparmia 7 volte più anidride carbonica di quella evitata con un dollaro investito sull’atomo Allora il nucleare a chi serve? Servirà allo stesso potere politico ed economico che a Porto Marghera vuole costruire oltre alle centrali elettriche esistenti altre 4 non perchè ci sia un deficit locale ma per poter vendere l’energia in eccesso. Lo stesso avverrà su scala nazionale per il nucleare con il meccanismo inverso. La Francia ci scaricherà i propri reattori e relativa tecnologia vecchia, superata che nessuno vuole, in cambio l’Italia acquisterà dalla Francia energia elettrica a basso costo per metterla in vendita nella rete nazionale a prezzo maggiorato In mezzo a queste speculazioni colossali ci staranno ancora una volta le popolazioni che dovranno subire i danni dell’uranio sulla propria pelle, delle future generazioni che dovranno fare i conti con montagne di scorie radioattive e con una pietra tombale verso tutti i programmi di diversificazione energetico visto che il nucleare sottrae fondi importanti ad una politica di ricerca e applicazione sulle energie rinnovabili. Al buio di un futuro con il nucleare 22 anni fa una forte mobilitazione portò i governi di allora ad abbandonare questa scelta. Oggi siamo convinti che gli stessi anticorpi che considerano la nostra terra un bene comune da salvaguardare e proteggere siano presenti nelle tante lotte che da nord a sud, da Vicenza a Chiaiano, attraversano l’Italia Anche nel nostro territorio come Assemblea Permanente siamo pronti a batterci contro le forzature di Galan o del presidente di Unindustria che vorrebbe fare a Porto Marghera un polo di sviluppo delle tecnologie sul nucleare.

Vignetta: GavaVenezia.it

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